venerdì 24 ottobre 2008

Riforma Gelmini/Tremonti: un articolo del 2002 spiega perchè si vuole smantellare la Scuola Pubblica

di Roberta Lerici
Navigando in rete in cerca di informazioni sulla genesi della Riforma della Scuola targata Gelmini/Tremonti, mi sono imbattuta in questo articolo che ci aiuta ad andare oltre la necessità dei tagli e il desiderio di aiutare le scuole private che secondo la maggior parte delle persone avrebbe condotto il governo a concepirla.Come avevo già avuto modo di dire, la riforma Gelmini è, in realtà, la Riforma Moratti con l'aggiunta del Maestro Unico che la Moratti aveva accantonato perchè il sondaggio da lei ordinato su insegnanti e genitori, aveva dato esisto negativo (60% contrario al maestro unico). Il reale motivo della volontà di smantellare la scuola pubblica, sarebbe quello di andare incontro ad una parte consistente del mondo imprenditoriale: una scuola con meno ore, meno insegnanti e che costi meno. Gli stipendi? La Confindustria diceva che
prima di aumentarli, bisognava adeguarsi al livello europeo di rapporto alunni / insegnanti. L'articolo che leggerete è del 2002. Dopo sei anni, il Decreto Gelmini dice."Fino al 2012 non verranno aumentati gli stipendi (ovvero quando sarà completato lo "sfoltimento" degli insegnanti)" Dal 2012 in poi, non ci saranno aumenti, ma soltanto dei premi in denaro ai più meritevoli".Nel frattempo, però, le scuole si saranno trasformate in fondazioni, i presidi saranno diventati dei manager (nominati da chi?) ed essendo le scuole diventate, in pratica, delle aziende, dovranno produrre un utile, quindi si dovranno pagare.La scuola Pubblica, o quello che ne resterà, senza fondi e con insegnanti sempre più anziani (blocco assunzioni), scenderà di qualità e verrà frequentata solo dalle classi sociali meno abbienti. I ricchi avranno tecnologia, insegnanti, tempo pieno, tutto insomma. I più poveri, avranno una scuola elementare che gli insegnerà esclusivamente a leggere, scrivere e far di conto e alla fine della scuola dell'obbligo, avranno ben poche possibilità di scelta. Vi invito a leggere l'articolo che segue, sperando che siano sempre di più le iniziative di protesta contro questa riforma.
Dal sito:http://www.fisicamente.net/index-192.htm
Nel corso di questi 18 mesi l'azione congiunta del Ministro dell'Istruzione e delle Finanziarie 2002 e 2003 ha disegnato una scuola nuova, una scuola molto diversa, diversa dal panorama delineato dal precedente governo e dalla Riforma Costituzionale, diversa (e lontana) dalla tradizione della scuola italiana, diversa, paradossalmente, anche dalla scuola delle tre "i" promessa in campagna elettorale dalla Casa delle Libertà.Ha invece cominciato ad abbozzare una scuola molto vicina alle richieste di una parte del mondo imprenditoriale: una scuola con meno ore di insegnamento obbligatorio per tutti, con meno insegnanti, che costi meno. L'indicazione, infatti, di una parte del mondo confindustriale era chiara: prima di parlare di livello europeo degli stipendi occorre adeguarsi al livello europeo di rapporto alunni / insegnanti.
Rimane tutto da svelare (e abbiamo qualche dubbio) se una scuola del genere possa davvero aggredire i mali storici della scuola italiana, ovvero l'alto livello di dispersione, la mancanza di titolo di studio per una quota troppo alta di giovani, i bassi livelli di apprendimento per chi arriva al titolo, la frustrazione per chi nella scuola lavora, l'insoddisfazione degli studenti e dei genitori.
Ma oltre a tutto ciò, c'è da tener presente un altro orizzonte.
Perché tanto accanimento contro la scuola pubblica? Possibile che si tratti solo di ragioni di bilancio? Ci piacerebbe crederlo, ma non è così. L'azione combinata dei ministri Tremonti e Moratti vuole smontare la scuola pubblica italiana. Un patrimonio ed una risorsa di tutto il Paese. Non si tratta solo di regali alle scuole private, questo è solo un aspetto. C'è un disegno strategico che mira a trasformare la natura del sistema scolastico italiano. Si punta a far funzionare sempre peggio la scuola pubblica così che il Paese si convinca che la scuola pubblica non va, per aprire lo spazio alla privatizzazione promossa e voluta dal WTO tramite i GATS, gli accordi internazionali che rispondono alle pressioni di alcune multinazionali per trasformare una parte dell'istruzione (e gli altri servizi) in una merce appetibile per il mercato (percorso che si concluderà a Cancun in Messico il prossimo settembre). In una parola si smonta la scuola pubblica per aprire spazi alla privatizzazione. Ma attenzione è la privatizzazione di "seconda generazione" quella che interessa il mercato, non è la scuola di tendenza, non è lo spazio per le scuole private cattoliche.
Per raggiungere questo obiettivo, nei Paesi del primo mondo, c'è bisogno che si consumino alcuni passaggi. Bisogna che si delineino i settori dove l'istruzione possa essere più facilmente standardizzabile in modo che la tecnologia possa impossessarsene per produrre pacchetti vendibili (è il caso delle lingue straniere, dell'informatica, della valutazione, ecc.). Bisogna che la scuola pubblica si ritiri o si dimostri del tutto incapace a coprire questi settori dell'istruzione. Bisogna che il lavoro dell'insegnante venga trasformato in un'attività trasmissiva, sempre più assimilabile alla funzione di una macchina, piuttosto che in un conduttore di contesti di apprendimento e ricerca mai standardizzabili.
A questo mira la metodica opera di "smontaggio" della scuola pubblica avviata dal Governo. Quello che si vuole smontare è la scuola pubblica come luogo collettivo in cui si apprende insieme agli altri e trasformare il servizio scolastico in un servizio a domanda individuale.

