Visualizzazione post con etichetta di pietro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta di pietro. Mostra tutti i post
lunedì 13 aprile 2009
TERREMOTO ANNO ZERO: PD SI SPACCA SU SANTORO
NOTE: Come mai la politica si accorge della puntata di Anno Zero del 9 aprile solo il 12 aprile, giorno di Pasqua?
De Magistris Anno Zero-Video Youtube (allo stesso link troverete i video delle altre partidel programma del 9 aprile 2009)
Replica a berlusconi e Fini su annozero.
Di Pietro contrattacca: «L'indecenza è voler pilotare l'informazione»
«Indecente sarebbe far credere che quello che è successo in Abruzzo sia solo colpa del destino»
ROMA - «Annozero? L'unica indecenza è la pretesa di Berlusconi e Fini di poter pilotare l'informazione al fine di descrivere una realtà che non esiste. E, così, far credere che ciò che è accaduto in Abruzzo sia solo colpa del destino». Lo afferma il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in merito alle dichiarazioni del premier e del presidente della Camera sull'ultima puntata della trasmissione di Michele Santoro sull'emergenza terremoto. «Pretendere di mettere il bavaglio ad un giornalismo che approfondisce la verità dello svolgimento degli avvenimenti è da criminali». Nel corso della trasmissione della Rai era ospite l'ex pm Luigi de Magistriis, candidato per l'Idv alle elezioni europee.
CONSEGUENZE DA PREVENIRE - «Comprendiamo che sia difficile prevedere un terremoto - dice Di Pietro -, ma riteniamo necessario e doveroso prevenirne le conseguenze, specie se si tratta di edifici pubblici di una certa importanza, come la casa dello studente, crollata per l'incuria, la cattiva costruzione e la pessima manutenzione. Altrettanto vero -conclude- è che le finanziarie del governo Berlusconi hanno previsto la riduzione dei fondi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e per la protezione civile».
LE POSIZIONI NEL PD- Giorgio Merlo, Pd, membro della commissione di Vigilanza Rai, plaude invece all'inchiestta annunciata da Garimberti: «Annozero di Michele Santoro ha una deroga particolare dalla Rai, o un contratto particolare, rispetto ai criteri che ispirano il servizio pubblico nel nostro paese?» si chiede, definendo «incredibile» la trasmissione di Annozero sul terremoto in Abruzzo. Santoro «può dire e può fare ciò che vuole, contro chi vuole e a danno di chi vuole a prescindere?». Sul caso interviene anche il Pd Vincenzo Vita, con una posizione diversa, rivolta all'intervento di Fini e Berlusconi: «Ognuno può giudicare come meglio crede la trasmissione di Michele Santoro sul terremoto, ma il problema è che "ancora una volta" c’è un "attacco alla libertà di informazione da parte di Silvio Berlusconi. Non si tratta di dare voti e giudizi sul programma di Santoro, sul quale è legittimo avere opinioni diverse e contraddittorie. Ed è anche doveroso ribadire sostegno e plauso verso il lavoro enorme della protezione civile. Ma qui è in causa la libertà di informazione, ancora una volta messa sotto attacco dal presidente del consiglio che è proprietario di buona metà dei media italiani". Conclude Vita: "Questo non può passare inosservato ed è augurabile anche che, essendo scattata la ’par condicio’, non solamente ’Anno Zero’, ma l’insieme dei programmi abbiano massima attenzione e rigore".
Corriere della Sera 12 aprile 2009
ARTICOLI CORRELATI:
Terremoto Abruzzo: Anno Zero, No. Spot elettorali sulle macerie, Sì
mercoledì 10 dicembre 2008
Berlusconi, tutte le dichiarazioni prenatalizie su: università, sinistra, giornali, e personale eternità
(il premier a Pescara il 7 dicembre esorta a spendere di più)Scuola, continuano le bugie: "La stampa di sinistra ha fatto credere che ci sarebbe stata una marea di licenziamenti, invece non ce ne sarà neppure uno"
di Roberta Lerici
Il bollettino di guerra delle dichiarazioni del premier pubblicate questa mattina, è una vera e propria sassaiola, e visto che il riposo non appartiene a Berlusconi, cercherò di riassumerle. Tutte le colpe di tutto quello che non va, secondo il premier, sono della sinistra che, come ci annuncia oggi, "detiene l'85% di giornali e media". Non lo sapevamo, grazie di avercelo comunicato. Ma la sinistra ha anche provocato un disastro culturale rendendo le università degli "ammortizzatori sociali" Poi ci annuncia che non ci liberemo di lui tanto presto, e che anzi in lui dovremmo vedere una sorta di gladiatore che ci difende dal pericolo di cadere nelle mani di "questa sinistra". Con "questa sinistra", però si potrebbe anche dialogare, a patto che si liberi dell'odiato Di Pietro, l'unico che si ostini a mettergli i bastoni fra le ruote. In effetti, un'opposizione come quella del Partito Democratico, sarebbe il sogno di qualsiasi governo, ma non credo che la base del Pd sia d'accordo con la linea adottata nei primi mesi di governo Berlusconi e spero che, in futuro, anche i suoi dirigenti smettano di vedere Di Pietro come una sorta di "ospite indesiderato" al banchetto della politica, altrimenti saranno gli elettori a portare via i tavoli, e allora tutti i loft, i caminetti e i pizzini verranno collocati nella storia, subito accanto "la gioiosa macchina da guerra" di Occhetto che, però, aveva almeno il pregio di essere una creazione originale.
Ecco le dichiarazioni:
Universita'/ Berlusconi: Sinistra ha provocato disastro culturale
Metà dei corsi di laurea sono inutili
Roma, 10 dic. (Apcom) - Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "siamo davanti a un disastro culturale e a un pezzo di carta che in molti casi non vale nulla. E la colpa non è dei giovani, ma di quella sinistra che per decenni ha fatto della scuola e dell'università soltanto un ammortizzatore sociale".
In un'intervista al mensile free press Pocket., il premier osserva: "Con la nostra riforma, molte cose cambieranno in meglio: meno privilegi ai baroni, più spazio agli studi e alle ricerche di qualità e alle lauree che aiutano davvero a trovare un lavoro. E alla fine, ne sono convinto, anche quei giovani che poche settimane fa erano in piazza a criticarci non potranno che prenderne atto".
Berlusconi poi aggiunge: "In Italia ci sono più di cinquemila corsi di laurea, per oltre la metà inutili. Come può sperare di trovare un lavoro in un'impresa chi si è laureato su temi come la felicità nel cane e nel gatto, o l'asino del Monte Amiata?"
"Io - dichiara il presidente del Consiglio - ho stima dei nostri ragazzi che vogliono lavorare, contare su un buon impiego e su una retribuzione adeguata. Ma sono troppe le cose che non funzionano e ostacolano proprio i giovani. Gli studenti universitari sono circa un milione 600 mila, ma la metà degli iscritti all'università non frequenta le lezioni e alla laurea arriva appena il 17 per cento degli iscritti. A conti fatti, questa università è spesso una fabbrica del pezzo di carta con cui molte famiglie e molti giovani sono stati illusi di poter risolvere il problema del posto fisso".
