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lunedì 24 ottobre 2011

Malagrotta2, arrivano i primi espropri a Corcolle e Riano

 Il prefetto Pecoraro ha firmato le ordinanze ma non è detto che l'operazione vada in porto per le acquisizioni di terreni effettuati da Manlio Cerroni pochi giorni fa  

ROMA - Arrivano le ordinanze di esproprio. Nella serata di lunedì il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha firmato i primi provvedimenti con cui vengono acquisiti dallo Stato i terreni di Corcolle-San Vittorino e Quadro Alto a Riano, individuati per la realizzazione dei siti provvisori e temporanei alla discarica di Malagrotta. Ma non è detto che l’operazione vada in porto. Nei giorni scorsi Manlio Cerroni, l’imprenditore che monopolizza il sistema delle discariche nel Lazio, con un fulmineo blitz ha comperato l’area a Riano su cui dovrebbe sorgere il sito temporaneo di raccolta. E ha annunciato l’intenzione di affidarsi agli avvocati per opporsi a eventuali operazioni di esproprio.

Boom di tumori a Malagrotta. La Procura avvia un’inchiesta


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Alessandro De Pascale
RIFIUTI. I magistrati della Capitale aprono un fascicolo per stabilire se l’invaso più grande d’Europa abbia provocato la morte di 4 persone per neoplasie. Bonelli, Verdi: «Un atto opportuno».
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per stabilire se l’inquinamento provocato dalla discarica di Malagrotta abbia provocato la morte per tumore di quattro persone. In realtà i fascicoli sul tavolo procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e del pubblico ministero Alberto Galanti che indagano sulla discarica più grande d’Europa (240 ettari) sono due. Il primo è per lesioni gravi (punito con la reclusione da 3 a 7 anni) ed è stato aperto sulla base di decine di esposti presentati da cittadini che denunciano di essersi ammalati di cancro a causa delle esalazioni dell’impianto di smaltimento che avrebbe quindi «messo in pericolo la vita della persona offesa». Il secondo ipotizza invece il reato, ben più grave, di omicidio colposo (fino a 15 anni) e deriva dalle denunce presentate dai familiari di quattro persone morte di cancro. Tre delle vittime abitavano infatti nella zona, mentre una quarta aveva lavorato proprio presso il gassificatore di Malagrotta del Colari di Manlio Cerroni.

I magistrati della Capitale hanno riscontrato nei 4 casi un denominatore comune: la morte è arrivata in tempi brevi, a pochi mesi dalla diagnosi di cancro. Quanto basta per disporre una consulenza epidemiologica che dovrà chiarire se esiste un nesso casuale tra le patologie dei residenti e l’impianto di smaltimento di Malagrotta che potrebbe essere ordinata già nei prossimi giorni. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, parla di «un atto opportuno che speriamo porti a fare chiarezza, visto che per Malagrotta abbiamo proposto la dichiarazione di “area di crisi ambientale” votata dal Consiglio regionale ma non ancora approvata dalla giunta Polverini».

Sulla stessa linea anche Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: «Se la procura arriva ad aprire un fascicolo si conferma la situazione ambientale molto seria di quella zona che se si possono addirittura correlare con la morte di persone, si aprono scenari raccapriccianti che sia noi che l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente avevamo denunciato più volte». Il riferimento è alle analisi delle falde acquifere condotte dall’Arpal tra febbraio e maggio 2010 in 61 punti, il cui verdetto non lascia spazio a interpretazioni: continuamente «sforati» i limiti di sostanze pericolose come ferro, manganese e nichel, mentre in alcuni prelievi l’arsenico e il benzene superano addirittura di 30 volte i limiti di legge. Del resto quella discarica è fuorilegge.

Doveva chiudere il 31 dicembre 2007, perché la normativa europea vieta da oltre un decennio di buttare i rifiuti dentro un fosso senza prima trattarli, creando miasmi e percolato. Invece, di proroga in proroga, è ancora aperta. Il risultato è che l’invaso come ha accertato l’Arpal sta inquinando la falde acquifere della Capitale. Tanto che «per il superamento di Malagrotta», che tradotto significa chiudere l’impianto e individuare un sito alternativo, il Consiglio dei ministri ha nominato lo scorso 22 luglio il prefetto Giuseppe Pecoraro commissario straordinario. Proprio quest’ultimo ora mette le mani avanti: «Malagrotta esiste da quarant’anni e volete che risolva i problemi in due giorni. Sto studiando, fatemi studiare con calma perché la questione è molto delicata», ammette Pecoraro.

