Visualizzazione post con etichetta bertolaso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bertolaso. Mostra tutti i post

martedì 6 dicembre 2011

TERREMOTO L'AQUILA, LETTA SCRISSE A BERTOLASO:"AIUTA GLI AMICI DI VERDINI"


Terremoto, Letta scrisse a Bertolaso "Caro Guido, aiuta gli amici di Verdini"

Terremoto, Letta scrisse a Bertolaso: "Caro Guido, aiuta gli amici di Verdini"

Nuova inchiesta sugli appalti per la ricostruzione post-sisma, ancora una volta sul ruolo del consorzio Federico II in cui aveva interessi il coordinatore del Pdl. Al centro del ricorso della Procura in Cassazione, il messaggio dell'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio all'ex capo della Protezione civile. "Semplice raccomandazione", per il Gup. "Serrata attività di condizionamento", secondo il sostituto procuratore

di GIUSEPPE CAPORALE
L'AQUILA  -  C'è una lettera di raccomandazione sotto inchiesta. E' una lettera firmata da Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con il governo Berlusconi. Venti righe su carta intestata del sottosegretario per favorire un gruppo di imprenditori negli affari del post-terremoto. Venti righe che ora sono oggetto di indagine da parte della Procura dell'Aquila.

GUARDA LA LETTERA 1

Il destinatario della lettera è Guido Bertolaso, all'epoca capo del dipartimento della Protezione Civile (struttura sotto la direzione della Presidenza del Consiglio). L'obiettivo è aiutare gli amici di un amico speciale, specifica lo stesso Letta nel documento - "come potrai facilmente immaginare, non posso sottrarmi a tale richiesta..." - Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl.

L'impresa da aiutare è  -  ancora una volta  -  il consorzio Federico II, ovvero il raggruppamento di società che aveva al suo interno Riccardo Fusi, imprenditore (amico e in passato anche socio di Verdini) e una serie di imprese abruzzesi legate alla Carispaq, banca del territorio aquilano. Non solo Fusi secondo le verifiche dei Ros risulta debitore per una cifra intorno ai 20 milioni di euro nei confronti del Credito Cooperativo Fiorentino, presieduto all'epoca dei fatti proprio da Verdini.

La lettera. "Caro Guido, come ho avuto modo di accennarti per telefono l'altro giorno, l'onorevole Denis Verdini mi ha presentato un gruppo di imprenditori aquilani che insieme ad una grande impresa nazionale, hanno dato vita al consorzio Federico II, per la ricostruzione dell'Abruzzo. Adesso, a pochi giorni dall'incontro, lo stesso Verdini mi sollecita di nuovo il contatto con te (o con la tua struttura) e come potrai facilmente immaginare, non posso sottrarmi a tale richiesta. Nell'appunto che ti invio troverai la descrizione degli obiettivi e delle finalità del consorzio e il profilo delle imprese locali e nazionali che hanno dato vita all'iniziativa. 

Ti sarò grato perciò, se per non deludere Denis Verdini, potrai dedicare a questi imprenditori dieci minuti del tuo preziosissimo tempo per poi affidarli a chi riterrai possa diventare il loro interlocutore istituzionale. Sicuro della tua comprensione, ti chiedo scusa per il fastidio e ti ringrazio di cuore. Perdonami e grazie (scritto a mano, ndr). Gianni Letta". E poi ancora a penna "Gianni".

Verdini e Fusi, già prosciolti per la raccomandazione. Proprio per la vicenda degli appalti del consorzio Federico II negli affari post-sisma, Verdini e Fusi sono stati prima indagati e poi prosciolti dal tribunale dell'Aquila perché "il fatto non sussiste". Secondo il giudice per le udienze preliminari Romano Gargarella  -  che si è pronunciato a riguardo appena il mese scorso - quella di Verdini per l'imprenditore Fusi fu una "mera raccomandazione" non prefigurabile come reato penale. Ma contro questa decisione il sostituto procuratore Stefano Gallo ora ha presentato ricorso in Cassazione puntando come elemento centrale proprio sulla missiva, svelando così anche una parte della nuova indagine che stavolta vede al centro Letta.

