Visualizzazione post con etichetta 16 giugno 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 16 giugno 2009. Mostra tutti i post

mercoledì 17 giugno 2009

GELMINI: LAVAGNE LIM, O LAVAGNE FANTASMA?

Le lavagne fantasma della Gelmini




FLAVIA AMABILE


Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, non ha risparmiato il ministro Gelmini che aveva annunciato l'arrivo di 16 mila nuove lavagne interattive dal prossimo anno. Il ministro «vende lavagne come Totò la fontana di Trevi», ha risposto Mariangela Bastico. E ha sottolineato come «ancora un volta il Ministro prometta ciò che non ha». «Infatti - spiega - cerca di far credere all’opinione pubblica che sono pronte per le nostre scuole le lavagne interattive. Insomma vende le lavagne che non ha».

Il problema - sostiene Mariangela Bastico - è che «il ministro Gelmini, con grande ritardo e con la solita ’pompa magnà, preannuncia la consegna a partire dal prossimo anno scolastico - per un futuro non precisato - di 16.000 Lim nelle scuole medie. Ottimo, se non fosse che il Ministro avrebbe dovuto indicare date certe e per prudenza avrebbe dovuto aspettare la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso relativo all’annullamento della gara d’appalto per la fornitura di 8.000 lavagne che è stata definitivamente annullata dal Tar della Toscana l’11 marzo 2009».

Dal ministero arriva una smentita, per il momento ufficiosa. La gara annullata non si riferisce alle 16 mila lavagne promesse, dicono. Seguiranno dettagli.



FONTE:

lunedì 15 giugno 2009

La Corte dei Conti boccia l'aumento delle spese per i docenti,nonstante i tagli

15/6/2009
Se i prof costano troppo


La Corte dei Conti boccia l'aumento delle spese per i docenti, a dispetto dei forti tagli di questi anni
FLAVIA AMABILE


La Corte dei Conti è stata molto dura con i professori nella sua relazione conclusiva. Nonostante i tagli e i tentativi di risparmio - dicono i magistrati contabili - la spesa complessiva destinata alle spese di personale continua ad aumentare e gli stessi tentativi di ridurre gli organici non sembrano portare ad una riduzione di spesa.

Secondo la Corte dei conti, per esempio, negli ultimi anni 10 gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici sono aumentati ben oltre il tasso di inflazione, mentre ogni tentativo di legare gli aumenti al merito e alla produttività non si è finora tradotto in atti concreti.
Le critiche della Corte riguardano anche la scuola; si legge infatti nella relazione: “Il processo di razionalizzazione e riordino dell’organizzazione scolastica, che pure ha visto rilevanti tagli nell’organico di fatto e di diritto del personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), non si è tradotto in effettive economie sui capitoli di bilancio del ministero che, viceversa, evidenziano, sia pure in misura minore, eccedenze di spesa legate alla necessità di operare onerose ricostruzioni di carriera nei confronti dei precari di volta in volta stabilizzati”.

Inoltre, il contratto siglato alla fine del 2007 “lascia immutato - secondo la Corte dei conti - un assetto retributivo basato su gradoni di anzianità con incrementi stipendiali da corrispondere automaticamente a determinate scadenze agli interessati, indipendentemente da ogni valutazione della prestazione individuale, con una incidenza del trattamento accessorio vero e proprio sul totale della retribuzione pari ad una percentuale di appena il 14%”.

Sotto accusa anche il contratto del personale Ata, sottoscritto un anno fa, che di fatto cancella “il precedente meccanismo di attribuzione di posizioni economiche finalizzato a compensare l’assunzione di specifici ulteriori e più gravosi compiti legati essenzialmente all’assistenza ai disabili ovvero all’assunzione di funzioni particolarmente impegnative di diretta collaborazione con il direttore dei servizi”.

“Tale meccanismo - sottolinea la Corte - è stato invece sostituito da un diverso istituto retributivo legato al superamento di una prova selettiva ma a regime svincolato dall’effettuazione di una specifica controprestazione”.

Senza parlare, poi, del rapporto fra amministrazione e sindacati accusati di eccessiva ingerenza in fatto di organizzazione degli uffici. A perderci, secondo la Corte, è proprio la qualità dei servizi pubblici a danno della collettività e degli utenti.