Metà dei corsi di laurea sono inutili
Roma, 10 dic. (Apcom) - Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "siamo davanti a un disastro culturale e a un pezzo di carta che in molti casi non vale nulla. E la colpa non è dei giovani, ma di quella sinistra che per decenni ha fatto della scuola e dell'università soltanto un ammortizzatore sociale".
In un'intervista al mensile free press Pocket., il premier osserva: "Con la nostra riforma, molte cose cambieranno in meglio: meno privilegi ai baroni, più spazio agli studi e alle ricerche di qualità e alle lauree che aiutano davvero a trovare un lavoro. E alla fine, ne sono convinto, anche quei giovani che poche settimane fa erano in piazza a criticarci non potranno che prenderne atto".
Berlusconi poi aggiunge: "In Italia ci sono più di cinquemila corsi di laurea, per oltre la metà inutili. Come può sperare di trovare un lavoro in un'impresa chi si è laureato su temi come la felicità nel cane e nel gatto, o l'asino del Monte Amiata?"
"Io - dichiara il presidente del Consiglio - ho stima dei nostri ragazzi che vogliono lavorare, contare su un buon impiego e su una retribuzione adeguata. Ma sono troppe le cose che non funzionano e ostacolano proprio i giovani. Gli studenti universitari sono circa un milione 600 mila, ma la metà degli iscritti all'università non frequenta le lezioni e alla laurea arriva appena il 17 per cento degli iscritti. A conti fatti, questa università è spesso una fabbrica del pezzo di carta con cui molte famiglie e molti giovani sono stati illusi di poter risolvere il problema del posto fisso".
GOVERNO:BERLUSCONI, NON VI LIBERERETE DI ME FINCHE' C'E' QUESTA SINISTRA
(ASCA) - Roma, 10 dic - ''Mi considerano una speranza per i miei coetanei? Spero di esserlo sia per i giovani che per gli anziani. Perche' contrapporli? Mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Lo scriva pure: non vi libererete di me tanto presto, almeno finche' l'Italia non rischi piu' di cadere nelle mani di una sinistra come quella di adesso''. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in un'intervista al mensile free press 'Pocket'.
(ASCA) - Roma, 10 dic - ''Mi considerano una speranza per i miei coetanei? Spero di esserlo sia per i giovani che per gli anziani. Perche' contrapporli? Mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Lo scriva pure: non vi libererete di me tanto presto, almeno finche' l'Italia non rischi piu' di cadere nelle mani di una sinistra come quella di adesso''. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in un'intervista al mensile free press 'Pocket'.
Berlusconi: Sinistra controlla 85% giornali, in tv anche peggio
Stop a presenza miei ministri alle risse con oppositori
Roma, 10 dic. (Apcom) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tona ad attaccare i giornali che, dice, sono controllati per l'85% dalla sinistra.
In un'intervista al mensile Pocket, il premier dichiara: "L'hanno ormai capito tutti come funzionano i giornali e come lavorano alcuni giornalisti: isolano una frase o una parola dal contesto e ci costruiscono sopra una fantasia e spesso un attacco".
"In televisione, certi programmi, della Rai e non solo, -dichiara Berlusconi - fanno di peggio. Ho consigliato ai miei ministri di non prestarsi più al gioco della rissa con gli oppositori in tv. Ma resta un fatto: comunicare agli italiani in modo corretto ciò che di buono ha fatto il governo, a cominciare dal contenuto di alcune leggi, è davvero un'impresa. Sulla scuola e sull'università la sinistra e i suoi giornali, in pratica l'85 per cento di ciò che si stampa in Italia, sono riusciti per settimane a ribaltare la realtà e a fare credere che ci sarebbero stati la fine del tempo pieno e una marea di licenziamenti. Invece avevamo deciso l'esatto contrario: più tempo pieno e neppure un licenziamento".
Stop a presenza miei ministri alle risse con oppositori
Roma, 10 dic. (Apcom) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tona ad attaccare i giornali che, dice, sono controllati per l'85% dalla sinistra.
In un'intervista al mensile Pocket, il premier dichiara: "L'hanno ormai capito tutti come funzionano i giornali e come lavorano alcuni giornalisti: isolano una frase o una parola dal contesto e ci costruiscono sopra una fantasia e spesso un attacco".
"In televisione, certi programmi, della Rai e non solo, -dichiara Berlusconi - fanno di peggio. Ho consigliato ai miei ministri di non prestarsi più al gioco della rissa con gli oppositori in tv. Ma resta un fatto: comunicare agli italiani in modo corretto ciò che di buono ha fatto il governo, a cominciare dal contenuto di alcune leggi, è davvero un'impresa. Sulla scuola e sull'università la sinistra e i suoi giornali, in pratica l'85 per cento di ciò che si stampa in Italia, sono riusciti per settimane a ribaltare la realtà e a fare credere che ci sarebbero stati la fine del tempo pieno e una marea di licenziamenti. Invece avevamo deciso l'esatto contrario: più tempo pieno e neppure un licenziamento".