Ieri mattina la Federazione della sinistra ha inoltre tenuto un flash mob davanti allo Sportello tariffa dell’Ama, l’azienda di igiene urbana di Roma. Gli attivisti hanno coperto la targa di ingresso con un cartello con su scritto “Sportello Cerroni”. Per Fabio Alberti, portavoce romano della Fds, l’obiettivo è «richiamare l’attenzione sul fatto che l’Ama fa gli interessi di Cerroni e non dei cittadini ed è fuorilegge perché non rispetta le normative sulla raccolta differenziata e il riciclo, inviando in discarica più rifiuti del necessario».
http://www.terranews.it/news/2011/09/boom-di-tumori-malagrotta-la-procura-avvia-un%E2%80%99inchiesta

DISCARICHE LAZIO: PECORARO HA FIRMATO LE ORDINANZE DI ESPROPRIO PER RIANO E CORCOLLE


Il primo terreno è di proprietà di Manlio Cerroni, l'imprenditore di Malagrotta, mentre il secondo dovrebbe essere dei Salini. Una firma contro anche dall'architetto Portoghesi

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha firmato le ordinanze di esproprio dei terreni di Corcolle-San Vittorino e Quadro Alto a Riano, territori individuati per la realizzazione dei siti provvisori e temporanei alla discarica di Malagrotta. Il terreno di Riano è di proprietà di Manlio Cerroni mentre quello di Corcolle-San Vittorino dovrebbe essere di proprietà di Salini.

Intanto il sindaco Alemanno commenta una dichiarazione del patron del consorzio Colari Manlio Cerroni, secondo il quale i tempi per risolvere la questione Malagrotta sono ormai scaduti: "Non è la prima volta che Cerroni fa questi ammonimenti a Roma. Noi ci rifacciamo a quanto detto dal commissario Pecoraro che sta monitorando tempi e modi. Ci affidiamo a lui per essere sicuri che Malagrotta venga chiusa in tempi certi".

Sul fronte di Riano invece anche l'architetto Paolo Portoghesi dice no alla discarica. L'appello promosso dall'assessorato alla Cultura del piccolo Comune nei giorni scorsi ha già avuto l'adesione di Pippo Baudo, Antonello Venditti, Nicola Piovani, Anna Mazzamauro, Peppe Barra, Zuzzurro e Gaspare, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Pasquale Squitieri, Federico Zampaglione, Silvia Siravo, Guido Mazzella e Roberta Serdoz.

Infine sciopero della fame con la privazione del sonno nelle prime 48 ore da parte di Enrico Folgori, vicecapogruppo PdL alla Provincia di Roma, e Massimiliano Lorenzotti, presidente dell'VIII municipio", che ribadiscono "l'assoluta contrarietà alla discarica, vista la presenza,

oltre ai vari vincoli paesaggistici e archeologici, di una falda acquifera nelle immediate vicinanaze del sito indicato nell'ordinanza".

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/24/news/pecoraro_firma_ordinanza_espropri_per_discariche_a_riano_e_s_vittorino-23795047/
 
(24 ottobre 2011)

Discarica a Riano, pronti 4 ricorsi al TAR


Discarica a Riano, pronti 4 ricorsi al TAR

Dal quotidiano gratuito Leggo del 24 ottobre 2011

DISCARICA A RIANO, PRONTI 4 RICORSI AL TAR

di Lorena Loiacono

Riano va avanti. Non si ferma la protesta dei cittadini soprattutto per l’imminente arrivo, previsto tra oggi e domani, della firma del prefetto Pecoraro sull’ordinanza che assegnerà alle cave di Quadro Alto il sito per la nuova discarica.
E allora i residenti, in una corsa contro il tempo, fanno appello alla magistratura e al Parlamento Europeo. Sono già pronti infatti quattro diversi ricorsi che in settimana verranno presentati al TAR del Lazio, sia sul piano di emergenza che sulle diverse modalità di realizzazione. E una richiesta di intervento viene lanciata anche alla magistratura: tra i cittadini sta crescendo il malumore anche sull’acquisto da parte del consorzio Colari, di proprietà dell’avvocato Cerroni già patron di Malagrotta, del sito di Riano. «Non possiamo certo intervenire su un atto tra due privati cittadini ma – spiega il coordinamento Riano No discarica – speriamo comunque che qualcuno faccia chiarezza su un accordo tra privati relativo a una discarica pubblica».

