sabato 6 febbraio 2010

Milano, indagato il gallerista dei vip:"Voleva fare sesso con le bambine"

Francesco Tadini

Francesco Tadini, figlio del maestro Emilio, avrebbe chiesto a un intermediario "una bambina di tre anni e una di dieci". L'inchiesta ha già portato a 11 arresti
di Paolo Berizzi

«È venuto da me un cliente importante e famoso. Mi ha chiesto di procurargli una bambina di 3 anni e una di 10». Così parlava una prostituta romena intercettata al telefono. Eppure, quando all'alba i poliziotti hanno bussato a casa con il mandato di perquisizione, lui, il cliente «importante», non ha battuto ciglio: pensava a uno scherzo. Ha capito che facevano sul serio, Francesco Tadini, solo quando gli hanno sequestrato computer, dischetti e altro materiale bene ordinato nel suo appartamento in centro pieno di opere d'arte, quadri del padre e di altri artisti.

Il motivo del blitz, però, non aveva niente a che vedere con la pittura. Piuttosto con una brutta storia che, per ora, lo vede indagato per l'articolo 600 bis (comma II e III), la legge che punisce il cliente di una prostituta minorenne. Lui è Francesco Tadini, 44 anni, gallerista tra i più noti in Italia, regista, autore teatrale e, soprattutto, figlio del "maestro" Emilio Tadini, scomparso otto anni fa. Gli stessi occhi di ghiaccio del padre, le stesse passioni: soprattutto per la scrittura e la poesia.

Il nome di Francesco Tadini balza all'orecchio degli agenti della squadra mobile tra novembre e dicembre del 2009. Incidentalmente. La polizia sta indagando su una rete di squillo gestita da due gruppi criminali: albanesi e romeni. Soliti metodi di sfruttamento delle ragazze. Quasi tutte connazionali. L'operazione, coordinata dal pm Antonio Sangermano, si concretizza una settimana fa con 11 arresti. Ma l'aspetto più inquietante dell'inchiesta, come documentano le intercettazioni agli atti, ha per protagonista proprio Tadini. Ascoltando le telefonate tra uno degli sfruttatori e una prostituta rumena, gli investigatori catturano una comunicazione fuori dall'ordinario.

«È venuto da me un cliente importantee famoso - dice la donna - Mi ha chiesto di procurargli una bambina di 3 anni, da toccare, e una di 10 per fare sesso». Il cliente è Tadini. A quel punto la prostituta e il protettore si adoperano per soddisfare la sua richiesta: e la ricerca produce un risultato. I poliziotti monitorano le telefonate tra la donna e Tadini. La prima, di fatto, assume il ruolo di intermediaria. Nel mese di dicembre il figlio del pittore apprende dal suo contatto che è pronta una ragazza di 14 anni, disposta anche a sottomettersi a perversioni sadiche. L'incontro sessuale si sarebbe consumato in un appartamento pochi giorni dopo.

Il 26 gennaio scattano le manette per i vertici dell'organizzazione che sfruttava le ragazze. E ora gli agenti piombano a casa di Tadini. Per il momento all'uomo viene contestato il fatto di avere avuto rapporti sessuali con prostitute minorenne. Ma il contenuto delle intercettazioni aggrava, almeno da un punto di vista morale, la sua posizione. Il pm Sangermano ha interrogato la prostituta romena al centro della vicenda. Nelle prossime ore sarà ascoltato anche Tadini. Molto conosciuto in città, organizzatore di vernissage molto ben frequentatie ospitati allo spazio Tadini - di cui è direttore artistico - in un'intervista ha raccontato: «Mio padre mi diceva sempre: se dai tutto all'arte, l'arte ti dà tutto».
(la repubblica 05 febbraio 2010)

domenica 3 gennaio 2010

Liam Gabriele McCarty fugge con sua madre (video Youtube)

martedì 15 dicembre 2009

Graduatorie Reddito Minimo Garantito Provincia Roma: Elenco provvisorio ammessi e non ammessi


Reddito minimo garantito:pubblicati gli elenchi dei convocati, ammissibili e non ammissibili

VISUALIZZA L'ELENCO DOMANDE AMMISSIBILI DAL N.1 A L 6900 (CONVOCATI)

Attenzione: L'inserimento del proprio nominativo in questo elenco noncomporta l'automatica ammissione al reddito minimo garantito. Tale ammissione, infatti, avverrà solo successivamente alla approvazione ed alla pubblicazione della graduatoria definitiva formulata dalla Commissione. La graduatoria (provvisoria e successivamente definitiva) sarà formulata e pubblicata solo a seguito del riscontro della veridicità delle dichiarazioni rilasciate dai richiedenti in sede di domanda, della stipula del “patto di servizio” e della verifica della compatibilità delle risorse finanziarie disponibili.