Etichette:
berlusconi,
caminetto,
di pietro,
dichiarazioni premier 10 dicembre 2008,
foto scala pescara,
loft,
pd,
sinistra responsabile disastro culturale,
televisione,
veltroni
lunedì 8 dicembre 2008
Scuola: appelli, raccolta firme e ultime iniziative contro i tagli
Altri articoli:
Vista da uno studente, la riforma Gelmini è sbagliata
Costruiamo un coordinamento nazionale delle lotte studentesche
La riforma che ruba al futuro, i giovani del Pd di Molfetta e l’università
SCUOLA: “NO AI TAGLI”, LARATTA (PD) CONSEGNA APPELLO A GELMINI
(AGI) - Cosenza, 8 dic. - “Contro i tagli alla scuola e in difesa del tempo pieno”: sono migliaia le persone che hanno firmato un appello al ministro Gelmini. Lo rende noto l’on. Franco Laratta, del Pd. “Migliaia di firme quindi da San Giovanni in Fiore, nel cuore della Sila, anche a nome dei tanti comuni calabresi - afferma l’esponente del Pd - che soffriranno molto per i tagli sulla scuola. I docenti e genitori sono delusi e arrabbiati, ma non si arrendono. Nell’appello consegnato all’on. Laratta insieme a 4 mila firme si legge: “Noi docenti, operatori e genitori siamo stanchi e amareggiati di dover ogni volta difendere la nostra scuola, il nostro lavoro, il futuro dei nostri bambini. Appello di chi si e’ lungamente impegnato per migliorarla, peraltro riuscendoci benissimo visto che le classifiche specializzate pongono la scuola primaria italiana al secondo posto della graduatoria europee e all’ottavo posto di quella mondiale”. Ma da San Giovanni in Fiore, tra le prime realta’ italiane ad attivare il ‘tempo pieno’ nella scuola dell’obbligo, giunge la difesa di questo modello scolastico che e’ davvero all’avanguardia: “Per noi la scuola a tempo pieno e’ una quotidiana esperienza fatta di persone, luoghi, immagini reali di bambini e bambine, che abbiamo la possibilita’ di ascoltare, di conoscere, di seguire nel loro percorso di istruzione e di vita. Grazie al maggiore tempo-scuola abbiamo raccontato, inventato, letto, costruito, drammatizzato storie. Abbiamo realizzato piccoli e grandi progetti, accolto il bambino ” difficile ” , trasformato l’ arrivo del bambino straniero in occasione di confronto e di crescita. Abbiamo aiutato il bambino disabile e sostenuto i suoi genitori”. Infine nel documento i docenti, gli operatori e i genitori di San Giovanni in Fiore intendono difendere la scuola, non per difendere privilegi “come qualche politico maldestro ha avuto l’ardire o meglio la faccia tosta di affermare”. Gli insegnanti si definiscono persone che hanno studiato, lottato, che si sono formati e specializzati a proprie spese, che responsabilmente hanno accompagnato generazioni di bambini e ragazzini in un percorso di crescita e che non si sono certo arricchiti. Ora intendono soltanto difendere il loro lavoro, la loro professionalita’ e il futuro dei ragazzi”. (AGI)
SONDRIO
I genitori sono usciti con un documento che in sintesi esprime le motivazioni per la difesa di una “scuola che ci piace” e i perché del no al decreto Gelmini. (È possibile trovarne ampio stralcio su La Provincia del 13 novembre, consultabile on line)
Intanto, sulla base di tale documento, sta partendo una raccolta firme per genitori e cittadini di Campovico e Paniga, e forse già anche per Prati Grassi (le maestre di Campovico favoriranno una raccolta capillare in particolare nella settimana di fine novembre in cui sono previsti i colloqui individuali). Il passo successivo sarà quello di coinvolgere tutte le Scuole dell'infanzia e primarie del Comune di Morbegno, anche tramite un'assemblea, che si vorrebbe indire prima delle vacanze natalizie;
- i sindacati CISL e CGIL hanno organizzato due presidi con raccolta firme a Sondrio il giorno dello sciopero generale e il sabato successivo.
a cura della Segreteria di Scuola e Diritti
Tagli, niente più che tagli
Antonio di Petro, leader dell’Italia dei Valori, replica sul mensile SocialNews, diretto da Massimiliano Fanni Canelles, all’articolo del Ministro Gelmini sulla riforma scolastica
Otto miliardi di euro di tagli. E’ questo il risultato del lavoro portato avanti dal governo sulla scuola. Tagli, niente più che tagli. E’ difficile, a questo punto, avviare un confronto con chi, prima di ascoltare studenti e operatori del settore, propone una polpetta avvelenata di questo genere. Ma come si fa a dialogare con chi elimina le risorse economiche in un settore nevralgico per il futuro del Paese? Sappiamo tutti che il nostro sistema scolastico è stato per anni il fiore all’occhiello di tutta l’Europa. Sappiamo che i nostri ricercatori erano, e sono ancora oggi, richiestissimi all’estero.
Questo grazie ad un sistema scolastico che, pur tra mille falle, riusciva a rendere i nostri studenti competitivi e appetibili al mercato del lavoro. Il sistema, quindi, andava migliorato, adeguato alle richieste del mercato e, soprattutto, supportato da maggiori risorse economiche. Lo Stato ha il compito di dare un’istruzione a tutti i cittadini, offrire pari opportunità senza operare alcuna distinzione di censo.
Sono convinto che la scuola pubblica sia la cartina di tornasole di una sana democrazia. Garantire l’istruzione a tutti i cittadini è il compito di chi governa ed è l’investimento giusto per il futuro di un Paese. Questo esecutivo, invece, ha pensato di muoversi diversamente: ha promesso grandi rivoluzioni, ma, alla prova dei fatti, ha tolto le risorse necessarie. Può chi governa avere una visione così miope? Può non investire sull’istruzione dei nostri giovani? Non esagero se dico che un mancato investimento nella scuola pubblica potrebbe far gola soltanto a chi opera nel privato.
Non vorrei, infatti, che domani qualcuno ci dicesse che i fondi per la scuola pubblica saranno dirottati sugli istituti privati. Ci hanno fatto vedere il grembiulino, il voto in condotta, ma, non mi stancherò mai di dirlo, si sono rubati la polpa: 8 miliardi di euro. E sono stati mandati a casa 140 mila insegnanti. Per questo, noi dell’Italia dei Valori scenderemo in piazza per raccogliere le firme per un referendum contro la riforma Gelmini.Certo, i tagli approvati con l’ultima finanziaria rimarranno, ma la nostra battaglia sarà morale e di informazione. Mi spiego: in Parlamento i numeri della maggioranza sono schiaccianti ed abbiamo pochissimi spazi di manovra.
L’unica possibilità è affidata al risveglio delle coscienze, all’informazione corretta data ai cittadini che sono già scesi in piazza. Hanno protestato perchè non vogliono che il loro futuro venga ipotecato nei palazzi del potere. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che docenti e studenti debbano essere protagonisti di un cambiamento che riguarderà la loro vita e, più in generale, anche il futuro del nostro Paese. Ribadiamo che un settore tanto delicato e importante, come quello della scuola, non possa essere toccato dai tagli e, pertanto, ci batteremo dentro e fuori le istituzioni per rivendicare il diritto all’istruzione.
On. Antonio di Pietro,
già Ministro delle infrastrutture e dei lavori pubblici 8 dicembre 2008
Incontro a Senigallia sulla Riforma Gelmini
Iniziativa dei Gruppi Consiliari di maggioranzaPubblicato il 08-12-2008 41 0 0
“Scuola Pubblica di Sopravvivenza: come provare a tutelare la Scuola Pubblica a Senigallia dal ciclone Berlusconi - Tremonti - Gelmini”, questo il titolo dell’iniziativa organizzata per sabato 13 dicembre nella Sala del Trono del Palazzo Del Duca dai gruppi consiliari del Partito Democratico, Verdi per la Pace e Italia Dei Valori.
Obiettivo dei promotori dell’iniziativa è quello di coinvolgere la città in una riflessione collettiva per arrivare a definire una strategia condivisa capace di orientare un piano di azione locale volto a tutelare la scuola pubblica nella nostra città. continua
Sciopero generale 12 dicembre 2008
Tutte le iniziative delle varie città: http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/Piazze.htm
Etichette:
annuncio inizio raccolta firme,
calabria consegnato appello,
di pietro,
iniziative dicembre 2008,
laratta,
riforma gelmini,
sciopero 12 dicembre,
senigallia,
sondrio,
tagli scuola
sabato 1 novembre 2008
Pubblicata sulla GU la legge di conversione del decreto 137
di Reginaldo Palermo
E' la legge 169 ed è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2008. Deluso chi sperava in un ripensamento del Presidente della Repubblica. Resta aperta la strada del referendum abrogativo. Ma i problemi maggiori sono legati ai tempi di attuazione della legge.
Anche l’ultimo adempimento formale è stato assolto e adesso il decreto 137 è legge dello Stato a tutti gli effetti: il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 ottobre con il numero 169.