Il pm: "portata dirompente dei nuovi documenti"
. "Bisogna tener conto della portata dirompente dei nuovi documenti depositati", scrive Gallo nel ricorso in Cassazione producendo la lettera di Letta. "I termini usati dal potente sottosegretario di Stato sono assolutamente significativi della concreta possibilità dell'onorevole Denis Verdini di incidere sulle scelte degli apparati dello Stato in ordine all'affidamento dei lavori post-terremoto" scrive nel ricorso. E aggiunge: "Come va interpretato il non posso sottrarmi alla richiesta?". Così la lettera di Letta oltre a essere alla base del nuovo fascicolo potrebbe far riaprire l'inchiesta su Fusi e Verdini, oltre che chiamare nuovamente in causa Guido Bertolaso. E il sostituto procuratore Gallo  -  come annunciato nel ricorso  -  ha intenzione di interrogare sia Letta che Bertolaso per verificare la veridicità della lettera.

Ma per Gup la lettera di Letta è solo una raccomandazione. Il nuovo documento, in realtà, era stato già depositato all'ultima udienza per la vicenda Verdini e Fusi, ma il giudice Gargarella aveva derubricato anche questo documento come prova di "mera raccomandazione". Per la procura dell'Aquila invece è la dimostrazione del tentato condizionamento di alcuni appalti post-terremoto. Per i magistrati infatti, seppure la missiva pare sia arrivata in procura in forma anonima, è "vera". Gli inquirenti al riguardo hanno già eseguito una perizia sulla grafia dello scritto ed è risultata chiaramente riconducibile a Letta. Così come sono "perfettamente coincidenti" date e altre circostanze citate nella lettera e poi riscontrate nelle intercettazioni e nelle informative dei carabinieri del Ros.

L'altra prova: la mail di Verdini a Letta. Non solo, la procura ha in mano anche molti altri documenti.
Tra questi, un'altra lettera questa volta inviata da Verdini (attraverso la mail del credito fiorentino) a Letta e datata sempre 22 maggio: "Caro Gianni, a seguito dell'incontro con Fusi, presidente della Baldassini Tognozzi Pontello s. p. a., Ettore Barattelli (dell'omonima azienda), il direttore della cassa di risparmio dell'Aquila Rinaldo Tordera e il suo vice Angelo Fracassi, ti invio l'informativa sul consorzio Federico II come tu mi avevi richiesto. Ti prego di contattarmi al più presto perché tutti i partecipanti all'incontro sono rimasti favorevolmente impressionati dalla tua cortesia e dal tuo sincero interessamento, che corrisponde al loro sentimento di abruzzesi. Potrai notare l'enorme professionalità e potenzialità del consorzio e il forte radicamento territoriale e come ricorderai, il prezioso sostegno della cassa di risparmio dell'Aquila. Denis Verdini".

