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lunedì 12 dicembre 2011

Malagrotta, pronta la proroga fino a giugno







Malagrotta, pronta la proroga discarica aperta fino a giugno

Solo a gennaio la gara per i due impianti provvisori. Salta il programma del prefetto Pecoraro

ROMA - Salta la programmazione illustrata dal prefetto Giuseppe Pecoraro per la chiusura della discarica di Malagrotta. Il 7 ottobre, durante la conferenza stampa con cui annunciava la scelta dei siti di Quadro Alto e Corcolle per le due discariche provvisorie, Pecoraro spiegò che contava di svolgere le gara nel giro di un mese e mezzo. E già allora non escluse una proroga fino a febbraio per Malagrotta, che invece dovrebbe chiudere il 31 dicembre.

Gara a gennaio. In realtà i tecnici prenderanno possesso del sito di Quadro Alto solo martedì e mercoledì, gli espropri non sono ancora partiti, la gara partirà solo a gennaio. A questo punto Malagrotta dovrà essere prorogata per sei mesi, ne sono convinti in Regione, per avere il tempo necessario a realizzare le due nuove discariche. Ma da Federlazio annunciano battaglia. Spiega il presidente Maurizio Flammini: «Presenteremo appello al Consiglio di Stato, non è giusto che decida il prefetto. E sono inaccettabili gli espropri».


http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=172809&sez=HOME_ROMA

martedì 1 novembre 2011

Rifiuti, a Malagrotta scatta l'allarme: rigonfiamenti e crateri nella discarica

La Commissione sicurezza: subito piani di evacuazione. I Verdi attaccano: il centrodestra cade sempre dalle nuvole


ROMA - I cittadini che abitano nei dintorni di Malagrotta, la discarica che chiuderà a marzo 2012 dopo 30 anni, lanciano l'allarme: «un rigonfiamento abnorme del terreno di discarica», un muretto «rapidamente ricostruito» dopo aver «dato segni vistosi di collasso», «fenditure e crateri di diversi dimensioni che si sono aperti».

In una lettera ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) il presidente del Comitato Malagrotta Sergio Apollonio segnala «un fenomeno sicuramente anomalo intervenuto in questi ultimi giorni sul versante della discarica che scende verso Via degli Oleodotti, dov'è situato l'impianto-deposito Lampogas (impianto a rischio di incidente rilevante), a sua volta contiguo al gassificatore». Secondo Apollonio, dalle foto realizzate sarebbe evidente che «il terreno è intriso di biogas e di percolato e questi movimenti e trasformazioni anomale fanno parte delle dinamiche della megadiscarica, che negli anni e nei decenni hanno provocato frane più o meno rovinose».

«Chiediamo agli organismi preposti di fare subito chiarezza - dice il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori - È necessario verificare cosa sta succedendo, ma anche attivarsi subito per la redazione dei Piani di evacuazione previsti per i siti a rischio, così come dettato dalle norme Ue. Malagrotta è una zona ad alto rischio ambientale, sulla quale insistono, oltre alla discarica, al gassificatore e al contiguo impianto di gas, anche l'inceneritore dei rifiuti ospedalieri e la raffineria di Roma: troppo per attendere ancora mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti del quartiere e degli stessi lavoratori dei vari siti».

lunedì 31 ottobre 2011

RIFIUTI E DISCARICHE LAZIO: DICIAMO LA VERITA'

Rifiuti, diciamoci la verità

Venerdì, 28 ottobre 2011 - 17:39:21

...
… È successo per due volte che i giganti spargi immondizia non ce l'hanno fatta a salire: in occasione del nubifragio major e del minor dell'altro giorno. Perché se piove a Roma piove anche a Malagrotta e l'immondizia si trasforma in una poltiglia infernale, resistente ad ogni mezzo meccanico. Lo sa il gestore, lo sa anche l'Ama.
È la politica invece che ignora. Meglio: fa finta. La Regione ha fatto finta di fare un Piano Rifiuti che non è ancora legge; il Campidoglio ha fatto finta di girare in lungo e largo alla ricerca di un sito. Vista la mala parata di Pizzo del Prete, hanno capito che la monnezza brucia soprattutto i voti, il consenso, i sondaggi. E allora si sono lavati le mani mandando sul Golgota il commissario.

L'indecisione della politica è tale e tanta che il sindaco è come Penelope: firma i manifesti sulla chiusura di Malagrotta e poi annuncia che ci sarà bisogno di un'altra proroga “per arrivare a marzo”. Tutto e il contrario, perché Giovanni Alemanno e Renata Polverini sanno la verità: c'è puzza di marcio a Corcolle, profumo di intrighi societari, scambi e cessioni e c'è aria di tempesta a Riano. I primi votano solo a Roma e alle regionali, gli altri "solo" alle regionali. Ma non è questo il punto nodale. In realtà ciò che ci aspetta è una seconda Napoli. Malagrotta dirà basta da sola, Riano e Corcolle non saranno pronti prima di quattro mesi – salvi ricorsi – e da gennaio non si saprà più dove mettere i rifiuti.

Anche sua eccellenza il prefetto dovrebbe votarsi alla prudenza: il duo Alemanno&Polverini l'ha infilato dritto dritto in un bel guaio affidandolo ad Ama e Acea che dovrebbero realizzare a tempo di record il quinto impianto di trattamento meccanico biologico. Ma lo sa il commissario che il trattamento costa? E che l'Ama ha spesso alleggerito i suoi impianti tmb per risparmiare sulla bolletta, preferendo “caricare” Malagrotta? É sicuro il commissario che la gara europea con procedura d'urgenza impegna almeno per due mesi? E che i lavori di impermeabilizzazione non si fanno quando piove e le cave sono allagate? Perché si fida di quei tecnici che hanno prodotto il caos?
Fabio Carosi

http://affaritaliani.libero.it/roma/rifiuti-diciamoci-la-verit-28102011.html

sabato 29 ottobre 2011

RIFIUTI LAZIO: MARUCCIO (IDV), PROROGA DI MALAGROTTA PRELUDIO A TESTA DI CANE?

Venerdì 28 Ottobre 2011 16:34


(AGENPARL) - Roma, 28 ott - “Alemanno ha gettato la maschera, ammettendo ciò che noi sostenevamo da tempo. Con la fine di quest'anno le volumetrie di Malagrotta dovrebbero essere esaurite, e non si capisce come si potrà continuare a conferire tal quale in una discarica satura. Non vorremmo che Alemanno stesse preparando il campo, evocando lo spettro Napoli, per un ampliamento della discarica o per l'individuazione di un nuovo sito provvisorio - non si sa poi per quanto - tipo Testa di Cane. Ad Alemanno ed alla Polverini vorremmo dare un consiglio: mai affiggere manifesti prima di raggiungere risultati, rischia di portar male.” Lo dichiara, in una nota, il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio.
Scritto da  com/cic


Un articolo sull'invaso a Testa di Cane, vicino a Malagrotta
Testa di Cane, l’invaso segreto della Capitale

 12/08/2011 - 19:47 Rossella Anitori LAZIO. Il governatore Polverini e il sindaco Alemanno avevano bocciato l’ipotesi di una discarica nella zona di Malagrotta, ma il sito è stato commissariato e le ruspe non smettono di lavorare. Le ruspe lavorano senza sosta mentre i camion portano via la terra: la voragine di Testa di Cane, una cava dismessa da anni a poche decine di metri dalla discarica di Malagrotta, diventa ogni giorno più profonda.