Chi sperava in un ripensamento del Presidente della Repubblica e in una sua decisione di rinviare il decreto alle Camere chiedendone il riesame è rimasto deluso e non può fare altro che iniziare a pensare ad un eventuale referendum.
Ma anche su questa ipotesi si stanno già manifestando dubbi e perplessità, persino all’interno della stessa opposizione.
L’Italia dei Valori non ha dubbi e considera quella del referendum la strada maestra per cancellare le norme sul maestro unico, ma proprio in queste ore Massimo D’Alema è intervenuto per sottolineare che i tempi sarebbero eccessivamente lunghi con il rischio di andare al voto quando la legge avrà già dispiegato i suoi effetti.
Un’altra strada che l’opposizione pensa di percorrere è quella del ricorso alla Corte costituzionale; ma anche in questo caso il percorso sarebbe molto lungo.
Non è detto però che l’applicazione della legge sia semplice e rapida.
Per diventare operativa, infatti, la norma sul maestro unico avrà bisogno di un apposito regolamento che necessita di tempi medio-lunghi; ed è molto probabile che tale regolamento non possa essere pronto per marzo quando dovranno essere definiti gli organici per il 2009/2010.
E’ possibile, dunque, che di maestro unico si inizi a parlare concretamente solo a partire dal 2010/2011, a meno che il Ministro non decida che per il prossimo anno si possa dare avvio ad una sperimentazione nazionale che però avrebbe bisogno del parere del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione.
Insomma, la conversione in legge del decreto 137 rischia di essere, per il Governo, una vera e propria “vittoria di Pirro”.
La Tecnica della scuola 31/10/2008
E' la legge 169 ed è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2008. Deluso chi sperava in un ripensamento del Presidente della Repubblica. Resta aperta la strada del referendum abrogativo. Ma i problemi maggiori sono legati ai tempi di attuazione della legge.
Anche l’ultimo adempimento formale è stato assolto e adesso il decreto 137 è legge dello Stato a tutti gli effetti: il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 ottobre con il numero 169.
Chi sperava in un ripensamento del Presidente della Repubblica e in una sua decisione di rinviare il decreto alle Camere chiedendone il riesame è rimasto deluso e non può fare altro che iniziare a pensare ad un eventuale referendum.
Ma anche su questa ipotesi si stanno già manifestando dubbi e perplessità, persino all’interno della stessa opposizione.
L’Italia dei Valori non ha dubbi e considera quella del referendum la strada maestra per cancellare le norme sul maestro unico, ma proprio in queste ore Massimo D’Alema è intervenuto per sottolineare che i tempi sarebbero eccessivamente lunghi con il rischio di andare al voto quando la legge avrà già dispiegato i suoi effetti.
Un’altra strada che l’opposizione pensa di percorrere è quella del ricorso alla Corte costituzionale; ma anche in questo caso il percorso sarebbe molto lungo.
Non è detto però che l’applicazione della legge sia semplice e rapida.
Per diventare operativa, infatti, la norma sul maestro unico avrà bisogno di un apposito regolamento che necessita di tempi medio-lunghi; ed è molto probabile che tale regolamento non possa essere pronto per marzo quando dovranno essere definiti gli organici per il 2009/2010.
E’ possibile, dunque, che di maestro unico si inizi a parlare concretamente solo a partire dal 2010/2011, a meno che il Ministro non decida che per il prossimo anno si possa dare avvio ad una sperimentazione nazionale che però avrebbe bisogno del parere del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione.
Insomma, la conversione in legge del decreto 137 rischia di essere, per il Governo, una vera e propria “vittoria di Pirro”.
La Tecnica della scuola 31/10/2008
Etichette:
approvato decreto gelmini,
di pietro,
legge 169 31 ottobre 2008,
pubblicato su gazzetta ufficiale dl 137,
referendum,
tempi attuazione lunghi
mercoledì 29 ottobre 2008
SCUOLA: SCIOPERO NAZIONALE 30 OTTOBRE PROGRAMMA MANIFESTAZIONE ROMA
Sciopero generale della scuola indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda e cortei in tutta Italia domani, giovedì 30 ottobre. Due cortei a Roma e uno a Milano. Parteciperanno Di Pietro, Ferrero, Vendola e Veltroni.
Il concentramento è previsto alle ore 9 in piazza della Repubblica. Il corteo giungerà in piazza del Popolo dove per la Cgil parlerà il segretario generale, Guglielmo Epifani. Anche il segretario generale della cisl, Raffaele Bonanni, parteciperà alla manifestazione. Oltre al corteo che partirà da Piazza della Repubblica, domani a Roma un ulteriore manifestazione partirà dall'Università La Sapienza. Alle nove dalla città universitaria un corteo di studenti si muoverà per raggiungere i dimostanti che aderiscono alla manifestazione indetta dai sindacati.
Gazebo Raccolta Firme Referendum Lodo Alfano: in Piazza del Popolo dall ore 9 sarà possibile firmare per il referendum recandosi ai gazebo dell'italia dei Valori
Giovedì sciopero nazionale e cortei
Polizia e carabinieri controlleranno tutto l'itinerario del percorso del primo corteo che si snoderà per via Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti per concludersi in piazza del Popolo dove avranno luogo i comizi dei leader sindacali. La conclusione del corteo, al termine del comizio a piazza del Popolo, è prevista per le 13.30 circa. A monitorare dall'alto l'andamento della manifestazione anche un elicottero della polizia. Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti delle scuole superiori di Roma che in questi giorni hanno animato la protesta contro il decreto Gelmini occupando licei e istituti.I partecipanti. Circa un migliaio di pullman partiranno dalle varie zone d'Italia per portare a Roma i manifestanti - 200 dalla Toscana li ha organizzati la sola Cgil, 150 dalla Campania e 150 dalla Puglia la Uil che ha chiesto alla questura il 'permessò per 700 autobus (35.000 persone). Almeno 7 treni speciali sono già stati previsti (oltre a navi dalla Sardegna) e altri viaggi collettivi sono stati organizzati dalle singole scuole, dalle Camere del Lavoro, per non contare le partenze fai da te. In testa al corteo dovrebbero esserci alcune scolaresche romane: bambini delle elementari, i principali destinatari delle novità introdotte. Per loro ci sarà una sorta di ludoteca itinerante. Bande musicali (anche di insegnanti di strumento musicale alle medie) contribuiranno alla colonna sonora della manifestazione che, come da copione, sarà visivamente condita con palloncini, bandiere, cappellini. Maxischermi per seguire l'evento romano saranno allestiti a Milano, Modena, Torino e, in diverse città, sfilate di lavoratori e studenti faranno da corollario al corteo romano che partirà da piazza della repubblica per approdare a piazza del