Pertanto i nominativi sottoelencati dovranno presentarsi, nel giorno e nell'orario indicati – a pena di esclusione dall'elenco - presso il Centro per l’Impiego di iscrizione al fine di produrre la documentazione comprovante quanto dichiarato in sede di domanda (Vedere elenco documenti da produrre)

Attenzione: L'inserimento del proprio nominativo in questo elenco indica che la domanda è formalmente corretta. L'eventuale convocazione avverrà con notifica individuale previa verifica della compatibilità delle risorse finanziarie disponibili

VISUALIZZA L'ELENCO DOMANDE AMMISSIBILI DAL N. 6901 AL 35876

Attenzione: L'inserimento del proprio nominativo in questo elenco indica che la domanda è esclusa per vizi formali. Per conoscere il motivo di esclusione consultare l'apposita legenda

VISUALIZZA L'ELENCO DOMANDE NON AMMISSIBILI

fonte: http://www.provincialavoro.roma.it/default.asp

Comunicato Provincia di Roma

Da oggi sono in pubblicazione sul portale www.provincialavoro.roma.it gli elenchi delle domande presentate a valere sulla legge regionale n° 4 del 20 marzo 2009 “Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati” Elenco degli ammissibili convocati (dal numero 1 al numero 6900) Elenco degli ammissibili non convocati (dal numero 6901 al numero 35876) Elenco degli esclusi Sono altresì pubblicati i seguenti allegati: · elenco dei documenti che i candidati convocati dovranno produrre; · legenda con tutti i motivi di esclusione. Per consultare gli elenchi dei convocati, ammissibili e non ammissibili cliccare qui Si ricorda a tutti i candidati convocati che la data di convocazione è tassativa pertanto la mancata presentazione nel giorno e nell’ora stabiliti comporteranno l’automatica cancellazione dall’elenco degli ammissibili al contributo. per informazioni è possibile contattare: · il numero verde lavoro 800.81.82.82 (da lun. a ven. dalle ore 9.00 alle ore 17.00); · lo sportello welfare al numero 06.45499898 (da lun. a ven. dalle 9,30 alle 13,30 e mar. e gio. anche dalle 14,30.

15 dicembre 2009

venerdì 11 dicembre 2009

Annozero, Telefonata Berlusconi Dell'Utri e Confalonieri 10 Dicembre 2009

Loano, Violenze all'asilo Stella Grossi: Processo a due maestre

Albenga – La storia. Due educatrici dell’asilo nido di Loano imputate di maltrattamenti a minori. Nel corso delle udienze emergono, tra le testimonianze, fin qui poco meno di una trentina, tra cui un perito-psicologo per bambini, aspetti sconcertanti.

Fanno capolino retroscena piuttosto oscuri. Coinvolgendo anche il sindaco. Più ombre che luci. Almeno dopo l’udienza di giovedì mattina. Quattro ore di dibattimento, con diverse conferme alla principale tesi accusatoria ed un colpo di scena che forse covava, ma pochi conoscevano.


A 5 anni dai fatti, in attesa di sentenza, pagine di cronaca sconvolgenti

Frasi razziste, schiaffi, violenze e…Accadeva all’asilo di Loano

di Luciano Corrado

Albenga – La storia. Due educatrici dell’asilo nido di Loano imputate di maltrattamenti a minori. Nel corso delle udienze emergono, tra le testimonianze, fin qui poco meno di una trentina, tra cui un perito-psicologo per bambini, aspetti sconcertanti.

