Un articolo sull'invaso a Testa di Cane, vicino a Malagrotta
domenica 30 ottobre 2011
Discarica, «La villa di Adriano non si tocca».Franca Valeri scrive a Napolitano
sabato 29 ottobre 2011
RIFIUTI LAZIO: MARUCCIO (IDV), PROROGA DI MALAGROTTA PRELUDIO A TESTA DI CANE?
Un articolo sull'invaso a Testa di Cane, vicino a Malagrotta
12/08/2011 - 19:47 Rossella Anitori LAZIO. Il governatore Polverini e il sindaco Alemanno avevano bocciato l’ipotesi di una discarica nella zona di Malagrotta, ma il sito è stato commissariato e le ruspe non smettono di lavorare. Le ruspe lavorano senza sosta mentre i camion portano via la terra: la voragine di Testa di Cane, una cava dismessa da anni a poche decine di metri dalla discarica di Malagrotta, diventa ogni giorno più profonda.
RIFIUTI LAZIO: NIERI-ZARATTI (SEL), SI AMPLIA FRONTE CONTRARI A NUOVE DISCARICHE
Venerdì 28 Ottobre 2011 17:21
“Con le dichiarazioni di Storace - dicono Nieri e Zaratti - si allarga anche il fronte di coloro che ritengono sbagliata la scelta di individuare in Riano e Corcolle i siti che ospiteranno le nuove discariche. Le preoccupazioni e le argomentazioni sollevate dai cittadini vengono così raccolte e condivise anche da pezzi della maggioranza regionale. Non va dimenticato che Quadro Alto (Riano) era già stato bocciato anni fa per incompatibilità paesaggistica e ambientale, mentre Corcolle è un’area ad elevato rischio di esondazione ed è classificato nel Piano Assetto idrogeologico come R4 (massimo rischio di esondazione)”.
“Ci auguriamo - concludono Nieri e Zaratti - che le ragioni sostenute dai cittadini e dai rappresentanti istituzionali delle due aree interessate dall’apertura delle due nuove discariche vengano accolte. Sarebbe grave se si continuasse ad alimentare questo balletto sulla pelle di tanti cittadini preoccupati per il futuro delle loro comunità
giovedì 27 ottobre 2011
Municipio: approvata mozione contro la discarica a Corcolle
„
Discarica a Riano: la rabbia dei residenti. Giallo sull'istruttoria
„
Quadro Alto ospiterà la discarica. I residenti protestano e denunciano: "Il 6 ottobre sono stati nominati due esperti per svolgere l'istruttoria, il giorno dopo presa la decisione"
"Non possiamo accettare un scempio del genere sul nostro territorio. Nell'ambito della legalità faremo di tutto per bloccarla". A parlare è Massimiliano Venditti, proprietario di un ristorante "a 260 metri dalla futura discarica", tra le centinaia di cittadini presenti all'assemblea nella sala consiliare del paese.
DISCARICHE RIANO E CORCOLLE: I PERCHE' DELLA SCELTA

(Un manifesto "corretto" dai comitati anti discarica)
di Roberta Lerici
Nell'audizione alla Commissione Ambiente della regione Lazio, il prefetto Pecoraro ha spiegato che i siti che ospiteranno le due discariche provvisorie (Riano e Corcolle, in VIII Municipio) sono stati scelti in base «alle volumetrie disponibili».Il commissario straordinario ha spiegato anche la ragione dell'esclusione degli altri cinque siti proposti, tra cui Castel Romano.Castel Romano, ad esempio, è stato escluso per la presenza di un grosso centro commerciale e perchè l'area è urbanizzata. Bene, partendo da questi due assunti, ovvero la volumetria disponibile e l'urbanizzazione dell'area, non possiamo fare a meno di pensare che la cava di Quadro Alto, a Riano, non è una vasca collocata nel deserto, ma si trova al centro di un paese con migliaia di abitanti, e con tanti altri paesi a pochissima distanza.Certo, non ha un centro commerciale grande come Castel Romano, ma può vantare un paesaggio tutelato dalle leggi italiane, una serie di piante e animali da preservare, e una storia antica le cui testimonianze talvolta sono tornate alla luce attraverso scavi archeologici.
