domenica 14 marzo 2010

Preti Pedofili, Santa sede: Per loro niente prescrizione

La Santa Sede: niente prescrizione per i preti pedofili
di Redazione

La Santa Sede reagisce alle accuse per i casi di abusi in Germania e lavora per cambiare il codice del diritto canonico Già in passato Ratzinger inasprì le punizioni per i reati sessuali. Padre Lombardi: "Falliti i tentativi di coinvolgere il Papa". Sevizie nel coro fino al 1992 quando era presente il fratello del Pontefice. Dietro lo scandalo l'incapacità dei vescovi di governare

La linea adottata da Ratzinger di fronte ai casi di abusi sui minori commessi da sacerdoti e religiosi è stata «sempre quella del rigore». Lo ha detto ieri il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, mentre il «pubblico ministero» della Congregazione per la dottrina della fede ha rivelato che la Santa Sede potrebbe rimuovere i termini della prescrizione relativi agli abusi sui minori, che così facendo sarebbero sempre perseguibili dalla Chiesa anche se prescritti dalle legislazioni degli Stati.

Il giorno dopo le accuse che hanno tentato di coinvolgere Benedetto XVI nello scandalo portando alla luce la storia del prete pedofilo trasferito da Essen a Monaco di Baviera, il Vaticano replica chiarendo come vengono oggi affrontati questi casi in base alle norme più rigorose volute proprio dall’allora Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il cardinale Ratzinger. In un’ampia intervista sul quotidiano Avvenire, rilanciata da Radio Vaticana e dalla Sala Stampa della Santa Sede, il promotore di giustizia della dottrina della fede, Charles J. Scicluna, ha spiegato che una squadra di otto persone lavora all’esame su questi casi. La notizia più importante riguarda i tempi di prescrizione, già elevati nel 2001 a dieci anni, calcolati a partire dal compimento dei 18 anni d’età della vittima. «Prima del 1898 – ha detto Scicluna – quello della prescrizione dell’azione penale era un istituto estraneo al diritto canonico». La prassi «indica – ha continuato – che il termine di dieci anni non è adeguato a questo tipo di casi, sarebbe auspicabile un ritorno al sistema precedente dell’imprescrittibilità». Peraltro, ha aggiunto, già Papa Wojtyla aveva concesso all’ex Sant’Uffizio la facoltà di derogare dalla prescrizione caso per caso e questo continua ad avvenire.

Il promotore di giustizia ha quindi spiegato che nei Paesi in cui non vi sia l’obbligatorietà dell’azione penale, si incoraggiano comunque i vescovi «a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare» i preti colpevoli di abusi.

Scicluna ha parlato pure del fenomeno in Italia, che non sembra avere «dimensioni drammatiche», anche se «preoccupa» una «certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola». E infine ha fornito dei dati per far comprendere come il problema non sia così esteso come si vorrebbe far credere: dal 2001 al 2010 sono state complessivamente 3000 le segnalazioni di abusi commessi negli ultimi 50 anni arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede. Di questi solo il 10% sono casi di «vera e propria pedofilia», che coinvolge bambini sotto i 12 anni, mentre per un 60% di casi si tratta di efebofilia, cioè dovuti ad attrazione sessuale per ragazzi con più di 12 anni.

Sulle vicende tedesche è intervenuto padre Lombardi, che riferendosi ai casi di Ratisbona e Monaco ha detto: «È piuttosto evidente che negli ultimi giorni vi è chi ha cercato, con un certo accanimento, elementi per coinvolgere personalmente il Santo Padre nelle questioni degli abusi. Per ogni osservatore obiettivo, è chiaro che questi sforzi sono falliti». La linea di Ratzinger, ha aggiunto, è stata «sempre quella del rigore e della coerenza nell’affrontare le situazioni anche più difficili».
La Santa Sede reagisce alle accuse per i casi di abusi in Germania e lavora per cambiare il codice del diritto canonico Già in passato Ratzinger inasprì le punizioni per i reati sessuali. Padre Lombardi: "Falliti i tentativi di coinvolgere il Papa". Sevizie nel coro fino al 1992 quando era presente il fratello del Pontefice. Dietro lo scandalo l'incapacità dei vescovi di governare

Dalla Germania intanto arrivano nuove rivelazioni. Gli abusi sessuali nel convitto e nella scuola frequentati dai «Domspatzen», i coristi di Ratisbona, si sarebbero protratti fino al 1992, e dunque anche negli anni in cui il coro era diretto dal fratello del Pontefice, Georg Ratzinger.

Lo ha rivelato al settimanale Der Spiegel un ex corista, Thomas Mayer, che afferma di aver subito abusi da parte di compagni più grandi di lui, mentre anche nell’abitazione di un prefetto, uno degli educatori del convitto, avevano luogo rapporti sessuali tra i coristi. Va ricordato che nessuno ha rivolto accuse o lanciato sospetti su Georg Ratzinger, il quale nei giorni scorsi ha dichiarato di non aver mai sentito parlare di abusi sessuali durante i suoi trent’anni di direzione del coro.
Il settimanale tedesco ha raccolto anche dichiarazioni di ex coristi che descrivono il carattere irascibile del direttore: ancora alla fine degli anni Ottanta sarebbe arrivato a lanciare una sedia contro i suoi cantori indisciplinati e una volta si arrabbiò tanto che gli cadde la dentiera di bocca.
AnTor

Inchiesta Trani, Di Pietro: «Berlusconi mi teme»

DE MAGISTRIS: «INTIMIDAZIONE DAL MINISTRO ALFANO»

Il leader idv commenta le notizie sull'inchiesta di Trani: «Attentato politico a democrazia grosso come una casa»

Di Pietro (Ansa)
Di Pietro (Ansa)
TORINO - «È comprensibile che Berlusconi mi tema perché vede in me e nell'Italia dei Valori una spina nel fianco». Antonio Di Pietro commenta così le presunte affermazioni nei suoi confronti del presidente del Consiglio Berlusconi intercettate nell'inchiesta di Trani («Non voglio più vedere Antonio Di Pietro in tv»). «Per anni - sostiene l'ex magistrato nel corso di un incontro elettorale in provincia di Torino - siamo stati l'unica opposizione chiara nei contenuti e determinata nell'azione. Finalmente, come ha dimostrato la manifestazione a Roma, anche i cittadini e gli altri partiti politici hanno capito che prima ci liberiamo del nefasto Berlusconi prima possiamo parlare di economia, di lavoro, di tutela dell'ambiente e del territorio».

«ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA» - La vicenda che sta emergendo dall'inchiesta di Trani, afferma Di Pietro, «è un attentato politico alla democrazia grosso come una casa». «Il presidente del Consiglio - osserva l'ex magistrato di Mani Pulite - non solo non vuole farsi criticare, ma si attiva anche perché venga zittita la voce dell'opposizione». Quanto all'invio degli ispettori alla procura di Trani, annunciato dal ministro Alfano, Di Pietro è categorico: «Mi pare che sia prematuro parlare di questo, così come di eventuali competenze territoriali. Si stanno accertando dei fatti penalmente rilevanti, bisogna aspettare che venga completato l'esito delle indagini».

DE MAGISTRIS: INTIMIDAZIONE - L'Idv accusa il governo di voler bloccare l'inchiesta su Rai e Agcom. «La decisione del ministro della Giustizia Alfano di inviare gli ispettori è una vera e propria intimidazione nei confronti della magistratura, che avviene quando sono ancora in corso indagini delicate che riguardano anche il presidente del Consiglio - attacca l’eurodeputato Luigi de Magistris -. La procura di Trani ha il diritto di lavorare in piena autonomia e indipendenza, come sancito dalla Costituzione. Purtroppo, assistiamo all'ennesima pesante e gravissima invasione di campo da parte di un esecutivo.

corriere della sera 14 marzo 2010

sabato 6 marzo 2010

12 marzo: Sciopero della scuola e Assedio al Miur per 3 giorni di fuoco

Tutti i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado, stanchi e vessati dai continui attacchi di questo Governo ed in particolare di questo Ministero, scioperano e assediano il Ministero della Pubblica Istruzione, contro tutto l'impianto della riforma della scuola pubblica che mortifica le condizioni socio-economiche del personale di ruolo, taglia migliaia di posti di lavoro ai precari della scuola rigettandoli in uno stato di disoccupazione ed abbandono, taglia i fondi per il corretto funzionamento delle scuole, taglia i fondi per i docenti di sostegno, taglia fondi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, contravvenendo alla normativa vigente, ripropone un modello didattico obsoleto vecchio di 50 anni, impoverisce l'offerta formativa.

IPOTIZZA LA SOPPRESSIONE DELLE G.A.E.
Finanzia e sostiene le scuole private e paritarie a danno del servizio pubblico.

Per tutte queste ragioni i lavoratori della scuola precari e di ruolo, gli studenti, i cittadini di tutto il paese si mobilitano affinchè questo governo ritiri immediatamente lo smantellamento della scuola pubblica statale.
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GRATTAROLA," INGIUSTIZIA E' FATTA": STASERA PRESENTAZIONE A ROMA

Ingiustizia è fatta, di Gian Paolo Grattarola

pubblicato: venerdì 05 marzo 2010 da Robo in: narrativa italiana

Ingiustizia è fatta, di Gian Paolo GrattarolaA volte si rimane un po’ perplessi nell’apprendere alcune sentenze di questo o quel giudice. Capita che, pur non avendo, forse, gli strumenti legali per comprendere appieno alcune decisioni, il buon senso faccia comprendere che qualcosa proprio non torna. Una di queste situazioni – realmente accadute – è alla base di Ingiustizia è fatta (Edizioni Creativa), romanzo d’esordio di Gian Paolo Grattarola.

Il nucleo del romanzo è il seguente: il Tribunale dei Minori sottrae ad una donna la figlia per affidarla al padre, ignorando che su di lui pende pende l’accusa di violenza sia nei confronti della madre che della figlia. Grattarola – poeta e critico letterario-teatrale – tratta temi scomodi, ma purtroppo di attualità: violenza sui minori, dispute legali sull’affidamento dei figli, macchinosità del sistema giudiziario che a volte rasenta l’ottusità…

L’autore riesce a mettere in luce, comunque, tutti i personaggi della vicenda, con le loro forze e debolezze: abbiamo così il padre, influente medico avanti negli anni, ma anche la madre, donna piena di contraddizioni, tesa alla ricerca di un amore impossibile portata forse a spinte autolesionistiche. Ma Grattarola non scende a facili psicologismi.




Un pregio di quest’opera è anche lo stile dell’autore: lineare, senza particolari ricercatezze espressive o stilistiche, quasi a voler mettere in luce la crudezza dei fatti, senza voler edulcorare o drammatizzare quanto accade.

Se qualcuno dei nostri lettori di Roma volesse approfondire l’argomento, può incontrare l’autore presso la Libreria Flexi domani sera, sabato 6 marzo. Con lui ci saranno Roberta Lerici, Responsabile politiche per l’infanzia e stalking IdV, David Frati, Direttore delMangialibri, e Luigi Milani, giornalista e scrittore.

Gian Paolo Grattarola
Ingiustizia è fatta
Edizioni Creativa, 2009
pp. 148, euro 13