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8 commenti:

Roberta Lerici ha detto...

Questi sono i commenti all'articolo ricevuti sul sito www.bambinicoraggiosi.com
Salve, sono una ragazza che
Salve, sono una ragazza che frequenta un liceo di Palermo. Scrivo perchè vorrei vederci più chiaro in questa faccenda, in quanto nessuno è stato in grado di dirmi cosa è veramente compreso nel decreto gelmini. Vorrei sapere se qualcuno può farmi avere dei documenti in cui viene detto esattamente cosa contiene questo benedetto decreto per intero! se qualcuno può aiutarmi per favore mi scriva al più presto! grazie mille in anticipo!
Questa è la mia e-mail: martuzza213@hotmail.it

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Gio, 2008-10-23 17:15 da Ester
per chi volesse i testi..
... dei provvedimenti in questione Il testo del decreto è qui: http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm e il testo coordinato della legge di conversione si trova qui (la parte sulla scuola è il capo V): http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm Molte delle "novità" che si contestano sono contenute nella bozza di piano programmatico che potete leggere su questo sito: http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/458 in particolare i tagli. La questione delle classi "ponte " per gli stranieri non è contenuta nel decreto ma in una mozione presentata dalla Lega, la Mozione Cota, che potrebbe essere inserita nella legge e il cui testo si legge qui: http://www.universinet.it/maturita/98-maturanews/3002-testo-di-legge-moz... L'accorpamento e quindi la chiusura di molte piccole scuole di montagna è contenuta in questa legge: http://www.parlamento.it/leggi/decreti/08154d.htm Spero che le mie indicazioni vi siano utili

Naturalmente mi associo a quanto detto dalla sig.ra Lerici sulla necessità di sentire anche le varie interpretazioni e i vari pareri di entrambe le "campane" Ester

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Gio, 2008-10-23 17:08 da Roberta Lerici
Capire il Decreto Gelmini
Su questo sito sono pubblicati un mucchio di articoli, oltre ai due testi integrali del Decreto 137 e del Piano Programmatico. Quindi, la cosa migliore da fare è digitare nella casella "ricerca" la frase "decreto Gelmini" e appariranno tutti gli articoli, leggeteli e ne saprete di più. Non limitatevi ai testi originali, ma leggete anche altro, così vi farete un'idea più chiara. Saluti a tutti i visitatori. Anche se non posso materialmente rispondere a 250 commenti al giorno, li leggo tutti. Ieri abbiamo avuto il record di visite: 20.000! Grazie a tutti per aver scelto di parlare qui. R. Lerici

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Lun, 2008-10-20 01:01 da Anonimo
riforma gelmini
Noi della scuola ITCG "LUIGI OGGIANO" di Siniscola abbiamo intenzione di iniziare l'occupazione del nostro istituto da lunedi/martedi fino a un eventuale decisione...nessuno e d'accordo alla riforma gelmini.....no tagli alla scuola...no maestro unico....no classi piu numerose e le lezioni a tempo pieno...ecc.... la rforma gelmini(non so se la gente non lo ha ancora capito) ma è solamente un tentativo di demolire la scuola pubblica...