martedì 25 ottobre 2011
Pecoraro: niente opposizioni a discariche altrimenti Roma diventerà come Napoli
Una mappa con la distanza reale dalle case (la foto non fa parte dell'articolo originale) ROMA - «Mi auguro che la settimana prossima si possa predisporre un decreto di occupazione e urgenza dei siti Corcolle-San Vittorino»: lo ha detto il prefetto di Roma e commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta, Giuseppe Pecoraro, nel corso dell'audizione in commissione Ambiente alla Pisana. «Per i due siti scelti - ha aggiunto - agiremo con procedure accellerate, trasparenti con gare europee». Pecoraro: se ci saranno opposizioni, Roma entrerà in emergenza come Napoli». «E' ovvio - ha detto Pecoraro - che se ci saranno opposizioni o situazioni di difficoltà, Roma entrerà in emergenza. Non abbiamo nulla da nascondere, quindi sarò disponibile a mettere a parte la commissione e gli organi competenti sul percorso affrontato. Ma dico a tutte le istituzioni e ai cittadini di Riano e Corcolle, che sono direttamente coinvolti, che io mi sto assumendo una responsabilità per uscire da questa situazione emergenziale ed è chiaro che io dovrò denunciare ogni opposizione che ostacoli i lavori. Sono già stato prefetto a Benevento, conosco queste situazioni. Non sarò complice se la Capitale andrà in emergenza come la mia città di origine, Napoli». «Se le opposizioni sono costruttive bene, altrimenti non le accetto». «Io sono commissario e, come funzionario dello Stato italiano, ho il compito di evitare che Roma vada in emergenza - ha detto il prefetto - Se ci sono opposizioni costruttive ben vengano, ma se si deve fare un'opposizione pregiuiziale allora non lo accetto perché mi sono assunto una responsabilità. Se non ci sono opposizioni di questo tipo il percorso è più semplice e si può sperare di non andare in emergenza». «Siti scelti per volumetrie e tempi brevi». «I siti alternativi provvisori alla discarica di Malagrotta sono stati individuati sulla base di volumetrie immediatamente utilizzabili - ha detto Pecoraro - Ieri ho formalizzato la scelta dei siti Corcolle San Vittorino e Riano Quadro Alto, abbiamo scelto favorendo siti già escavati. Siamo andati nella direzione che ci lasciasse tranquilli per i 36 mesi di realizzazione della discarica sostitutiva a Malagrotta, per non dover trovare ulteriori soluzioni. Dei sette siti indicati dalla Regione Lazio, Osteriaccia, a Fiumicino, era troppo vicino all'ospedale pediatrico e all'autostrada. Monte dell'Ortaccio, invece, è adiacente a Malagrotta e presenta un elevato livello di inquinamento. Castel Romano è un sito fortemente urbanizzato, mentre Pizzo del Prete non è escavato. A Riano Quadro Alto e Corcolle San Vittorino, al dunque, le cubature sono scavate e richiedono solo opere di sagomatura e permeabilizzazione per tempi ridotti. Nello specifico dalla stima effettuata, Quadro Alto si presenta una vasta area di cave in parte dimessa di 6/8 ettari, in grado di produrre 2,8 milioni di metri cubi. Questo, però, non era sufficiente per l'intero fabbisogno nei 36 mesi e quindi abbiamo scelto un ulteriore sito, Corcolle San Vittorino, dove ci sono due cave utilizzabili in tempi brevi. Infine Pian dell'Olmo era sito troppo piccolo». «Cerroni non riuscirà a speculare». «Se il capo di Colari, Manlio Cerroni, tenterà una speculazione non ci riuscirà, a me questo non interessa - ha detto il prefetto di Roma - Farò ciò che dirà l'Agenzia delle entrate. Ognuno di noi si assumerà la propria responsabilità. Se ci sarà un'emergenza, dipenderà anche da chi avrà presentato ricorso. Sono già tre i ricorsi arrivati per la mia ordinanza». «Domani avrò una riunione con Acea e Ama per il quinto impianto Tmb - ha detto Pecoraro - Per questo ho voluto parlarne nell'ordinanza. Ci sono mille tonnellate di rifiuti fuori dal conteggio. In attesa di investimenti di aziende per il quinto impianto, domani parleremo di una soluzione temporanea. Per realizzarlo ci vorranno non meno di 12 mesi. Quei metri cubi in più ora vanno a Malagrotta ecco perchè siamo in emergenza». Valentini (Pd): preoccupano le parole di Pecoraro. «Le parole del commissario Pecoraro mi preoccupano perché ci fanno capire come la decisione su Riano sia definitiva e come i tempi possano anche allungarsi, oltre al tempo perso sin qui da Alemanno, per questo oggi siamo davvero in una situazione di emergenza a Roma»: è quanto ha dichiarato in una nota Daniela Valentini, consigliera regionale del Partito democratico e componente della commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli. «La situazione doveva essere gestita - continua - in maniera del tutto differente, occorreva avere una sede nella quale coinvolgere le opposizioni, i cittadini e i territori in un percorso di scelte condivise e nella trasparenza più totale. Così ci troviamo davanti alla scelta di siti che rischiano di diventare delle megadiscariche, senza essere legati alla raccolta differenziata e in