Popolo, location scelta per i comizi finali. I leader politici. E' prevista la partecipazione di tanti politici, compresi Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro; sul palco prenderanno la parola i segretari generali dei cinque sindacati di categoria promotori dell'adunata. Chiuderà il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Il corteo sarà aperto da un furgone - sul pianale altoparlanti che alterneranno musica a slogan - e da uno striscione unitario «Uniti per la scuola di tutti». In prima linea sindacalisti, autorità, rappresentanti degli enti locali sindaci dei piccoli comuni (quelli a rischio accorpamento scuole) e gonfaloni. Lo spezzone studentesco, stando agli accordi, dovrebbe rimanere in coda al corteo, con uno striscione unitario che dovrebbe spazzar via, almeno alla vista, le contrapposizioni tra schieramenti di destra e sinistra che sono degenerate anche stamani, davanti al Senato, in scontri fisici. A loro si uniranno anche gli universitari che partiranno da La Sapienza. Hanno aderito alla manifestazione anche diversi rappresentanti della società civile, da Cittadinanzattiva al «cartello» di 19 associazioni, tra le quali Arci e Acli, che nei giorni scorsi si sono schierate apertamente con il mondo della scuola.I sindacati. «Ci aspettiamo - afferma alla vigilia dell'appuntamento romano il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - una grande partecipazione e che la piazza ribadisca non solo la volontà di opporsi alle politiche di questo Esecutivo, ma anche che venga rilanciata un'idea alternativa di istruzione che sia fatta di qualità e che assicuri a tutti il diritto di apprendere». «L'iniziativa indetta, tutta sindacale - aggiunge il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna - deve convincere il governo ad aprire un confronto per affrontare le due questioni centrali: le basse retribuzioni e un piano concordato che punti alla qualità e all'innovazione nella scuola pubblica, anzichè a tagli indiscriminati». Trasporto pubblico: 27 linee deviate. Al passaggio del corteo saranno deviate o limitate le linee: H, C2, 36, 40Express, 52, 53, 60Express, 61, 62, 63, 64, 70, 80Express, 84, 95, 116, 117, 119, 170, 175, 492, 590, 630, 910. Interessate dalla manifestazione anche la 'Linea Cinemà, in strada sino a venerdì per il Festival del Film di Roma, e le turistiche 110 Open e Archeobus. In caso di ulteriori necessità, dovute a motivi di ordine pubblico, gli ispettori del trasporto pubblico presenti alla manifestazione potranno modificare i singoli percorsi dei bus coinvolti. Tutte le informazioni sono disponibili al numero di Atac spa 0657003, operativo 24 ore su 24, anche nei giorni festivi, e sul sito Internet www.atac.roma.it.La stazione Spagna della linea A della metropolitana rimarrà chiusa dalle 12 sino «cessate esigenze», come ha reso noto la Prefettura per assicurare l'incolumità pubblica e il corretto deflusso dei partecipanti. Il corteo a Milano partirà alle 9. Partecipano alunni delle scuole superiori, studenti degli atenei cittadini (che si riuniranno alle 8.30 davanti alle Facoltà), insieme ai bambini, genitori e insegnanti delle primarie di ReteScuole. La manifestazione terminerà in piazza Santo Stefano, a lato della sede centrale dell'Università degli Studi di Milano. Gli studenti medi hanno annunciato che, dopo quanto accaduto oggi a Roma, dedicheranno la manifestazione alla memoria di Abduol Abba Guiebre, il ragazzo di colore ucciso lo scorso 14 settembre a Milano. I sindacati si troveranno in piazza Santo Stefano già dalle 10.30 per un presidio da cui è previsto un collegamento tv con Piazza del Popolo a Roma. Al termine della manifestazione, infine, i ragazzi degli atenei milanesi non escludono di muoversi poi in cortei più piccoli e improvvisati sull'esempio di quanto già fatto oggi in città.
(Il messaggero 29 ottobre 2008)
Il concentramento è previsto alle ore 9 in piazza della Repubblica. Il corteo giungerà in piazza del Popolo dove per la Cgil parlerà il segretario generale, Guglielmo Epifani. Anche il segretario generale della cisl, Raffaele Bonanni, parteciperà alla manifestazione. Oltre al corteo che partirà da Piazza della Repubblica, domani a Roma un ulteriore manifestazione partirà dall'Università La Sapienza. Alle nove dalla città universitaria un corteo di studenti si muoverà per raggiungere i dimostanti che aderiscono alla manifestazione indetta dai sindacati.
Gazebo Raccolta Firme Referendum Lodo Alfano: in Piazza del Popolo dall ore 9 sarà possibile firmare per il referendum recandosi ai gazebo dell'italia dei Valori
Giovedì sciopero nazionale e cortei
Polizia e carabinieri controlleranno tutto l'itinerario del percorso del primo corteo che si snoderà per via Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti per concludersi in piazza del Popolo dove avranno luogo i comizi dei leader sindacali. La conclusione del corteo, al termine del comizio a piazza del Popolo, è prevista per le 13.30 circa. A monitorare dall'alto l'andamento della manifestazione anche un elicottero della polizia. Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti delle scuole superiori di Roma che in questi giorni hanno animato la protesta contro il decreto Gelmini occupando licei e istituti.I partecipanti. Circa un migliaio di pullman partiranno dalle varie zone d'Italia per portare a Roma i manifestanti - 200 dalla Toscana li ha organizzati la sola Cgil, 150 dalla Campania e 150 dalla Puglia la Uil che ha chiesto alla questura il 'permessò per 700 autobus (35.000 persone). Almeno 7 treni speciali sono già stati previsti (oltre a navi dalla Sardegna) e altri viaggi collettivi sono stati organizzati dalle singole scuole, dalle Camere del Lavoro, per non contare le partenze fai da te. In testa al corteo dovrebbero esserci alcune scolaresche romane: bambini delle elementari, i principali destinatari delle novità introdotte. Per loro ci sarà una sorta di ludoteca itinerante. Bande musicali (anche di insegnanti di strumento musicale alle medie) contribuiranno alla colonna sonora della manifestazione che, come da copione, sarà visivamente condita con palloncini, bandiere, cappellini. Maxischermi per seguire l'evento romano saranno allestiti a Milano, Modena, Torino e, in diverse città, sfilate di lavoratori e studenti faranno da corollario al corteo romano che partirà da piazza della repubblica per approdare a piazza del Popolo, location scelta per i comizi finali. I leader politici. E' prevista la partecipazione di tanti politici, compresi Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro; sul palco prenderanno la parola i segretari generali dei cinque sindacati di categoria promotori dell'adunata. Chiuderà il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Il corteo sarà aperto da un furgone - sul pianale altoparlanti