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Lun, 2008-10-13 22:10 da Anonimo
la realtà ..
Salve, mi chiamo Lara G. e sono un'insegnante precaria dellascuola primaria, purtroppo noi viviamo in una realtà dove si tende ad appiattire ed a rendere futile tutto.. in qiesti giorni a roma come in tutto il resto d'italia si stanno muovendo fiumi d'insegnanti e genitori in lavori di coordinamento di tutti gli ordini e gradi però putroppo in tv e nei giornali della riforma se ne è parlato poco e male.. c'è stata una vera e propria CENSURA , i sindacati in parte ci hanno abbandonato, i media la stessa cosa anzi alcuni ci hanno risposto dicendo che non potevano aiutarci perchè gli era stato dato un divieto( la libertà dell'informazione?).. ma noi siamo forti e siamo tanti stiamo diventando sempre più visibili e continiamo a combattere.. grazia Lara

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Mar, 2008-10-14 00:08 da Roberta Lerici
LA REALTA'
So benissimo come sono le cose, so bene che non se ne parla. Ma proprio per questo Internet è importante. Molti non hanno capito che i tagli sono in realtà il tentativo di demolire la scuola pubblica. Bisogna diffondere le informazioni in modo che tutti sappiano e poi scelgano. Non si può decidere di stare da una parte o dall'altra senza conoscere. Usate tutti i mezzi invostro possesso per diffondere informazioni corrette, documenti originali, pareri e fatemi sapere di eventuali iniziative così ne parlerà anch'io. Grazie e restate in contatto.

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Lun, 2008-10-20 00:56 da Anonimo
riforma gelmini
noi della scuola ITCG "LUIGI OGGIANO" di Siniscola abbiamo intenzione di iniziare l'occupazione del nostro istituto da lunedi/martedi fino a un eventuale decisione...nessuno e d'accordo alla riforma gelmini.....no tagli alla scuola...no maestro unico....no classi piu numerose e le lezioni a tempo pieno...ecc.... la rforma gelmini(non so se la gente non lo ha ancora capito) ma è solamente un tentativo di demolire la scuola pubblica...

Anonimo ha detto...

Ho letto l'articolo e sono sempre più convinta che questa sia, in realtà, una manovra ideologica.
un'insegnante precaria

Paola ha detto...

Gentile Roberta,cari forumisti,vi comunico fatti gravissimi dalla provincia di Livorno. In due scuole si sono presentati i carabinieri per chiedere i nominativi dei docenti che avevano aderito allo sciopero,sicuramente per disposizioni venute dall'"alto" a scopo intimidatorio. I dirigenti non li hanno forniti perchè non è consentito dalla legge. Io dico che "lassù" sono preoccupati per la dimensione che avrà la manifestazione del 30 e cercano di bloccare le cose,ma probabilmente stanno anche iniziando a gettare la maschera e a rivelare il progetto insano che covano...
Roberta,è inquietante il documento che ho letto sullo smantellamento della scuola.Ora lo stampo,lo fotocopio e lo distribuisco ai genitori(sono nel comitato),poi lo mando in rete a tutti coloro di cui ho la mail.
Buona fortuna,Italia...

Anonimo ha detto...

carissimi tutti vorrei esserci anch'io ma per età non posso. ho tre figli universitari e ciò comporta sacrifici notevoli per tutti noi.Vorremmo avere la certezza che potranno laurearsi ma non per loro volontà ma per colpa dei nostri govenanti. Ero convinta di vivere in un paese democratico ma mi rendo conto che l'unica libertà di cui godiamo è importare il peggio dell'educaione e della cultura del mondo. Quando ci hanno chiesto di non turbare gli stranieri con il nostro crocifisso la maggior parte di noi è stata d'accordo tanto chi se ne importa di un pezzo di legno. Non è così; ogni forma di deidentificazione significa un passo verso la non libertà. Abbiamo pensato di aver risolto il problema dell'inserimento dell'altro e ora come inseriremo gli altri nelle scuole? Noi Italiani, purtroppo, ci rechiamo alle urne con noia mai con la consapevolezza che dobbiamo votare ciò che fa bene al Paese e non al singolo. Per una volta uniamoci e pensiamo a 360°. Chiediamoci se questa legge è utile a tutte le categorie:grandi, piccoli, docenti, genitori, personale ata,ricchi, poveri, italiani, stranieri,librai, famiglie e singoli, sposati e separati. Una legge non potrà essere utile a tutti ma deve essere buona in ogni sua parte per la maggior parte degli interessati tranne che per coloro che legiferano: siano essi bianchi rossi neri o verdi. La legge e le sue riforme deve servire per la popolazione. E vorrei dire ancora una cosa: ma ancora crede il legislatore che basta mettere nel cassetto delle scriteriate leggi bocciate nel passato per tirarle fuori quando tutti sono in ferie? Il ministro Gelmini ha sofferto molto durante la sua infanzia con il modulo dei tre insegnanti? Non è stata invece fortunata ad imparare la pluralità di contatto con tante personalità e metodi? Domandi a coloro che hanno avuto il maestro unico come si svolgevano le lezioni: ogni maestro insegna di più della materia che più conosce; gli orari non saranno mai rispettati scivolare nell'ora dell'altra materia è facile. Credo che per capire sarà utile alla Gelmini pensare a ciò che si propone di dire in un determinato momento e a come ,invece,si presenta la realtà.