totale contrasto con quello che impongono le norme europee. Non ci sono stati sopralluoghi nella scelta dei siti e in particolare per quello di Riano esiste già un parere negativo della Regione Lazio del 2009. Inoltre il terreno dove dovrebbe sorgere la futura discarica di Riano è stato acquistato da Cerroni, un privato, e se la procedura di esproprio dovesse andare incontro a ricorsi cosa succederebbe? Infine, su Riano esiste un serio pericolo di inquinamento delle falde acquifere del Tevere con conseguente danno per la città di Roma. Oltre al danno per i cittadini e per le attività economiche del territorio». Lucherini (Pd): scelta Riano inaccettabile. «Dall'audizione del prefetto Pecoraro in commissione ambiente non è emerso nulla di nuovo - sostiene il consigliere regionale Pd Carlo Lucherini - L'assurda decisone di realizzare una Malagrotta 2 a Riano verrà portata avanti e adesso si chiede ai cittadini di Riano "responsabilità". Ho risposto che è una scelta folle pensare di scaricare i rifiuti di una metropoli di 3 milioni di abitanti in un paese di 10mila. E per di più un sito giudicato non idoneo dalla stessa regione nel 2009 perché la realizzazione della discarica è in contrasto con la normativa nazionale e regionale. I cittadini di Riano sono giustamente determinati ad opporsi a questa decisione arrogante e sbagliata. Sarebbe stato opportuno scegliere un altro sito per evitare che accada quello che è accaduto in Campania. Non si può chiedere responsabilità a Riano quando proprio il Comune di Roma non facendo nulla in tre anni di governo Alemanno sarà il principale responsabile di un'eventuale emergenza. Dalle parole del prefetto Pecoraro sembrerebbe purtroppo, che la scelta di Riano è stata pilotata. Visto che ad uno ad uno gli altri siti "indicati" dalla Regione sono risultati non idonei, pur esistendo un diniego della direzione regionale alla domanda presentata dal Colari per Quadro Alto, la scelta è caduta, guarda caso proprio su questo sito. Non è una scelta di emergenza ma è una scelta politica, una scelta inaccettabile». Bonessio (Verdi): da audizione Pecoraro nulla di nuovo. «Nulla di nuovo dall'audizione di Pecoraro, si continua con la scelta degli impianti, delle discariche e degli inceneritori - dice Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio - A questo punto è chiaro che l'unico commissariamento che avrebbe avuto un senso sarebbe stato quello per la raccolta differenziata. In audizione il commissario ha confermato di aver preso decisioni basandosi sulle informazioni previste nel Piano rifiuti e nello Studio preliminare della Regione, ma, come abbiamo più volte denunciato, il Piano rifiuti regionale non esiste, l'Ama procede per conto proprio, scegliendo di acquistare migliaia di cassonetti per l'indifferenziata, non consentendo di fatto l'aumento della quota della raccolta differenziata, e lo Studio preliminare è solo cartografico. Ciò significa che si stanno scegliendo due discariche senza che nessuno abbia mai effettuato una perlustrazione delle cave in questione. Per quanto riguarda poi il sito scelto come discarica a Riano, né il Prefetto, né il dirigente regionale hanno saputo dirci perché questo è nello studio preliminare, visto che era già stato bocciato dalla Regione. Inoltre nasconde "l'affare Cerroni" del compromesso d'acquisto, "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca" verrebbe da dire. Non si tiene inoltre conto che il sito di Corcolle è un sito classificato come R4, ovvero con alto rischio geomorfologico, in particolare a rischio esondazione. Restano, insomma, pesanti perplessità e incognite, e non ultima una preoccupazione sul fatto che si sia deciso di scavalcare il dialogo con le popolazioni locali, con i cittadini e i comitati che chiedevano di essere ascoltati, disponendo l'occupazione d'urgenza per le discariche Riano e Corcolle». http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167708&sez=HOME_ROMA IL MESSAGGERO Martedì 25 Ottobre 2011 - 17:09 |
Discariche, i motivi di Pecoraro sulla scelta di Riano e Corcolle
Il prefetto: "Le volumetrie disponibili hanno reso preferibili i due siti", ufficializzati con un provvedimento. Continua le proteste: ronde anti-discarica e sciopero della fame di Lorenzotti
La manifestazione a Riano contro la discarica
Il prefetto è poi passato alla disamina dei sette siti potenziali indicati inizialmente dalla regione: ''Nessuno di essi è perfetto - ha sottolineato - tutti hanno criticità''. Pecoraro ha spiegato di avere subito escluso Osteriaccia, perché vicina all'autostrada e all'ospedale; Castel Romano perché vicina a un centro commerciale, a un'area urbanizzata e alla tenuta di Castel Porziano, oltre per la sua modesta superficie. No anche a Monti dell'Ortaccio: ''E' adiacente a Malagrotta - ha spiegato - una zona la cui alta contaminazione, come prova uno studio dell'Ispra, rende la sua esclusione non derogabile. Inoltre è vicina a un centro abitato.