Fanno capolino retroscena piuttosto oscuri. Coinvolgendo anche il sindaco. Più ombre che luci. Almeno dopo l’udienza di giovedì mattina. Quattro ore di dibattimento, con diverse conferme alla principale tesi accusatoria ed un colpo di scena che forse covava, ma pochi conoscevano.
L’ex presidente della Fondazione Simone Stella (scuola materna e asilo nido), Emanuele Caglieris ha “vuotato il sacco”. O meglio, ha reso in un’aula del tribunale, aperta al pubblico, ciò che già aveva detto in gran parte alla polizia giudiziaria della Procura. Aver subito minacce e pressioni affinché “disconoscesse” la lettera-denuncia dei maltrattamenti (in un caso fu testimone diretto).

Aver subito pressioni affinché rassegnasse le dimissioni a poco più di un anno dalla nomina. Essersi trovato al centro di un presunto falso orchestrato ai suoi danni, con due attori principali.

Il segretario della Fondazione, Aldo Genesio, che presentò anche una querela, archiviata. E il sindaco di Loano, Angelo Vaccarezza, col quale ebbe incontri, ma soprattutto restano agli atti uno scambio di sms via cellulare.

Messaggi, già noti agli avvocati, letti in aula tra stupore e incredulità, alla luce delle spiegazioni, degli approfondimenti, delle contestazioni ad opera del giudice monocratico, Laura Russo, del pubblico ministero Chiara Maria Paolucci, del difensore di parte civile Mara Tagliero (Cooperativa Quadrifoglio), Simonetta Salvini (imputa Irvana Cadeddu), Maria Luisa Formato (imputata Federica Puzzo). Altre partici civili con Maria Carla Calcaterra, Giovanni Paleologo ed avvocato Zunino (parti civili, cioè alcuni genitori dei piccoli al centro dei presunti abusi).

Una premessa. Al dibattimento di giovedì, come è quasi sempre accaduto in questa vicenda non proprio di scarso interesse sociale, non erano presenti cronisti o corrispondenti. Unico giornalista (ma solo per la terza volta), il coordinatore del blog di volontari Trucioli Savonesi. Assenze casuali, può darsi, anche se qualcuno aveva assicurato che . Perché?

Un avvocato si raccomanda col cronista: . Caglieris al cronista: .

Altro passaggio di cronaca. Dell’udienza di giovedì, di ciò che ha rappresentato, con le dichiarazioni sconvolgenti di Emanuele Caglieris, ha finora scritto una notizia molto superficiale, La Stampa di sabato 5 dicembre. Il Secolo XIX probabilmente non aveva spazio. E non dipende certo dai corrispondenti locali.

Con Trucioli Savonesi più che un articolo giornalistico – costruito secondo alcuni canoni – vogliamo offrire ai lettori un documento, un resoconto burocratico. Partendo dal presupposto che si tratta di appunti, non della trascrizione ufficiale, registrata nell’aula e che verrà trascritta, messa a disposizione delle parti interessate al processo.


PARLA LA MAMMA DI UN BIMBO

Esordio dell’udienza di giovedì. .
A domande risponde: <…Una mattina mentre lo accompagnavo, è arrivata Irvana… si è mollato a terra…non voleva…In un caso ho dovuto portarlo in ospedale per lesioni alla gamba destra…altra volta un livido molto evidente, era l’inverno 2004…ma continuavo a non attribuire colpe alle educatrici…Nell’estate 2004 altro ematoma alla fronte, l’educatrice Caterina Puzzo era in malattia ed era presente Irvana Cadeddu e lei mi disse che la causa fu un colpo contro il muro…>.

Domanda: ha referti medici, si è rivolta a….Ancora la mamma: .

Domanda: -

L’avvocato Simonetta Salvini mostra un biglietto scritto dalla giovane mamma quando decise di cambiare asilo. Biglietto consegnato al nuovo presidente Stefano Ferrari…

La teste: <…La sua preferita era Caterina, con i bambini era favolosa…se non c’era Ivana…>.

Il giudice Russo: . La mamma: .

La mamma di Francesco avvicina il cronista: .

In questo clima di “cultura sociale mafiosa” pure i testimoni temono. Ed era già successo in precedenti udienze, ma non sapevamo ancora qual era la fase vulcanica.

Sono le 12, 35 quando è invitato a prestare giuramento Emanuele Caglieris, classe 1959, nato a Bologna, residente a Loano, all’epoca dei fatti agente immobiliare ed esponente vicino a Forza Italia. Oggi trasferitosi su un’isola del Venezuela dove svolge diverse attività che si possono trovare su internet, con un sito personale.