Discarica Corcolle: Sciopero della fame per salvare San Vittorino

Lunedì, 24 ottobre 2011 - 16:31:50

"E' stato annunciato presso la sede dell'VIII municipio, uno sciopero della fame con la privazione del sonno nelle prime 48 ore da parte di Enrico Folgori Vicecapogruppo PdL alla Provincia di Roma e Massimiliano Lorenzotti Presidente dell' VIII municipio". Così in una nota Folgori e Lorenzotti.

"Abbiamo preso tale decisione con l'avvicinarsi della firma da parte del Prefetto Pecoraro in merito alle procedure di esproprio dei terreni individuati come sito per le discariche per la fase post-Malagrotta, nonostante gli incontri avuti con il Prefetto e con l'Assessore ai rifiuti della Regione Lazio Di Paolo, in vista di un tavolo istituzionale di confronto tra le istituzioni del territorio e gli organi competenti" hanno dichiarato gli esponenti politici, che ribadiscono con questo gesto, "l'assoluta contrarietà alla discarica, vista la presenza, oltre ai vari vincoli paesaggistici e archeologici, di una falda acquifera nelle immediate vicinanze del sito indicato nell'ordinanza".


"Le prime 48 ore - ha concluso Folgori - oltre a trascorrerle senza sonno, verranno impiegate per completare assieme ai tecnici incaricati una perizia che indichi chiaramente la inidoneità dell'area di S.Vittorino/Corcollle come sito per la realizzazione di una discarica".
 
fonte: http://affaritaliani.libero.it/roma/in-viii-municipio-parte-lo-sciopero-della-fame-24102011.html

Discariche, a Guidonia uno scempio lungo 25 anni

CRA: "L'Inviolata e la memoria corta dei politici" „ CRA: "L'Inviolata e la memoria corta dei politici" Il Comitato Risanamento Ambientale lancia l'ennesimo allarme sulla discarica del Parco Regionale: "Ipocrisia politica a Riano e Corcolle mentre a Guidonia si consuma uno scempio da 25 anni" di Mauro Cifelli 24/10/2011

  "Uno scempio che si consuma da 25 anni".

Il Comitato Risanamento Ambientale Guidonia torna a lanciare l'allarme sulla discarica del Parco Regionale dell'Inviolata. Un comunicato senza fronzoli che punta dritto al problema non risparmiando critiche nei confronti di tutte le parti politiche, dalla destra alla sinistra: "Mentre si susseguono in questi giorni le gravi notizie relative alla nefasta individuazione di siti per discarica di immondizie, da parte della Regione Lazio e del Commissario straordinario per i rifiuti di Roma e provincia, a Guidonia è in atto una rimozione del problema che - nello stesso ambito - interessa pesantemente questo territorio. E' facile, da parte degli esponenti locali di Idv, Sel e Rifondazione, criticare le scelte avvenute su altri "sensibili" territori, come Corcolle (sì e no ad un km da Villa Adriana) o come Riano (lo hanno fatto in coro i monterotondesi Lucherini e Alessandri), dimenticando completamente che il sito dell'Inviolata non è solo denso di preesistenze storico-archeologiche, ma è (da 15 anni!) un Parco regionale e che, al suo centro, ospita un'immensa discarica che nessuna Amministrazione locale (regionale, provinciale o comunale) ha mai tentato fino in fondo di contrastare. Anzi". PROBLEMI GRAVI DIMENTICATI: "Addirittura il ministro della Cultura Galan - prosegue il comunicato del CRA - si è scomodato a parlare contro la scelta polveriniana della localizzazione della futura discarica definitiva di Roma, a Pizzo del Prete (naturalmente vicina ad area di valore paesaggistico e archeologico). Anche lui, evidentemente, non sa o non vuole sapere che, all'Inviolata di Guidonia, si consuma, da 25 anni, uno scempio paesaggistico oltre che una acclarata e costante minaccia ambientale e sanitaria. Anche sui giornali locali di Guidonia (v. ad esempio Dentro Magazine del 14 ottobre, pag. 2), si menzionano le problematiche che ora colpiscono altri territori, mentre si "dimenticano" quelle locali.
Questa rimozione del caso dell'Inviolata avviene proprio nel momento in cui più è forte - ed evidentemente unanime - l'attacco da parte degli esponenti politici ed amministrativi di Guidonia, attraverso l'appoggio alle potenti lobby di zona (cementieri, monnezzari, palazzinari e travertinari) e l'assenso al nuovo svincolo autostradale (con lavori che hanno interessato l'area del Parco regionale e con un aumento stratosferico di traffico ed inquinamento), al progetto di pavimentazione della via della Selciatella (strada storica che conserva basolato antico), alla realizzazione del sesto invaso della discarica "cerroniana" (contornato da resti archeologici di valore), alla futura realizzazione del "cerroniano" impianto tmb per produrre le "ecoballe" da avviare all'incenerimento (entusiasticamente approvato dal sindaco guidoniano Rubeis)".

