Vediamo cosa dice il documento. Il 9 ottobre del 2009 la società Colari, il gestore di Malagrotta, deposita alla Regione Lazio la richiesta di autorizzazione ambientale per trasformare l'ex cava in un impianto di rifiuti urbani e assimilabili. L'istruttoria dei tecnici di via del Caravaggio è fulminea: il 13 ottobre, appena quattro giorni dopo, rispondono ufficialmente che la domanda non può essere accolta perché il sito è all'interno di un'area definita “paesaggio naturale di continuità, ove non è consentita la realizzazione di nuove discariche”. E aggiungono “che è a rischio paesaggistico e che è destinato a progetti di conservazione”. Quindi invitano la società a riprendersi tutta la documentazione: una pietra tombale.
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giovedì 20 ottobre 2011
Discarica Riano: la Regione aveva detto no nel 2009
Vediamo cosa dice il documento. Il 9 ottobre del 2009 la società Colari, il gestore di Malagrotta, deposita alla Regione Lazio la richiesta di autorizzazione ambientale per trasformare l'ex cava in un impianto di rifiuti urbani e assimilabili. L'istruttoria dei tecnici di via del Caravaggio è fulminea: il 13 ottobre, appena quattro giorni dopo, rispondono ufficialmente che la domanda non può essere accolta perché il sito è all'interno di un'area definita “paesaggio naturale di continuità, ove non è consentita la realizzazione di nuove discariche”. E aggiungono “che è a rischio paesaggistico e che è destinato a progetti di conservazione”. Quindi invitano la società a riprendersi tutta la documentazione: una pietra tombale.
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