Ci si è allora orientati verso cave dismesse per ospitare le quattro milioni di tonnellate previste per i 36 mesi in oggetto. E' stata esclusa infatti Pizzo del Prete perché priva di una cubatura utilizzabile nell'immediato. Per questo siamo arrivati a indicare Quadro Alto, a Riano, dove c'è una cava di 6-8 ettari che rende subito disponibili 2,8 milioni di metri cubi. Ma poiché ciò non basta a coprire i 36 mesi abbiamo indicato un altro sito, quello di Corcolle dove ci sono due cave''. Pian dell'Olmo, ha concluso il Prefetto, ha una sola cava non ampliabile di duecento mila metri cubi.
Il prefetto ha anche voluto precisare: ''Se ci saranno difficoltà Roma andrà in emergenza e ognuno si prenderà la sua responsabilità. Ben vengano le osservazioni costruttive; ma se si deve fare opposizione pregiudiziale allora non lo accetto. Voglio essere molto chiaro. Opererò nella massima trasparenza - ha aggiunto - ho preso in mano una situazione emergenziale per cui dico ai cittadini di Riano e dell'VIII municipio che mi sto prendendo una grande responsabilità per uscirne. Sono già stato prefetto a Benevento, conosco queste situazioni. Verrò qui a denunciare quando ci saranno opposizione che ostacolano i lavori.
Non sarò complice se la mia capitale andrà in emergenza come la mia città di origine, Napoli''. Il prefetto ha inoltre illustrato alcuni aspetti di tempistica: ''Mi auguro che in settimana si possa disporre l'occupazione di urgenza dei siti provvisori, preordinata alla progettazione delle discariche. Ci sarà una gara pubblica europea, nella massima trasparenza. L'escavamento - ha concluso Pecoraro - è stato già fatto, e questo ci favorisce. Auspico di terminare le procedure ai primi di gennaio''. Poi un messaggio inviato all'avvocato Manlio Cerroni, già proprietario di Malagrotta e capo del consorzio Colari Manlio Cerroni. "Se tenterà una speculazione non ci riuscirà, a me questo non interessa'', ha detto Pecoraro. E riguardo alla valutazione del terreno ''farò ciò che dirà l'agenzia delle Entrate. Ognuno poi si assumerà la propria responsabilità. Se ci sarà un'emergenza dipenderà anche da chi avrà presentato ricorsi''. Pecoraro ha spiegato che sono già tre i ricorsi arrivati per la sua ordinanza.
Ma non si ferma la protesta di cittadini e istituzioni di Riano e Corcolle. Il presidente dell'VIII muncipio di Roma Massimiliano Lorenzotti ha annunciato: ''Continuerò lo sciopero della fame fin quando non verrà convocato il tavolo istituzionale con Regione, Comune e prefetto per stabilire delle garanzie sul nostro territorio. Non ci hanno consultato quando si è trattato di calare la discarica sul nostro territorio, ora esigiamo almeno delle regole ferree a tutela della salute dei nostri cittadini. Vogliamo la garanzia che nella discarica di Corcolle vengano conferiti solo rifiuti trattati e non tal quali, vogliamo tutelare la salute delle persone. Almeno quello ce lo devono", ha concluso Lorenzotti.
A Riano invece è entrata nel vivo la protesta con le 'ronde anti-discarica'. All'indomani della firma del prefetto Giuseppe Pecoraro per le due aree del post-Malagrotta, gli abitanti del paese sono partiti con un ''presidio volante sui luoghi della discarica per monitorare eventuali movimenti sospetti'', hanno spiegato. Il coordinamento 'Riano No discarica', che riunisce quasi tutti i partiti politici e le associazioni della zona, si è riunito nella tarda serata di ieri nella sede dell'Università Agraria per decidere il da farsi.
E oggi il portavoce Giorgio Coppola ha riferito: ''I cittadini sono sempre più allarmati ma non si sono arresi a questa decisione. Abbiamo deciso di intensificare la campagna di sensibilizzazione contro la discarica e proseguire con azioni di protesta soprattutto su Roma. Se fino ad oggi abbiamo organizzato manifestazioni con permessi e autorizzazioni, ora ci muoveremo in maniera più rapida''. Quanto al progetto di accamparsi nei dintorni della cava destinata a ospitare la discarica per bloccare i lavori, Coppola ha spiegato: ''Per ora è presto, dobbiamo dosare le forze. Le ronde, iniziate questa mattina, sono proprio propedeutiche a questo''.