venerdì 23 gennaio 2009

COMITATI CHIAIANO: LA BATTAGLIA PER LA VERITA' SBARCA A BRUXELLES

Di Roberta Lerici*

Ieri sera a Porta a Porta, Francesco Rutelli stigmatizzava il fatto che un governo deve avere il coraggio delle proprie azioni e che, se si arriva alla conclusione che in qualche posto serve una discarica, "la discarica si fa e basta". Ecco, mi piacerebbe che gli esponenti politici che affrontano il tema rifiuti, prima di parlare si informassero bene sui termini del problema. Siamo partiti qualche mese fa con Veltroni che definiva le proteste dei cittadini di Chiaiano e Marano, come un mero "Not in my backyard". Già allora trovai strano questo giudizio così prematuro rispetto alle analisi che dovevano ancora essere effettuate. Perchè prendersela con i cittadini, se tra quei cittadini ci sono persone esperte come il geologo, professor Ortolani? Non sarebbe stato meglio essere più cauti? E non sarebbe meglio, oggi, prima di parlare di discariche da "fare e basta", informarsi su cosa sta accadendo? Informarsi sulle frane, gli smottamenti, i rischi che corrono i lavoratori della cava, ecc.? I rappresentanti della società civile, delle istituzioni, un geologo e un consigliere dell'IDV, sono stati ricevuti a Bruxelles e hanno illustrato la drammatica situazione della cava di Chiaiano dove, ricordiamo, è stata trovata anche una enorme quantità di amianto. Questa è la relazione sull'incontro. Tutte le informazioni e il video, potrete trovarle sul sito www.chiaianodiscarica.it. Io mi occupo di infanzia e forse qualcuno troverà strano che parli di discariche, ma in quelle zone ci sono anche bambini che per l'altissimo inquinamento della zona si sono ammalati, per non parlare di tutte le persone che sono morte. Ritengo, quindi, importante diffondere le notizie che riguardano questa battaglia per la salute e per la verità.

*Roberta Lerici responsabile politiche Infanzia IDV

Il 21/01/2009 una delegazione composta da rappresentanti delle istruzioni, dei tecnici e della società civile ha incontrato un gruppo di europarlamentari, giornalisti e dirigenti della direzione generale ambiente.

La delegazione di Napoli era composta da:

- Giovan Battista De Medici, geologo professore ordinario alla Federico II di Napoli

- Salvatore Perrotta, sindaco di Marano

- Carlo Migliaccio, consigliere comunale dell’ “Italia dei Valori”, presidente della commissione ambiente del comune di Napoli

- Massimo Esposito, come esponente della società civile del Presidio Permanente di Chiaiano.


INTERVENTI

Il Prof De Medici ha spiegato quanto le modalità sia della localizzazione dei siti dove devono essere realizzate le discariche, sia la loro realizzazione non seguono logiche tecniche. La documentazione esibita infatti, dimostra che è ancora ignota la logica di individuazione dei siti dove realizzare discariche, altri siti erano stati individuati da De Medici e dal suo staff quando venne chiamato dal commissariato di governo “perchè in grande difficoltà di competenze professionali” come essi stessi dichiararono.

Sono state spiegate le relazioni di De Medici ed Ortolani fatte sulla cava di Chiaiano e mostrato, anche con documenti video, quanto tutte le più nefaste previsioni tecniche da loro effettuate, sono state superate dagli eventi che si stanno verificando durante l’allestimento della discarica di Chiaiano da parte del sottosegretariato di governo (allagamenti, frane, ritrovamento di ingenti quantitativi di rifiuti tossici, asse viario alternativo proclamato e non individuato, etc.).

Il prof De Medici ha evidenziato il palese conflitto di interessi di Bertolaso, che è allo stesso tempo capo della protezione civile e sottosegretario di governo all’emergenza rifiuti.

Il Sindaco di Marano dott. Perrotta ha informato della rimozione delle più elementari regole legali e democratiche, quando il sottosegretariato impedisce ad essi la partecipazione attiva mediante la negazione dell’accesso libero al sito, la visione della documentazione ufficiale delle sua realizzazione e degli interventi adottati sulla rimozione delle diecimila tonnellate di amianto rinvenuti a quaranta metri della costruenda discarica.

Il dott. Perrotta, inoltre, ha denunciato lo sconfinamento sul suolo del comune di Marano senza alcuna richiesta ne informativa da parte del suddetto cantiere.

Questo nonostante la volontà di collaborare a risolvere la cosiddetta emergenza rifiuti avendo richiesto nel comune di Marano la realizzazione di un sito di compostaggio, molto utile e necessario, soprattutto alla luce del fatto che, attualmente l’umido viene smaltito in Sicilia, con un enorme dispendio di danaro pubblico e notevoli difficoltà logistiche.