che alterneranno musica a slogan - e da uno striscione unitario «Uniti per la scuola di tutti». In prima linea sindacalisti, autorità, rappresentanti degli enti locali sindaci dei piccoli comuni (quelli a rischio accorpamento scuole) e gonfaloni. Lo spezzone studentesco, stando agli accordi, dovrebbe rimanere in coda al corteo, con uno striscione unitario che dovrebbe spazzar via, almeno alla vista, le contrapposizioni tra schieramenti di destra e sinistra che sono degenerate anche stamani, davanti al Senato, in scontri fisici. A loro si uniranno anche gli universitari che partiranno da La Sapienza. Hanno aderito alla manifestazione anche diversi rappresentanti della società civile, da Cittadinanzattiva al «cartello» di 19 associazioni, tra le quali Arci e Acli, che nei giorni scorsi si sono schierate apertamente con il mondo della scuola.I sindacati. «Ci aspettiamo - afferma alla vigilia dell'appuntamento romano il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - una grande partecipazione e che la piazza ribadisca non solo la volontà di opporsi alle politiche di questo Esecutivo, ma anche che venga rilanciata un'idea alternativa di istruzione che sia fatta di qualità e che assicuri a tutti il diritto di apprendere». «L'iniziativa indetta, tutta sindacale - aggiunge il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna - deve convincere il governo ad aprire un confronto per affrontare le due questioni centrali: le basse retribuzioni e un piano concordato che punti alla qualità e all'innovazione nella scuola pubblica, anzichè a tagli indiscriminati». Trasporto pubblico: 27 linee deviate. Al passaggio del corteo saranno deviate o limitate le linee: H, C2, 36, 40Express, 52, 53, 60Express, 61, 62, 63, 64, 70, 80Express, 84, 95, 116, 117, 119, 170, 175, 492, 590, 630, 910. Interessate dalla manifestazione anche la 'Linea Cinemà, in strada sino a venerdì per il Festival del Film di Roma, e le turistiche 110 Open e Archeobus. In caso di ulteriori necessità, dovute a motivi di ordine pubblico, gli ispettori del trasporto pubblico presenti alla manifestazione potranno modificare i singoli percorsi dei bus coinvolti. Tutte le informazioni sono disponibili al numero di Atac spa 0657003, operativo 24 ore su 24, anche nei giorni festivi, e sul sito Internet www.atac.roma.it.La stazione Spagna della linea A della metropolitana rimarrà chiusa dalle 12 sino «cessate esigenze», come ha reso noto la Prefettura per assicurare l'incolumità pubblica e il corretto deflusso dei partecipanti. Il corteo a Milano partirà alle 9. Partecipano alunni delle scuole superiori, studenti degli atenei cittadini (che si riuniranno alle 8.30 davanti alle Facoltà), insieme ai bambini, genitori e insegnanti delle primarie di ReteScuole. La manifestazione terminerà in piazza Santo Stefano, a lato della sede centrale dell'Università degli Studi di Milano. Gli studenti medi hanno annunciato che, dopo quanto accaduto oggi a Roma, dedicheranno la manifestazione alla memoria di Abduol Abba Guiebre, il ragazzo di colore ucciso lo scorso 14 settembre a Milano. I sindacati si troveranno in piazza Santo Stefano già dalle 10.30 per un presidio da cui è previsto un collegamento tv con Piazza del Popolo a Roma. Al termine della manifestazione, infine, i ragazzi degli atenei milanesi non escludono di muoversi poi in cortei più piccoli e improvvisati sull'esempio di quanto già fatto oggi in città.
(Il messaggero 29 ottobre 2008)
domenica 26 ottobre 2008
Scuola/ Di Pietro: Contestazioni prima crepa nella maggioranza. Berlusconi: il DL non si tocca

Fondamentale continuare per far aprire occhi su tenuta democrazia
SCUOLA: BERLUSCONI, ANDIAMO AVANTI CON DL GELMINI
Milano, 26 ott. (Apcom) - Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ritiene che le contestazioni contro i provvedimenti del Governo sulla scuola e sull'università, non indurranno certo la maggioranza a fare marcia indietro, ma nel lungo periodo saranno fondamentali perchè rappresentano "una prima crepa nella diga" costruita dalla maggioranza e dal suo "gruppo di potere".
"Nel breve termine - ha detto l'ex pm rivolto a una platea di studenti e militanti dell'Idv in un convegno sulla riforma Gelmini - la legge non ve la toglie nessuno, ma la contestazione permetterà di aprire gli occhi a tutti quanti". Nel complesso, secondo Di Pietro, quella presentata dal Governo sulla scuola "è una legge sbagliata sulla quale molti italiani potranno e dovranno riflettere. Per questo la contestazione è fondamentale, non tanto per il fatto 'Gelmini sì o Gelmini no' ma per la tenuta della democrazia di questo Paese. Per questo nessuna formazione politica deve metterci il cappello sopra".
Di Pietro ha rilevato che proprio sulla scuola "Berlusconi si è arrabbiato per la prima volta. Ha detto 'è colpa dei giornali', ma sono tutti suoi. Per la prima volta si è reso conto di una informazione orizzontale che non controlla più".
Di Pietro si è detto pessimista anche sulla possibilità che l'opposizione possa incidere sui decreti attuativi, ma ha ribadito infine che sul tema "della scuola, dell'istruzione e della formazione possiamo costruire non solo un'opposizione oggi, ma un futuro domani. Far comprendere ai cittadini che in gioco è la democrazia".
Milano, 26 ott. (Apcom) - Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ritiene che le contestazioni contro i provvedimenti del Governo sulla scuola e sull'università, non indurranno certo la maggioranza a fare marcia indietro, ma nel lungo periodo saranno fondamentali perchè rappresentano "una prima crepa nella diga" costruita dalla maggioranza e dal suo "gruppo di potere".
"Nel breve termine - ha detto l'ex pm rivolto a una platea di studenti e militanti dell'Idv in un convegno sulla riforma Gelmini - la legge non ve la toglie nessuno, ma la contestazione permetterà di aprire gli occhi a tutti quanti". Nel complesso, secondo Di Pietro, quella presentata dal Governo sulla scuola "è una legge sbagliata sulla quale molti italiani potranno e dovranno riflettere. Per questo la contestazione è fondamentale, non tanto per il fatto 'Gelmini sì o Gelmini no' ma per la tenuta della democrazia di questo Paese. Per questo nessuna formazione politica deve metterci il cappello sopra".
Di Pietro ha rilevato che proprio sulla scuola "Berlusconi si è arrabbiato per la prima volta. Ha detto 'è colpa dei giornali', ma sono tutti suoi. Per la prima volta si è reso conto di una informazione orizzontale che non controlla più".
Di Pietro si è detto pessimista anche sulla possibilità che l'opposizione possa incidere sui decreti attuativi, ma ha ribadito infine che sul tema "della scuola, dell'istruzione e della formazione possiamo costruire non solo un'opposizione oggi, ma un futuro domani. Far comprendere ai cittadini che in gioco è la democrazia".