DISCARICHE, PECORARO:FORSE LA PROSSIMA SETTIMANA IL DECRETO PER L'OCCUPAZIONE D'URGENZA
RIFIUTI, PECORARO: PROSSIMA SETTIMANA IL DECRETO PER LE NUOVE DISCARICHE
lunedì 24 ottobre 2011
Mappa delle discariche, sinonimo dell'inferno
In Italia sono ancora il sistema di smaltimento più utilizzato
Roma, 22 ott. (Apcom) - Le discariche sono il metodo più antico ed economico per lo smaltimento dei rifiuti: si gettano in un buco e si lascia che la natura faccia il suo corso.Ovviamente, non si tratta di luoghi associati a concetti di salubrità e benessere: nella Gerusalemme biblica la discarica dei rifiuti si chiamava Gehenna, e il termine è passato poi a significare "inferno".
La legge prevede una serie di normative piuttosto rigorose sulla scelta e la preparazione dei luoghi destinati a diventare discarica, che devono essere attrezzati, con complessi interventi, in modo che la degradazione naturale dei rifiuti non dia luogo a inquinamenti ambientali al di sopra di certi livelli. Sono previsti anche controlli periodici per verificare che non si vada al di fuori dei parametri prefissati. E' vietata inoltre la raccolta in discarica di rifiuti indifferenziati: i materiali pericolosi per tossicità o perché degradando possono dare luogo a sostanze venefiche vanno trattati a parte.
Secondo i dati 2006 dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Apat), in Italia lo smaltimento in discarica risulta ancora il metodo di gestione più utilizzato, con oltre 17 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (un po' meno del 50 per cento del totale) in 340 siti soprattutto al sud. Ecco la mappa delle discariche italiane secondo i dati del 2006 (le discariche abusive sono ovviamente in numero incalcolato e incalcolabile):
| REGIONE | N. IMPIANTI | QUANTITA' (TONNELLATE) |
| Piemonte | 22 | 1.244.092 |
| Valle d'Aosta | 1 | 50.000 |
| Lombardia | 6 | 731.719 |
| Trentino A. A. | 14 | 193.644 |
| Veneto | 17 | 830.897 |
| Friuli V.G. | 9 | 233.685 |
| Liguria | 15 | 759.488 |
| Emilia R. | 26 | 1.194.701 |
| Toscana | 22 | 1.164.247 |
| Umbria | 6 | 317.175 |
| Marche | 16 | 571.347 |
| Lazio | 10 | 2.694.250 |
| Abruzzo | 27 | 519.490 |
| Molise | 14 | 127.268 |
| Campania | 3 | 801.056 |
| Puglia | 18 | 1.843.688 |
| Basilicata | 12 | 140.337 |
| Calabria | 25 | 791.961 |
| Sicilia | 66 | 2.372.797 |
| Sardegna | 11 | 643.885 |
| TOTALE Italia | 340 | 17.225.728 |
FONTE: http://notizie.virgilio.it/cronaca/mappa-discariche-inferno.html?shrbox=facebook
DISCARICHE, CERRONI SCRIVE AD "AFFARI ITALIANI" E AGITA LO SPETTRO DI NAPOLI
Cerroni: "Per l'alternativa a Malagrotta siamo fuori tempo massimo"
Il presidente del cda della Colari raccoglie la sfida di Affaritaliani e risponde con una lettera nella quale chiarisce che l'emergenza che ha portato alla nomina del commissario è stata di fatto voluta dalla Regione Lazio che ha ignorato i suoi avvisi. E lancia l'allarme: per il sito alternativo a Malagrotta i lavori dovevano iniziare a settembre: "Ora siamo fuori tempo massimo". Il testo integrale della lettera. E su Napoli…
LA LETTERA DI CERRONI AD AFFARI ITALIANI
Caro Fabio,
proprio e solo a nome di Mario (quanto manca al mondo politico romano e non solo a me il suo consapevole e franco giudizio!) ti rispondo con estrema franchezza.
Malagrotta è stata per anni, forse troppi la fortuna (economica) e la salvezza (ambientale) di Roma. Ma come tutte le cose, anche quelle utili finiscono.
Ecco perché fin dall'ottobre del 2009 (ripeto: ottobre 2009) ci siamo premurati di prospettare alla Regione, nel rispetto delle leggi comunitarie, nazionali e regionali, la soluzione alternativa in tre siti (Monti dell'Ortaccio e Pian dell'Olmo in Comune di Roma e Quadro Alto nel Comune di Riano) da noi e da tecnici qualificati ritenuti idonei a sostituire Malagrotta, e a richiedere, relativamente a tali siti, la VIA e l'AIA per la realizzazione degli impianti.