GNORANZA E INTERESSE PRIVATO: "Queste decisioni - conclude il Comitato Risanamento Ambientale Guidonia - appaiono nefaste dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche da quello culturale, della salute e da quello economico. Come possono essere conciliabili una megadiscarica ed un impianto tmb con la raccolta differenziata dei rifiuti? Come accettare, sul proprio territorio (e, ovviamente, su ogni territorio), che si possano ignorare la storia e la memoria locali? Come approvare l'aumento dell'inquinamento e, conseguentemente, dei danni alla salute dei residenti e dell'ambiente? A queste domande gli amministratori locali non sanno dare risposte. E le ragioni possono essere solo due: ignoranza o interesse privato.
“ Leggi tutto: http://guidonia.romatoday.it/cra-lancia-ennesimo-allarme-discarica-inviolata-guidonia.html Diventa fan: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

DISCARICHE, CERRONI SCRIVE AD "AFFARI ITALIANI" E AGITA LO SPETTRO DI NAPOLI

 cerronipiccola
http://affaritaliani.libero.it/roma/cerroni-per-l-alternativa-a-malagrotta-siamo-fuori-tempo-massimo-24102011.html?refresh_ce

Cerroni: "Per l'alternativa a Malagrotta siamo fuori tempo massimo"

Il presidente del cda della Colari raccoglie la sfida di Affaritaliani e risponde con una lettera nella quale chiarisce che l'emergenza che ha portato alla nomina del commissario è stata di fatto voluta dalla Regione Lazio che ha ignorato i suoi avvisi. E lancia l'allarme: per il sito alternativo a Malagrotta i lavori dovevano iniziare a settembre: "Ora siamo fuori tempo massimo". Il testo integrale della lettera. E su Napoli…

Lunedì, 24 ottobre 2011 - 12:12:26

LA LETTERA DI CERRONI AD AFFARI ITALIANI

Caro Fabio,
proprio e solo a nome di Mario (quanto manca al mondo politico romano e non solo a me il suo consapevole e franco giudizio!) ti rispondo con estrema franchezza.
Malagrotta è stata per anni, forse troppi la fortuna (economica) e la salvezza (ambientale) di Roma. Ma come tutte le cose, anche quelle utili finiscono.

Ecco perché fin dall'ottobre del 2009 (ripeto: ottobre 2009) ci siamo premurati di prospettare alla Regione, nel rispetto delle leggi comunitarie, nazionali e regionali, la soluzione alternativa in tre siti (Monti dell'Ortaccio e Pian dell'Olmo in Comune di Roma e Quadro Alto nel Comune di Riano) da noi e da tecnici qualificati ritenuti idonei a sostituire Malagrotta, e a richiedere, relativamente a tali siti, la VIA e l'AIA per la realizzazione degli impianti.

Le nostre richieste, nonostante sollecitazioni e diffide, sono rimaste immotivatamente senza risposta fino ai giorni scorsi quando la ricerca della soluzione al problema è stata delegata, sulla base di una presunta emergenza, al Commissario ad hoc.
Intanto il 31 dicembre 2011, con la chiusura di Malagrotta, non tanto per la scadenza dell'autorizzazione quanto soprattutto per l'esaurimento delle volumetrie residue, è alle porte. Siamo fuori tempo massimo. E sì che da tempo avevvo segnalato per iscritto e a voce, e più volte e a più riprese, al responsabile dell'Area Rifiuti che per non far trovare la Città in crisi occorreva che entro la prima decade di settembre fossero partiti i lavori per la costruzione della discarica alternativa. Purtroppo parole al vento.
È da una vita che provvedo allo smaltimento dei rifiuti di Roma (e non solo) e so osa significa emergenza rifiuti.
Per questo oggi il mio impegno per Roma più che un dovere, dopo quel che è successo a Napoli lo sento come una missione. Anche perché la gara di Napoli l'avevamo vinta noi in ATI con Enel e Foster Wheeler (punteggio 8,5/10); poi all'italiana dalla sera alla mattina ci hanno fatto fuori e il risultato è da anni ancora sotto gli occhi di tutti.