Anonimo ha detto...

Cara Roberta, non è vero che le scuole diventeranno private: solo ed esclusivamente le università (non tutte, ma la maggioranza; e questo è proprio il punto in cui non concordo con il decreto) saranno convertite a fondazioni, mentre il resto della scuola rimarrà pubblica. Quindi, il cosiddetto "smantellamento della scuola pubblica" di cui hai parlato non esiste.

Anonimo ha detto...

Caro anonimo il passaggio mi sembra chiaro e cioè: mancanza di insegnamenti "particolari" all'interno delle scuole primarie e medie = ricerca di questi "servizi" altrove e quindi a pagamento. Se non ho chi mi insegna l'inglese già dalle elementari come invece ora avevo e riterrò necessario tale insegnamento allora dovrò pagarlo, semplice!le università in cui invece a rimanere dopo i tagli sono per forza di cose i docenti migliori e più accreditati avranno bisogno di un'altro trattamento, in questo caso per forza ufficializzato, ossia come dici tu quello della trasformazione in fondazioni che rientreranno dunque nella logica del mercato, dato il fatto che a finanziarle non saranno di certo le famiglie degli studenti, che oltre a pagare delle rette maggiorate si troveranno davanti a scelte di formazione standardizzate secondo le leggi e le logiche di mercato, il che vuol dire ricerca dove è utile a fornire prodotti per i mercati che vanno, il che significa anche che la ricerca nel campo medico ad esempio sarà mirata agli interessi delle grandi industrie farmaceutiche che certo non hanno alcuna intenzione di spendere milioni di euro x trovare la cura a chi ha contratto il morbo della mucca pazza visto che al massimo in Italia si venderebbero un centinaio di cure!! E ancora nelle facoltà di scienze politiche potremmo vedere sparire insegnamenti non adatti ad ottenere una futura classe dirigente dedita a problemi quali l'integrazione sociale, perchè è tramite l'emarginazione sociale che si favorisce un degrado della persona che se esteso determina impotenza contrattuale sul mercato del lavoro da parte del lavoratore stesso...insomma le cose sono tante da dire e sicuramente a metterle tutte insieme si fa un a gran confusione, ma quel che conta tenere a mente l'importanza e la centralità dell'istruzione nel processo democratico altrimenti la nostra amata democrazia cadrà sotto l'ascia di un apparentemente innocuo decreto. D'altro canto oggi 29/10/2008 abbiamo avuto prova di un gran smantellamento della democrazia perpetrato da questo governo avverso ad ogni confronto con l'opposizione e le parti sociali, priva di alcuna sensibilità e beffarda dei sacrifici che questo paese ha dovuto e deve affrontare ogni giorno per conquistare quel valore così facilmente sbandierato all'estero da questa stessa maggioranza per giustificare le varie guerre alle quali facciamo seguito come cagnolini di altri stati sovrani o forse sarebbe meglio dire di altri sovrani e basta!!

Anonimo ha detto...

Buongirono,sono una ragazza di un liceo di Modena..
Volevo chiederLe alcuni chiarimenti in quanto non sono riuscita a capirli da sola..
"Nel frattempo, però, le scuole si saranno trasformate in fondazioni, i presidi saranno diventati dei manager (nominati da chi?)
ed essendo le scuole diventate, in pratica, delle aziende, dovranno produrre un utile, quindi si dovranno pagare[..]"
Si è sentito molto parlare di questa privatizzazzione delle università,ma io,cercando su internet e varie,ho trovato soltanto:
"In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto
delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica,
organizzativa e finanziaria, le Universita' pubbliche possono
deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto
privato."
Qui si dice che le università possono,non DEVONO..e credo che ci sia una gran differenza!
quindi le chiedo: è una storia messa in giro da chissàchi oppure è una verità,anche presente nelle varie riforme/decreti?
Grazie in anticipo;
per la risposta mi può contattare a ellyele93@hotmail.it
Arrivederci a tutti..

Anonimo ha detto...

CHE CASINO!
L'UNICA COSA DA FARE E' ASPETTARE, VEDREMO I RISULTATI E SE LA GELMINI HA SBAGLIATO FRA 5 ANNI MANDEREMO A CASA IL GOVERNO BERLUSCONI,FORSE ANCHE PRIMA.