Le nostre richieste, nonostante sollecitazioni e diffide, sono rimaste immotivatamente senza risposta fino ai giorni scorsi quando la ricerca della soluzione al problema è stata delegata, sulla base di una presunta emergenza, al Commissario ad hoc.
Intanto il 31 dicembre 2011, con la chiusura di Malagrotta, non tanto per la scadenza dell'autorizzazione quanto soprattutto per l'esaurimento delle volumetrie residue, è alle porte. Siamo fuori tempo massimo. E sì che da tempo avevvo segnalato per iscritto e a voce, e più volte e a più riprese, al responsabile dell'Area Rifiuti che per non far trovare la Città in crisi occorreva che entro la prima decade di settembre fossero partiti i lavori per la costruzione della discarica alternativa. Purtroppo parole al vento.
È da una vita che provvedo allo smaltimento dei rifiuti di Roma (e non solo) e so osa significa emergenza rifiuti.
Per questo oggi il mio impegno per Roma più che un dovere, dopo quel che è successo a Napoli lo sento come una missione. Anche perché la gara di Napoli l'avevamo vinta noi in ATI con Enel e Foster Wheeler (punteggio 8,5/10); poi all'italiana dalla sera alla mattina ci hanno fatto fuori e il risultato è da anni ancora sotto gli occhi di tutti.
domenica 23 ottobre 2011
RIANO, NEL 2004 SCOPERTA LA CITTA' DELL'ETA' DEL BRONZO, NEL 2011 ARRIVA L'IMMONDIZIA
Trovata la Riano dell´età del bronzo
C´è un´antica città sotto Riano. Un insediamento abitato dall´età del bronzo fino alla caduta dell´Impero Romano d´occidente. E´ il risultato dell´indagine svolta sotto l´egida della Soprintendenza ai beni archeologici dell´Etruria Meridionale da parte dell´Upter di Roma, sezione di Riano. Nel corso di un anno gli studiosi hanno svolto un´attività di ricognizione sul territorio denominato "Quarto di Macchiarella" a poche centinaia di metri dall´abitato rianese. «Si tratta di un ritrovamento di un certo spessore - dice Giuseppe Fort, professore dell´Upter che ha coordinato e diretto il progetto denominato "Agro Veiente" - Un´area che comunque dovrà essere approfondita».
Frammenti ceramici dell´età del bronzo, tegole con bollo di un alto funzionario romano di epoca augustea (Gaio Silo Rasinio), frammenti di una statua equestre, un anello nuziale. Sono le prime testimonianze di quella che molto probabilmente doveva essere una città (l´antica Riano?) di una certa importanza, almeno in epoca romana. Tra i resti trovati anche due pozzi (un terzo è in dubbio), tegole e coppi equidistanti come fossero ancora in allineamento originale, livellamenti di alture che fanno intuire l´intervento umano.
A guidare gli studiosi anche i racconti della gente del posto che parlavano di un cunicolo che terminava con due camere ipogee e di un architrave che delimitava l´ingresso al Quarto di Macchiarella. «In seguito ai numerosi rinvenimenti a valle - si legge nella relazione delle due studentesse che hanno effettuato la ricognizione, Angela e Marina Gallinelli - risalendo la collina sono stati individuati blocchi tufacei di forma rettangolare, posizionati ad "L" che affiorano dal terreno e che probabilmente rappresentano quello che resta della prima struttura muraria di un edificio».
sabato 22 ottobre 2011
RIANO, NUOVA MANIFESTAZIONE CONTRO LA DISCARICA: ANCHE I BAMBINI IN CORTEO SULLA FLAMINIA
venerdì 21 ottobre 2011
ROMA, EMERGENZA RIFIUTI.IL PIANO SEGRETO PER UN NUOVO MONOPOLIO
fonte: http://affaritaliani.libero.it/roma/emergenza-rifiuti-il-piano-segreto-per-un-nuovo-monopolio-21102011.html?refresh_ce
ESCLUSIVO. Un dossier riservato e evidenzia l'esistenza di due siti nella zona di Corcolle, entrambi soggetti a vincoli e con falde d'acqua a due metri di profondità, laghi e zone di esondazione. Intanto l'ex azienda agricola passa di mano e finisce prima a Lanuvio e poi si perde in un paradiso fiscale. Si sospetta la nascita di una cordata per costruire un nuovo monopolio con l'aiuto di Ama e forse Acea
di Fabio Carosi
Ogni giorno che passa è un giorno in meno per Malagrotta, ormai avviata all'esaurimento. E mentre il commissario per l'emergenza ambientale, Giuseppe Pecoraro, sfoglia le carte delle diverse soluzioni è battagli a colpi di dossier. Affaritaliani è entrato in possesso di un documento riservato proveniente dagli Uffici Regionali sulla discarica di San Vittorino, quella che, tramontata l'ipotesi di Riano per i vincoli apposti dalla Regione Lazio nel 2009, sembra essere il luogo predestinato per far nascere Malagrotta 2. Le carte evidenziano tre elementi: una serie di passaggi di proprietà che si perdono fuori dai confini italiani con la tecnica delle scatole cinesi; l'esistenza di non uno bensì due siti sui quali pesano una serie infinita di vincoli e, infine, uno strano disegno strategico che farebbe supporre una precisa volontà di costituire un nuovo monopolio, alternativo a quello storico della Colari.