Il teste, visibilmente teso, un collaudato autocontrollo, era rimasto nell’attesa, a fianco dell’avvocato Giuseppe Rembado (figlio dell’ex sindaco Dc Mario Rembado, attuale difensore civico di Loano), che spiega: .


Caglieris: .

Ricorda il giorno? Caglieris: .

Caglieris: .

E dopo essere uscito? Caglieris: .

Ha visto solo lei la Puzzo che picchiava…maltrattava…e il cuoco che era vicino? Caglieris: .

Ricorda in che circostanza l’ha consegnata? Caglieris: .

Pubblico ministero: . Risposta: -

Si era già parlato in altre udienze (la psicologa di Torino designata dal Pm) di un clima con alcuni “bimbi terrorizzati”. Qualche accenno a sfondo razziale. Ma ecco cosa è emerso ora all’udienza di giovedì.

<…Siamo a Natale 2004… presenti Puzzo, Cadeddu, Piazza, Ivaldo…impegnate a ripartire sessanta regali acquistati dalla Fondazione e destinati ai bambini, con criteri che tenevano conto del livello economico delle famiglie…dunque i regali maggiori alle famiglie più bisognose…famiglie di cui le educatrici conoscevano…Ascoltai in quella circostanze battute razziste per la famiglia di una bimba egiziana…del tipo…”Non hanno la luce…neanche l’acqua per lavarsi…cosa gli regaliamo a questi pez…” Tra l’altro, la piccola assistita era inserita nei programmi di assistenza sociale del Comune….Ho ascoltato queste battutacce ripetute più volte…con l’aggiunta che intanto…non avrebbero apprezzato nulla del regalo…>

Contestazione a Caglieris…in un precedente verbale aveva riferito…. . Risposta: <…Sono trascorsi cinque anni…può darsi che…, ma posso confermare la frase che ora mi si legge… “Sono dei morti fame…”. Come non ricordare, rimasi molto colpito, cosi pure la disinvoltura con cui veniva detto. Del resto era proprio personale di una cooperativa pagata da noi… Si sentivano impuniti …ecco spiegata tanta disinvoltura…La signora Pamela…ad esempio, non voleva più stare …Posso confermare di aver parlato per due ore al telefono con la Cadeddu…non con la Puzzo…mi riferì di episodi tollerati dalla gestione del presidente Ferrari…. disse di stare attenti… non essere scoperti dai genitori…c’era il caso di un bimbo chiuso in bagno per castigo…seguito da un rimprovero di Ferrari di non farsi scoprire…altrimenti…All’interno del gruppo di educatori c’era una spaccatura tra chi si sentiva superiore e chi ad un livello più basso…>.

Pubblico ministero: l’ultimo giorno di lavoro della Cadeddu, a gennaio…ha fatto riferimenti ad episodi di cui non sapeva nulla…ricorda che le disse di non riferire ai genitori di maltrattamenti ?

Caglieris: .

Pubblico ministero: può spiegare come ha ricostruito le ore in cui scrisse la lettera-denuncia…

Caglieris: .

Difensori: Aveva parlato con il presidente della Cooperativa, Natale Consiglia? Aveva informato anche il sindaco Vaccarezza?

Caglieris:

Difensori: E il sindaco….


Caglieris: Nota, il cronista non capisce tutto. Avrebbe risposto <…Il sindaco aveva il figlio (a?) all’asilo…l’ho tranquillizzato …>

Difensori: La sua denuncia ebbe qualche influenza nel rapporti successivi…
Caglieris: <…premetto che fu Vaccarezza a chiedermi se avessi piacere di entrare, siamo nella primavera del 2003, nel consiglio della Fondazione Stella-Grossi…dopo un anno di contrasti che portarono il presidente Ferrari alle dimissioni…Fui chiamato a fare il presidente, francamente prima di me c’era qualche imprenditore più meritevole…In quel periodo la Fondazione da pubblica assunse la veste giudirica di ente privato… Chi chiese le dimissioni a Caglieris… a seguito del clima infuocato, con famiglie loanesi in allarme… Caglieris:

Domanda: il sindaco le ha riferito che Ferrari chiedeva le sue dimissioni…

Caglieris: .

Può essere più esplicito? Caglieris:

Si consigliò con qualcuno? <>. Risposta: .