SCUOLA: BERLUSCONI, ANDIAMO AVANTI CON DL GELMINI
"Andiamo avanti", anche perche' le critiche al decreto Gelmini "sono strumentali". Cosi' il premier Silvio Berlusconi replica all'appello lanciato ieri dal leader Pd, Walter Veltroni, di ritirare il decreto sulla scuola e aprire un confronto. "Andiamo avanti a governare - spiega Berlusconi - a fare le cose di buon senso che sono nel programma, qualunque cosa dica Veltroni o chiunque altro dell'opposizione. Hanno usato strumentalmente la scuola, pensate all'universita' dove non abbiamo ancora fatto nulla e gia' hanno mosso critiche e studenti nelle strade con strumentalizzazioni difficilmente definibili". (AGI) - Roma, 26 ott. -
CIRCO MASSIMO: DELUSI DA VELTRONI, IN PIAZZA PER IL PD
Di Roberta Lerici
Strana la "piazza" di oggi. C'erano tutti, (almeno un milione di persone) perchè tutti sanno che a questo governo bisogna opporsi. Ma se dovessi dire quale fosse lo stato d'animo del popolo del PD, l'ultimo aggettivo che mi verrebbe in mente sarebbe "sereno". Non c'era serenità al Circo Massimo, ma persone preoccupate. Preoccupate per il futuro, preoccupate per il presente. C'era il gazebo del Manifesto, che rischia di chiudere, e raccoglieva offerte, c'era il gazebo dei socialisti che raccoglievano firme, ma erano troppo lontani per capire cosa chiedessero di firmare. Preso d'assalto il gazebo dell'IDV per la raccolta firme del referendum contro il Lodo Alfano, quello che Veltroni non appoggia ma Parisi sì. Il popolo del PD non obbedisce ai dettami del capo e firma contro il Lodo Alfano, chiede se c'è anche Di Pietro, (sotto il gazebo anche lui tutto il giorno). Vuole che PD e IDV siano alleati, come dimostra il sondaggio commissionato da Repubblica. Sono più responsabili e lungimiranti del loro leader. In Parlamento ci sono solo le loro due forze: a che pro smarcarsi per fare "un'opposizione diversa"? Anche Casini ha annunciato di non scendere in piazza perchè "l'UDC è diversa, l'opposizione la fa in parlamento". Davvero? E come fa a farla se sono in quattro? Se ognuno dei partiti di opposizione dicesse, "La nostra è un'opposizione diversa", sparirebbe anche quella poca opposizione che si può fare quando i numeri sono così impietosi. Io credo che oggi "essere diversi" sia una colpa imperdonabile. E poi, diversi da chi? I mille distinguo sul come-fare-cosa, hanno portato alla situazione attuale. Una situazione dove il leader del PD oggi riceve un'ovazione per aver detto che "l'Italia è un paese antifascista". E' questa la frase simbolo della giornata, quella che dovrebbe farci capire quanti passi indietro abbia fatto la nostra democrazia negli ultimi mesi. Voglia di manifestare insieme, tanta. C'erano anche i comitati "No Dal Molin" con uno striscione di 30 metri. C'erano tanti ragazzi, ma tanti erano anche gli ultraquarantenni tornati a manifestare dopo anni. Parla solo Veltroni. Archiviato Jovanotti, si chiude con l'inno di Mameli. Forse l'Italia s'è desta. E Berlinguer sembra così lontano...
Il discorso di Veltroni (versione integrale)
autore R.Lerici-25 ottobre 2008- Questo articolo è riproducibile a condizione che si citi autore e link attivo www.bambinicoraggiosidue.blogspot.com
Strana la "piazza" di oggi. C'erano tutti, (almeno un milione di persone) perchè tutti sanno che a questo governo bisogna opporsi. Ma se dovessi dire quale fosse lo stato d'animo del popolo del PD, l'ultimo aggettivo che mi verrebbe in mente sarebbe "sereno". Non c'era serenità al Circo Massimo, ma persone preoccupate. Preoccupate per il futuro, preoccupate per il presente. C'era il gazebo del Manifesto, che rischia di chiudere, e raccoglieva offerte, c'era il gazebo dei socialisti che raccoglievano firme, ma erano troppo lontani per capire cosa chiedessero di firmare. Preso d'assalto il gazebo dell'IDV per la raccolta firme del referendum contro il Lodo Alfano, quello che Veltroni non appoggia ma Parisi sì. Il popolo del PD non obbedisce ai dettami del capo e firma contro il Lodo Alfano, chiede se c'è anche Di Pietro, (sotto il gazebo anche lui tutto il giorno). Vuole che PD e IDV siano alleati, come dimostra il sondaggio commissionato da Repubblica. Sono più responsabili e lungimiranti del loro leader. In Parlamento ci sono solo le loro due forze: a che pro smarcarsi per fare "un'opposizione diversa"? Anche Casini ha annunciato di non scendere in piazza perchè "l'UDC è diversa, l'opposizione la fa in parlamento". Davvero? E come fa a farla se sono in quattro? Se ognuno dei partiti di opposizione dicesse, "La nostra è un'opposizione diversa", sparirebbe anche quella poca opposizione che si può fare quando i numeri sono così impietosi. Io credo che oggi "essere diversi" sia una colpa imperdonabile. E poi, diversi da chi? I mille distinguo sul come-fare-cosa, hanno portato alla situazione attuale. Una situazione dove il leader del PD oggi riceve un'ovazione per aver detto che "l'Italia è un paese antifascista". E' questa la frase simbolo della giornata, quella che dovrebbe farci capire quanti passi indietro abbia fatto la nostra democrazia negli ultimi mesi. Voglia di manifestare insieme, tanta. C'erano anche i comitati "No Dal Molin" con uno striscione di 30 metri. C'erano tanti ragazzi, ma tanti erano anche gli ultraquarantenni tornati a manifestare dopo anni. Parla solo Veltroni. Archiviato Jovanotti, si chiude con l'inno di Mameli. Forse l'Italia s'è desta. E Berlinguer sembra così lontano...
Il discorso di Veltroni (versione integrale)
autore R.Lerici-25 ottobre 2008- Questo articolo è riproducibile a condizione che si citi autore e link attivo www.bambinicoraggiosidue.blogspot.com
Etichette:
berlinguer,
circo massimo 25 ottobre,
di pietro,
inno mameli,
italia è antifascista,
no dal molin,
opposizione diversa,
pd,
referendum lodo alfano,
serena,
testo integrale discorso veltroni
venerdì 24 ottobre 2008
25 ottobre, manifestazione PD: "chi ha detto cosa"
Hanno detto.../ commenti in pillole
Mentre Walter Veltroni è convinto di aver portato in piazza l'Italia "che unisce", ma attacca "il Paese è migliore della destra che lo governa", il premier Silvio Berlusconi criticando un'opposizione che manifesta in un momento difficile del Paese, quando invece, dovrebbe sostenere le scelte del governo. E poi, Massimo D'Alema che è certo che da oggi il Pd sarà più forte, mentre il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, sceglie di "lasciare la piazza ai demagoghi" o ancora il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro che è pronto a lavorare per l'"unità nazionale di tutta l'opposizione". E' ancora la guerra dei numeri sulle presenze al Circo Massimo.
Ecco, in pillole, cosa i big della politica hanno detto del 'Pd Day':
WALTER VELTRONI - In piazza c'é l'Italia che unisce. E' la più grande manifestazione di partito svolta da molti anni a questa parte in Italia. Il Paese è meglio della destra che lo governa. Ma un'altra Italia è possibile e la faremo insieme.