Intanto le proprietà. Secondo le visure catastali e dell'Agenzia delle Entrate, l'Azienda Agricola San Vittorino, prima di proprietà di Simone Salini è stata ceduta per circa 6,5 milioni di euro ad una società di Lanuvio, la Geri Srl che farebbe capo ad un imprenditore locale, tale A.B. Dalla Geri l'ex azienda agricola passa di nuovo di mano e finisce oltreconfine, in quel principato di Liechtenstein dove il sistema bancario è blindato e dove si perde nel nulla qualsiasi attività d'indagine. È infatti un “paradiso fiscale”, spesso méta della criminalità per operazioni di riciclaggio del denaro. Ora custodisce anche il segreto sul futuro della “monnezza” romana.
Torniamo a San Vittorino. Recita il dossier: “L'area nella quale esiste una vecchia cava di tufo, è interamente coperta da vincoli dettati dal Piano territoriale paesistico regionale. Esiste una fascia di rispetto di 150 metri dai corsi d'acqua, il paesaggio naturale agrario e il paesaggio naturale di continuità”. Ergo: non si possono realizzare discariche. In ogni caso all'interno dell'area esiste una zona di circa 6 ettari che teoricamente potrebbe essere adibita a discarica ma che comunque ricade nei vincoli.
Come per le società, anche l'improbabile studio della Regione Lazio sui luoghi ove ospitare i rifiuti, è un gioco di scatole cinesi. San Vittorino, infatti, nasconde un'ex cava di tufo e pozzolana già destinata ad ospitare la terra di scavo della Metro B1 Arl. “Nonostante le autorizzazioni siano state ottenute dalla stessa società incaricata della linea B1 – recita il documento riservato – l'impianto non è mai entrato in funzione”. E la terra del metrò dove è finita? Probabilmente la società ha preferito spedirla in qualche altra discarica, ovviamente pagando prezzi di mercato ben superiori ad una gestione in proprio. Mistero. A meno che non entrino in gioco le indagini idrogeologiche che sono state effettuate proprio in occasione dell'autorizzazione regionale e che dicono chiaramente: “La falda è alla profondità di 1-2 metri dal piano campagna, è all'interno di una fascia di rispetto di un corso d'acqua, è soggetta a pericolo di esondazione ed è all'interno della fascia di rispetto di un lago”. Dunque, mettere lì una discarica di rifiuti speciali non pericolosi, gli urbani, è un rischio che neanche il primo proprietario pare abbia voluto correre per i materiali di risulta degli scavi della metropolitana.
Il terzo punto del dossier è quello di cosiddetta geopolitica dei rifiuti. Per ben 35 anni la Capitale si è servita di Malagrotta che, se è vero che ha garantito una formidabile e unica rendita di posizione al suo gestore, è servita anche e soprattutto a tenere le tariffe più basse d'Italia e questo con grande felicità dei sindaci che si sono succeduti. Secondo alcuni bene informati, lo stato emergenziale, l'indecisione di sindaco e presidente della Regione e il balletto di siti inidonei con conseguente sollevamento della popolazioni residenti, avrebbe come ultimo obiettivo quello di arrivare all'emergenza vera e di sostituire il monopolio Colari con altro soggetto con ramificazione nel principato blindato. Da lì partirebbero i capitali per realizzare una nuova discarica in tempi da record del mondo. Infatti, come è accaduto per Napoli, la stessa Commissione parlamentare ha valutato in almeno 100 giorni lavorativi il tempo necessario a dotare un invaso naturale delle garanzie di sicurezza. Da qui le voci di proroga per Malagrotta che nel frattempo rischia di scoppiare. Fantasia? Realtà?