Il consigliere comunale Migliaccio presidente della commissione ambiente del comune di Napoli, ha informato del diniego espresso dal consiglio comunale di Napoli, sulla individuazione della selva di Chiaiano quale sede di una discarica, in quanto tale zona, è stata gia da tempo sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale quale sede del “parco delle Colline di Napoli” con progetti di riqualificazione ed identificata come polmone verde della città.

Migliaccio ha continuato facendo notare come siano sospette le modalità di aggiudicazione degli appalti dei lavori di realizzazione della discarica, ponendo l’accento sul fatto che sono sempre le stesse ditte ad essere “nominate” essendo stato rimosso l’obbligo, con la scusa dell’emergenza rifiuti, di effettuare regolari gare di appalto.

Massimo Esposito del comitato civico “La Rosa dei Venti” di Chiaiano e membro del “forum rifiuti della regione Campania”, in rappresentanza della società civile, che ha fortemente voluto un proprio delegato in questo incontro, oltre che illustrare le modalità violente con le quali si porta avanti la unidirezionale volontà dello Stato, ha illustrato le più palesi difformità di logica e legali della discarica e del piano rifiuti. E’ stato fatto notare che alla conferenza dei servizi, era stato affermato da parte dei tecnici del Sottosegretario Bertolaso la individuazione e/o la realizzazione di un asse viario idoneo alla grande quantità di autocompattatori (circa 250) data la congestione automobilistica che quotidianamente insiste in quella zona: tale via alternativa dichiarata è stata rimossa, perché inesistente. E’ stato fatto osservare che laddove si individui una discarica di rifiuti tossici, il sito viene di norma immediatamente sequestrato, come è avvenuto nelle cave adiacenti a quella del poligono individuata come sede della discarica, cosa che la Procura di Napoli in questo caso non ha ancora fatto nonostante l’ingente quantitativo di amianto rinvenuto.

E’ stata consegnata una denuncia firmata dai Cittadini del presidio contro legge che permetterebbe allo Stato di dare ingenti quantitativi, di denaro pubblico, i famigerati CIP6 (svariate decine di miliardi di euro) anche a coloro che bruciano i rifiuti “tal quale” (senza previa selezione) sottraendoli ai legittimi beneficiari, cioè i produttori di energia da fonti rinnovabili.

In fine è stato informato come non sia stato fatto nulla di strutturale per risolvere in modo definitivo l’emergenza rifiuti: per esempio riduzione della produzione, riciclaggio e potenziamento dell’impiantistica esistente.

I parlamentari europei si sono detti molto allarmati della situazione ed hanno dichiarato che tutto ciò è in contrasto con quanto ufficialmente dichiarato e reclamizzato dallo Stato Italiano e cioè che l’ emergenza rifiuti in Campania fosse finita.

Hanno dimostrato preoccupazione per la spesa pubblica soprattutto per l’enorme affare CIP6 e per quanto riguarda la discarica di Chiaiano hanno espresso la volontà di effettuare una urgente trasferta a Napoli e di incontrare Il capo della Procura della Repubblica.

La Direzione Generale dell’Ambiente ha risposto che per la commissione europea vale il “principio della onestà degli stati membri”, per tanto le informazioni pervenute ad essi dal Sottosegretario Bertolaso vengono date per buone.

I tecnici di Bruxelles però si sono detti disponibili a vagliare sia quanto da noi gia documentato che altre integrazioni di specifiche violazioni delle norme comunitarie da noi individuate. E’ stato però dichiarato di non capire perché per le altre regioni sono disponibili gli specifici quantitativi di rifiuti prodotti, mentre per la Campania anche dopo ripetute sollecitazioni ciò non sia ancora stato possibile. La dott.ssa Buccella in rappresentanza di tale Direzione Generale, ha sottolineato che essi sono coscienti che nulla di strutturale è stato fatto e per questo l’Italia è in attesa di giudizio alla Corte di Giustizia Europea. Tale giudizio è stato rinviato dopo che il nostro governo ha chiesto tempo per le controdeduzioni.

Comitato Civico La Rosa dei Venti di Chiaiano /23 gennaio 2009