. Alle 13.54 ho risposto: . Poi le minacce, gli articoli di giornali a senso unico…Un sindaco non può essere ricattato…non si può dire…meglio se i giornali non scrivono…>.

Difensore: .

Caglieris: .


L’ultimo messaggino di Vaccarezza a Caglieris?...<…Fai come credi…io a questo punto mi chiamo fuori…>. Risposta: .

Ovviamente diceva il falso, le nomine c’erano già, eccome! All’una del 17 luglio scrivo a Vaccarezza: .

Obiezione in aula: . Caglieris: .

L’avvocato Formato torchia Caglieris con una raffica di domande…L’ex presidente cita che al suo arrivo nel settembre 2004 ha trovato, in forza lavoro, una signora …. in gravidanza, poi Ivaldo, Schembri, la signora Pesce unica dipendente, senza specifici incarichi…E ancora…Luciana…Barberi…Spirito…oltre alla sorella(?) della Cadeddu. Mai avuto contrasti gravi, né rapporti particolari…>.

Avvocato Formato: . Caglieris: .

La signora Puzzo non le disse che era contraria?

Caglieris:

L’avvocato Formato cerca di fare chiarezza sulla brutta storia dei regali. Uguali per tutti. Caglieris dice che non è vero…si doveva tener conto di…criteri di agiatezza o meno delle famiglie…conferma il grave episodio di frasi a sfondo razziste, presenti la Ivaldo, Piazza, Cadeddu….

Caglieris conferma di aver chiesto l’immediata sospensione dal servizio della Puzzo in base all’articolo 7, comma 4 della convenzione con la cooperativa Quadrifoglio…Ha confermato che forse oggi non è in grado di ricordare tutto, ma di avere raccontato nell’immediatezza, ovvero 4 mesi dopo i fatti, alla polizia giudiziaria di Savona…Si parla della Ferrigno…

Il giudice Russo: . Caglieris: .

Avvocato Formato: <…Lei racconta…che il sindaco disse che il segretario della Fondazione aveva trovato nel cestino …la prova del suo falso…il foglio…>. Caglieris: . L’avvocato fa presente che il segretario protocollò al n. 13…venne mostrato un floppy, salvato sul file del computer a dimostrazione…>. Fu lo stesso segretario, pare, a svelare alla pg che si trattava di una data successiva. .

Il giudice Russo: .

Caglieris: .

C’è un’interruzione, il giudice Russo osserva ai legali che nessuno ha finora utilizzato l’acquisizione di altro o altri fascicoli d’indagine, neppure davanti al Gip Venturi, dunque…C’è una denuncia querela presentata dal segretario Genesio che è stata archiviata.

Caglieris: .

Formato chiede di parlare dell’incontro tra lei stessa ed il sindaco…Il giudice Russo: . Caglieris: .

Poi emerge un altro caso a presunto sfondo razzista, una famiglia numerosa di origine meridionale…

.

Emanuele Caglieris, nelle tre ore di domande e risposte, senza mai tradire emozioni, incertezze, contraddizioni evidenti o palesi, ha pure sostenuto che a Loano girava gente capace di garantire l’archiviazione del caso Puzzo, e…sosteneva che era tutta una bolla di sapone….

Dalle domande della Formato emerge che la Puzzo si presentò ancora un giorno dopo la cacciata del presidente…venni a sapere …che la Puzzo non ammise nulla dei fatti contestati….e successivamente uscirono gli altri episodi … .

Emerge che tra i testi… e tra i presenti ad un incontro c’è anche il segretario generale del Comune Piero Araldo (ora in Provincia, dopo una sosta in Comune a Savona, con l’arrivo di Vaccarezza)…Ricostruisce ancora una volta cosa il sindaco le fece vedere nel suo ufficio a dimostrazione che avevano la prova del falso. Si chiarisce che nella segreteria della Fondazione più che registro vero e proprio esisteva un “brogliaccio” con fogli staccabili. Che Caglieris si era convinto che il “pallottoliere” di carta mostrato da Vaccarezza, altro non fosse che un farsa…ma io ero soprattutto interessato a sapere se il sindaco fosse d’accordo o meno con il clan che mi faceva fuori…la risposta dei messaggini, ad avviso di Caglieris, conferma da che parte stava il primo cittadino.