SILVIO BERLUSCONI - Scendono in piazza ora che dovremmo essere uniti. Invidio i socialdemocratici degli altri Paesi. Dovrà passare una generazione prima di avere una sinistra democratica da noi. Non ci sarà nessun cambiamento nell'azione del governo perché questa è una manifestazione per uso interno alla sinistra. Interna corporis, per le loro divisioni e per marciare contro il governo.
GIANFRANCO FINI - Qualsiasi manifestazione quando si svolge in modo civile è contributo al dibattito politico.
ANTONIO DI PIETRO - Oggi è il giorno dell' unità nazionale di tutte le opposizioni per proporre un'alternativa possibile di governo del Paese.
LORENZO CESA - La nostra opposizione non è in piazza ma in Parlamento.
MASSIMO D'ALEMA - Oggi il Pd è più forte. Lo era già prima ma non in maniera così evidente. La luna di miele, l'idillio di Berlusconi con il Paese è finita. Ora il governo ascolti le nostre proposte.
FRANCO MARINI - Era un po' che non manifestavo, per cui mi sento eccitato. Questa è una forma straordinaria di esercizio della democrazia.
DARIO FRANCESCHINI - Berlusconi è patetico e impaurito, se venisse qui vedrebbe un popolo enorme che va ben oltre i militanti del Pd.
MASSIMO CACCIARI - Lascio la scena ai demagoghi: ai Veltroni e ai Berlusconi a destra e a sinistra. Della manifestazione non me ne frega niente.
PIERO FASSINO - Una grandissima e straordinaria manifestazione di popolo.
ANNA FINOCCHIARO - Gli strilli della maggioranza confermano che la nostra manifestazione li ha spaventati.
FRANCESCO RUTELLI - Quella di oggi è una grande prova di libertà e l'occasione per far ascoltare la voce di un'Italia che vuole crescere ma anche criticare.
ARTURO PARISI - Sono qui da militante. I democratici sanno scaldarsi senza bruciarsi, quel fuoco si chiama passione per la democrazia.
ROSY BINDI - Il governo ascolti questa parte del Paese senza denigrare l'opposizione.
ROBERTO COTA - Veltroni dimostra ancora una volta di essere lontano dalla gente.
FABRIZIO CICCHITTO - Due milioni e mezzo di persone è il sogno di una notte di mezza estate...
GIANNI ALEMANNO - Ho un sospetto: che questa sia una manifestazione conservatrice, finalizzata a non far cambiare l'Italia.
ITALO BOCCHINO - Più che il Pd day sembra il giorno della resa dei conti interna al Partito Democratico.
DANIELE CAPEZZONE - Pd parla di 2 milioni e mezzo di persone. Possibile? se il Circo Massimo fosse un garage di 8 piani...
MAURIZIO GASPARRI - Le immagini dall'alto certificano il flop della manifestazione.
ARMANDO COSSUTTA - Questa manifestazione contribuirà a dare vigore alla battaglia democratica.
GAVINO ANGIUS - Veltroni ha fatto un grande discorso.
GRAZIA FRANCESCATO - Siamo qui per rilanciare il tema del centrosinistra.
Mentre Walter Veltroni è convinto di aver portato in piazza l'Italia "che unisce", ma attacca "il Paese è migliore della destra che lo governa", il premier Silvio Berlusconi criticando un'opposizione che manifesta in un momento difficile del Paese, quando invece, dovrebbe sostenere le scelte del governo. E poi, Massimo D'Alema che è certo che da oggi il Pd sarà più forte, mentre il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, sceglie di "lasciare la piazza ai demagoghi" o ancora il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro che è pronto a lavorare per l'"unità nazionale di tutta l'opposizione". E' ancora la guerra dei numeri sulle presenze al Circo Massimo.
Ecco, in pillole, cosa i big della politica hanno detto del 'Pd Day':
WALTER VELTRONI - In piazza c'é l'Italia che unisce. E' la più grande manifestazione di partito svolta da molti anni a questa parte in Italia. Il Paese è meglio della destra che lo governa. Ma un'altra Italia è possibile e la faremo insieme.
SILVIO BERLUSCONI - Scendono in piazza ora che dovremmo essere uniti. Invidio i socialdemocratici degli altri Paesi. Dovrà passare una generazione prima di avere una sinistra democratica da noi. Non ci sarà nessun cambiamento nell'azione del governo perché questa è una manifestazione per uso interno alla sinistra. Interna corporis, per le loro divisioni e per marciare contro il governo.
GIANFRANCO FINI - Qualsiasi manifestazione quando si svolge in modo civile è contributo al dibattito politico.
ANTONIO DI PIETRO - Oggi è il giorno dell' unità nazionale di tutte le opposizioni per proporre un'alternativa possibile di governo del Paese.
LORENZO CESA - La nostra opposizione non è in piazza ma in Parlamento.
MASSIMO D'ALEMA - Oggi il Pd è più forte. Lo era già prima ma non in maniera così evidente. La luna di miele, l'idillio di Berlusconi con il Paese è finita. Ora il governo ascolti le nostre proposte.
FRANCO MARINI - Era un po' che non manifestavo, per cui mi sento eccitato. Questa è una forma straordinaria di esercizio della democrazia.
DARIO FRANCESCHINI - Berlusconi è patetico e impaurito, se venisse qui vedrebbe un popolo enorme che va ben oltre i militanti del Pd.
MASSIMO CACCIARI - Lascio la scena ai demagoghi: ai Veltroni e ai Berlusconi a destra e a sinistra. Della manifestazione non me ne frega niente.
PIERO FASSINO - Una grandissima e straordinaria manifestazione di popolo.
ANNA FINOCCHIARO - Gli strilli della maggioranza confermano che la nostra manifestazione li ha spaventati.
FRANCESCO RUTELLI - Quella di oggi è una grande prova di libertà e l'occasione per far ascoltare la voce di un'Italia che vuole crescere ma anche criticare.
ARTURO PARISI - Sono qui da militante. I democratici sanno scaldarsi senza bruciarsi, quel fuoco si chiama passione per la democrazia.
ROSY BINDI - Il governo ascolti questa parte del Paese senza denigrare l'opposizione.
ROBERTO COTA - Veltroni dimostra ancora una volta di essere lontano dalla gente.
FABRIZIO CICCHITTO - Due milioni e mezzo di persone è il sogno di una notte di mezza estate...
GIANNI ALEMANNO - Ho un sospetto: che questa sia una manifestazione conservatrice, finalizzata a non far cambiare l'Italia.
ITALO BOCCHINO - Più che il Pd day sembra il giorno della resa dei conti interna al Partito Democratico.
DANIELE CAPEZZONE - Pd parla di 2 milioni e mezzo di persone. Possibile? se il Circo Massimo fosse un garage di 8 piani...
MAURIZIO GASPARRI - Le immagini dall'alto certificano il flop della manifestazione.
ARMANDO COSSUTTA - Questa manifestazione contribuirà a dare vigore alla battaglia democratica.
GAVINO ANGIUS - Veltroni ha fatto un grande discorso.
GRAZIA FRANCESCATO - Siamo qui per rilanciare il tema del centrosinistra.
Iscriviti a:
Post (Atom)