La posta in gioco è altissima e vale quanto una finanziaria. È evidente che gli appetiti sono tanti. Anche etici: stupisce che un funzionario regionale intervistato qualche giorno fa abbia spiegato con disinvoltura che il superamentio dei vincoli da parte di un soggetto pubblico potrebbe essere più agevole. E se fosse l'Ama a sognare di co-gestire la nuova discarica? Magari in accordo con Acea? E un privato che ci mette il soldi?
mercoledì 10 dicembre 2008
Chiaiano, appello del presidio antidiscarica
Appello in difesa di Chiaiano e Marano
La nostra lotta contro la costruzione della mega discarica a Chiaiano va avanti da oltre 8 mesi. Un periodo lungo in cui la nostra battaglia e’ diventata tra le lotte simbolo dell’opposizione sociale nel paese, e la lotta simbolo contro l’intero piano rifiuti.
In tanti da Napoli, dalla Campania, da tutta Italia, hanno partecipato alla nostra resistenza, la resistenza contro un governo che vuole piegare le comunita’ all’applicazione del piano degli interessi delle lobby economiche di questo paese, e far passare come diktat inappellabile ogni decisione, condendola con leggi speciali e manganelli.
Una battaglia combattuta con diverse strategie che abbiamo messo in campo in questi mesi, elaborate in comune e condivise dal basso. Manifestazioni, blocchi, barricate, resistenza alle cariche della polizia, azioni creative, occupazioni, ma anche tavoli tecnici, denunce alla magistratur a, ricorsi al Tar. Una lotta condotta con la dignita’ e la consapevolezza di costruire un pezzo dell’opposizione sociale contro gli interessi delle lobby delle discariche e degli inceneritori, i grandi potentati economici che distruggono i territori.
Pensavamo che la vicenda del ritrovamento dell’amianto ed il suo occultamento all’interno della Cava del Poligono sarebbe stato uno scandalo cosi’ grande da poter fermare i piani del governo su Chiaiano.
Cosi’ non e’ stato.
Sin dal primo momento abbiamo deciso di non delegare piu’ a nessuno la difesa della nostra salute e del nostro territorio, di non affidarci piu’ a nessun “santo” da cui attendere miracoli. Ci siamo autorganizzati, abbiamo difeso l’autonomia e l’indipendenza della nostra comunita’ , abbiamo intrecciato e lottato insieme alle comunita’ resistenti che difendono i beni comuni in altri luoghi del pae se come a Vic enza, abbiamo attraversato ed incontrato i movimenti.
Proprio perche’ abbiamo deciso di non delegare piu’ , siamo consapevoli che la difesa del nostro territorio passa da noi stessi che abbiamo dimostrato di saper controbattere al governo colpo su colpo.
Oggi il sottosegretario Bertolaso ci lancia una ennesima sfida annunciando di voler aprire la discarica di Chiaiano prima di Natale. Alcuni quotidiani annunciano la data del 15 dicembre come probabile apertura , ed il giorno successivo il 16 e’ prevista l’ennesima visita di Berlusconi a Napoli.
Come abbiamo sempre detto impediremo con i nostri corpi l’apertura della discarica.
Facciamo un appello alla resistenza, oltre che ai cittadini di Chiaiano e Marano, ma a tutti coloro che si battono per la difesa dell’ambiente e della salute, per tutti coloro che credono che la democrazia non sia fatta da imposizioni, manganelli, e giurisdizione d’emergenza, ma sia partecipazione dal basso ed autogoverno. Dal 9 dicembre partiranno una serie di mobilitazioni di sensibilizzazione ed informazione che culmineranno il 15 dicembre in una mobilitazione generale per bloccare l’apertura della discarica.
Parteciperemo allo sciopero generale del 12 dicembre prossimo. In occasione di questa importantissima mobilitazione avevamo lanciato una lettera aperta per costruire una mobilitazione unitaria che mettesse al centro il protagonismo dei movimenti reali. La nostra proposta ha generato alcune incomprensioni ed alcune strumentalizzazioni. Parteciperemo alla manifestazione dei sindacati di base che partira’ da Piazza Mancini, perche’ in quella piazza ritroviamo i contenuti dell’opposizione al piano rifiuti e dei temi del movimenti in difesa dei beni comuni. Certi pero’ che l’opposizione sociale si costruisce sui territori opponendosi concretamente alla logica di chi ci vorrebbe passivi e compatibili con le poli tiche del governo.
Per questo facciamo appello a coloro che scenderanno in piazza per lo sciopero generale per essere a Chiaiano e Marano il 15 dicembre prossimo.
Siamo coscienti che oggi la nostra mobilitazione non e’ solo in difesa del nostro territorio ma e’ la difesa dell’agibilita’ politica di chi crede che un mondo diverso da questo sia possibile.
Dal 9 dicembre – Mobilitazione permanente
12 dicembre – Sciopero Generale – Manifestazione ore 9:30 Piazza Mancini
Lunedi’ 15 Dicembre – Mobilitazione generale
Ore 7:00 Concentramento al Presidio
Ore 15:00 Manifestazione stazione metro Chiaiano
Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