Ultima domanda di Simonetta Salvini. Quando fu sentito in procura sapeva delle indagini in corso a carico di Puzzo e Cadeddu? Caglieris: .

Il giudice Russo chiede di poter visionare il registro della Fondazione: fogli separati

, scritti a mano, è sempre stato cosi. E conclude: Risposta:<…in Venezuela…mi fermo qualche giorno a Loano…>. Il giudice : .

Una domanda piccola, farina del nostro sacco. All’epoca, Irvana Cadeddu aveva il diploma per svolgere le funzioni di educatrice nell’asilo “comunale” dove alle famiglie è richiesta una retta? Nella struttura lavorava la madre del presidente della Cooperativa Quadrifoglio? Era la signora Pina?

Infine, una mail ricevuta sabato mattina, 5 dicembre, di Caglieris: <…ho letto l’antipasto su Uomini Liberi…specifico come già detto in aula che il signor Luigi Pignocca…citato… e Paolo Paganelli, presidente del depuratore consortile…non sono compartecipi di alcuna estorsione aggravata…su richiesta del sindaco…come da entrambi dettomi, mi hanno esclusivamente chiesto, in due occasioni differenti, di dare le dimissioni perché le pressioni di alcuni gruppi di genitori stavano creando problemi. Posso aggiungere che ciò accadde tra marzo ed aprile 2005 in un clima disteso…Non ho mai ricevuto minaccia dai suddetti, due persone che non mi hanno mai dato motivo di perdere, a livello umano, stima di loro…E’ utile puntualizzarlo perché questa vicenda ha già infangato troppa gente che ha agito senza malafede>.

Prendiamo atto, ma le conclusioni e le iniziative spettano ai magistrati, poi ai giudici. Nel caso in questione il pubblico ministero d’udienza, Paolucci, non ha perso una battuta. Toccherà a lei decidere, anche alla luce di un fascicolo già aperto dopo la testimonianza dello stesso Caglieris e atti –allegati di esposti, denunce, querele, archiviazioni. Noi siamo soltanto cronisti e ci scusiamo fin d’ora di eventuali errori, lieti di ospitare precisazioni, chiarimenti, oppure smentite.

Luciano Corrado
fonte

venerdì 16 ottobre 2009

GELMINI E VOTO IN RELIGIONE: PROTESTANO SINISTRA, SINDACATI E STUDENTI

Gelmini, voglio un voto
per la religione


E' una materia come le altre. Protestano sinistra, sindacati e studenti
FULVIO MILONE
ROMA
Non più un semplice giudizio ma un vero voto. Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, ha deciso: «Chiederò un parere al Consiglio di Stato per evitare eventuali contenziosi, ma la mia opinione rimane ferma: essendo passata la scuola italiana dal giudizio al voto in tutte le materie, non c’è motivo perché questo discorso non debba valere anche per l’insegnamento della religione». L’annuncio del ministro su un tema molto caro alla Cei, è stato fatto in occasione della celebrazione dell’ottava Giornata europea dei genitori e della scuola, e ha scatenato una pioggia di polemiche. Le reazioni sono state immediate: opposizione e sindacati dicono no e chiedono piuttosto alla Gelmini di garantire le materie alternative agli studenti che scelgono di non frequentare l’ora di religione.

E’ partito lancia in resta il sindacato. «Nel pieno rispetto del Concordato, l’ora deve rimanere facoltativa. Non può determinare vantaggi di alcun genere, a cominciare dai crediti formativi, e quindi non può essere valutata come le altre materie», dice Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. E aggiunge: «Il ministro deve garantire la laicità della scuola sancita dalla Costituzione». Pantaleo, infine, ricorda che «la Gelmini dovrebbe preoccuparsi del fatto che si continua a negare, per effetto dei tagli pesantissimi ai fondi destinati all’istruzione, il diritto degli studenti ad avvalersi dell’insegnamento alternativo».

«La Gelmini ricordi che è un ministro della Repubblica e non il portavoce del Vaticano - protesta Piergiorgio Bergonzi, responsabile per la scuola del Pdci -. In uno Stato laico l’ora di religione non dovrebbe neppure esistere». «Il ministro non sa neanche di che cosa parla oppure fa di nuovo e solo propaganda - commentano Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, deputate Pd della Commissione cultura di Montecitorio -. Purtroppo il nuovo sistema di valutazione che ha soppresso il principio di un giudizio globale lascia spazio anche a questo tipo di “pensate”. Piuttosto siamo convinte che il Consiglio di Stato rispedirà al mittente la proposta. Fra l’altro, la Corte Costituzionale ha già stabilito il principio secondo cui l’ora di religione è facoltativa».

Rincara la dose la senatrice radicale Donatella Poretti che al ministro assegna «0 in laicità e 10 in clericalismo bigotto e baciapile». E’ sul piede di guerra anche la Rete degli studenti: «L’ora di religione è un residuo medievale e trova spazio solo nei regimi teocratici». Per l’Onda, che definisce la Gelmini «una fondamentalista religiosa», la proposta del ministro «non è in alcun modo accettabile».

Sul voto in religione il ministro Gelmini si era pronunciata già un mese fa: «Credo che questa materia debba avere la stessa dignità delle altre, e che anche l’Italia non possa non riconoscere l’importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione». E ancora: «Va garantita agli insegnati di religione la stessa condizione degli altri colleghi», riferendosi al Tar del Lazio che aveva escluso la possibilità dei prof di religione di attribuire crediti scolastici.

LA STAMPA 14 OTTOBRE 2009

MICHELLE OBAMA: INSEGNANTI, SIATE LEADER (come Barack)




MICHELLE OBAMA
In questo periodo dell’anno a casa Obama c’è parecchio da fare. Come tanti genitori in tutto il Paese guardo divisa tra orgoglio e ansia le mie bambine che preparano lo zainetto, mi salutano con un bacio e si avviano a un nuovo anno scolastico, per diventare le donne forti e sicure che sono certa saranno. Ma quando le vedo rincasare, tutte eccitate per qualcosa che hanno imparato o per un nuovo incontro, ecco, mi ritrovo a pensare che la maggior parte delle persone che più influenzeranno le loro vite non saranno i compagni di gioco o i personaggi di un libro ma chi si trovano davanti in classe ogni giorno.

Ci ricordiamo tutti quale impressione profonda ci abbia lasciato un insegnante speciale, quello che non ci ha abbandonato alle nostre lacune, quello che ci ha incoraggiato e ha creduto in noi quando dubitavamo delle nostre capacità. Anche dopo decenni ricordiamo come ci faceva sentire e come ci ha cambiato la vita. È comprensibile quindi che gli studi dimostrino come il dato che influenza di più il rendimento degli studenti sia la capacità dei loro docenti.

E quando pensiamo a ciò che fa di un insegnante un ottimo insegnante - energia illimitata e altrettanto sconfinata pazienza, capacità di visione e capacità di lavorare per obiettivi, creatività per aiutarci a vedere il mondo in modo diverso e dedizione al compito di aiutarci a scoprire e sviluppare il nostro potenziale - bene, allora realizziamo che sono le qualità di un grande leader.

Oggi più che mai abbiamo bisogno proprio di questo tipo di leadership nelle nostre aule. Come ripete spesso il presidente, nell’economia globale del XXI secolo una buona educazione non è più soltanto una delle strade possibili: è l’unica strada possibile. E i buoni insegnanti non svolgono un ruolo chiave solo per il successo dei nostri ragazzi ma anche per il successo della nostra economia.

La realtà purtroppo è invece che anno dopo anno noi stiamo perdendo i nostri insegnanti di maggior esperienza. Più della metà dei nostri docenti è figlia del baby boom. Questo significa che nei prossimi quattro anni un terzo dei 3,2 milioni di docenti americani potrebbe andare in pensione. Nel 2014, fra cinque anni appena, il Dipartimento dell’educazione prevede che dovranno essere assunti un milione di nuovi docenti. E non si va incontro solo a una generica penuria di insegnanti, ma a una penuria là dove i buoni insegnanti sono più necessari: le scuole disagiate, povere di mezzi, dove le sfide sociali sono maggiori.

Ecco perché noi abbiamo bisogno di una nuova generazione di leader nelle nostre scuole. Abbiamo bisogno di uomini e donne appassionati e determinati che si dedichino alla missione di preparare i nostri studenti alle sfide del nuovo secolo. Abbiamo bisogno di università che raddoppino gli sforzi per formare gli insegnanti e trovino strade alternative per reclutarli. Dobbiamo incoraggiare i professionisti migliori a dedicare una parte delle loro carriere all’insegnamento. E trattare i docenti come i professionisti che sono, garantendo loro buoni stipendi e ottime opportunità di carriera.

E abbiamo anche bisogno di genitori che proseguano a casa l’operato dei professori e lo completino. Che sappiano porre limiti: all’occorrenza spegnere la tv e i videogiochi, vigilare sullo svolgimento dei compiti, rinforzando l’esempio e le lezioni della scuola. C’è tanto da fare e non sarà un compito facile. Ma sono fiduciosa: una nuova generazione di leader farà la differenza nelle vite degli studenti e nel futuro della nazione.
LA STAMPA 16 OTTOBRE 2009

Michelle Obama è la First Lady degli Usa. Questo articolo sarà pubblicato nel numero di novembre dello «U.S. News & World Report»

SIGILLI A 12 SCUOLE, 7 ARRESTI E 200 INDAGATI Invia questo articolo Invia questo articolo SIGILLI A 12 SCUOLE, 7 ARRESTI E 200 INDAGATI

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(AGI) - Caltanissetta, 16 ott. - Sette arresti e 12 istituti scolastici siciliani e calabresi sequestrati nell'ambito dell'operazione "Atena" contro i "diplomi facili, condotta dalla Guardia di Finanza di Gela: nel dettaglio, quattro le ordinanze di custodia in carcere, tre agli arresti domiciliari, oltre a 13 misure coercitive di natura personale. Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, personale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate.

Sotto sequestro anche le otto societa' di controllo e beni immobili e finanziari per circa due milioni di euro. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Gela, hanno consentito di svelare la presenza di una organizzazione criminale, con base prevalentemente a Gela, Licata e Catania, ma con ramificazioni in Sicilia e Calabria che, attraverso un complesso sistema volto a far apparire come effettivamente realizzate attivita' scolastiche (frequenza, didattica ed esami) in realta' mai eseguite, mirava al rilascio diffuso di diplomi 'facili' di scuola secondaria sostanzialmente privi dei requisiti prescritti. L'organizzazione era in grado di raccogliere un'ampia fetta di studenti provenienti da tutta Italia. Questi, attirati dalle illecite agevolazioni presso gli istituti sequestrati pagavano dai 3 mila ai 5 mila euro per l'ottenimento di un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di costruire false carriere scolastiche ad hoc, sostenendo gli esami, anch'essi pilotati, per "saltare" qualche anno. (AGI) - Caltanissetta, 16 ott. - L'attivita' illegale si realizzatva anche attraverso il coinvolgimento dei docenti i quali si prestavano alle falsificazioni dei registri e dei vari atti d'esame, coscienti della scarsissima preparazione degli studenti. Alla redazione di atti falsi partecipava anche personale amministrativo in servizio presso gli istituti scolastici, consentendo l'iscrizione degli alunni anche se privi dei necessari requisiti previsti e addirittura, in alcuni casi, effettuando iscrizioni al quinto anno pochi giorni prima di sostenere l'esame di Stato. Le indagini, condotte attraverso la meticolosa analisi degli atti e dei registri, nonche' attraverso attivita' tecniche, hanno permesso di individuare oltre quattrocento diplomi rilasciati illegittimamente ovvero sulla scorta di false attestazioni. Si e' appurato che gli studenti, oltre a non frequentare, sostenevano esami farsa in quanto dall'esito del tutto scontato. La predisposizione di un vero e proprio sistema collaudato ha permesso il progressivo espandersi dell'area d'azione dell'organizzazione, che si e' ramificata in territorio siciliano e calabrese, anche grazie a centri studi affiliati, istituiti al fine di procacciare gli studenti cui rilasciare diplomi facili. Le persone denunciate sono oltre duecento e i reati contestati, oltre all'associazione per delinquere finalizzata a ottenere ingenti profitti attraverso la produzione di carriere scolastiche falsate con la corruzione di dirigenti e ispettori, vanno dal falso in atto pubblico alla rivelazione di segreti d'ufficio, dall'omissione di atti d'ufficio all'attestazione di false identita', dal favoreggiamento personale alla truffa perpetrata con false attestazioni mediche. Non manca la frode fiscale a cui si sarebbero dedicati alcuni gestori di societa' cui facevano capo gli istituti sequestrati.
16 ottobre 2009