domenica 7 dicembre 2008

LA GELMINI RISPONDE ALLE ACCUSE: " NON HO CENSURATO I COMMENTI SU YOUTUBE'' , "NON SONO QUI PER SCALDARE LA SEDIA", "SONO APERTA AL DIALOGO"


di Roberta Lerici

Per rispondere alle accuse di aver censurato i messaggi che arrivavano sul canale di Youtube che il ministro ha da poco aperto, la Gelmini afferma di aver censurato solo le parolacce e le volgarità. Poi continua affermando che ha lavorato moltissimo per migliorare l'istruzione e questo, naturalmente, saranno i risultati a dirlo. Dice di lavorare molto, il ministro, ma essendo la sua riforma della scuola assolutamente identica a quella della Moratti, credo che la maggior parte delle stress da lavoro sia dovuto alle contestazioni, più che alla pratica del copia-incolla in se stessa. Per quello che riguarda la parte economica, poi, è stato lo stesso Tremonti a dettarla, quindi anche lì il lavoro è stato ben poco. Infine il piano programmatico, (il primo e il secondo) quello cioè in cui vengono indicati i dettagli i singoli articoli dei decreti, è stato fatto da Valentina Aprea in commissione cultura, quindi anche lì, per il ministro non deve esserci stato un sovObama, contro la crisi poderoso piano di investimenti: ammodernamento scuole, energie rinnovabili e infrastrutture. Come da noiraccarico di lavoro. Il ministro prosegue l'intervista, dicendo di essere aperta al dialogo e credo che questa sia una ulteriore presa in giro per gli studenti, in quanto il dialogo non esite e non è mai esistito: i tagli sono rimasti gli stessi. Se qualcosa è cambiato o cambierà all'università o alle elementari, lo si dovrà alla grande forza della protesta e al vistoso calo di consensi del governo dovuto alla riforma della scuola: si sa che perdere consenso non fa piacere a nessuno. Quelle che inizialmente il ministro Gelmini definiva "frange di contestatori", erano in realtà la maggioranza e con i numeri elevati, alla fine, bisogna fare i conti. Credo però che il ministro Gelmini non avrebbe mai osato cambiare tanto se non fosse stata obbligata a farlo. Si è scritto, infatti, delle lacrime del ministro dopo un incontro con Tremonti sul taglio ai precari e al personale della scuola, i cui numeri per la Gelmini erano troppo elevati. Ma a parte il canale di Youtube, che è solo un tentativo di apparire in sintonia con i giovani quando si è loro lontani anni luce, resta il fatto che i soldi per reintegrare i tagli alla scuole privata si sono trovati in un attimo. E allora non quadra più nulla, e le scuse addotte per tagliare la scuola, sono solo il segno di quanto poco conti la cultura e l'istruzione per questo governo i cui protagonisti affermano a turno di ispirarsi a Barack Obama, facendo esattamente il contrario.

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Autore R. lerici http://www.bambinicoraggiosidue.blogspot.com/
dal sito aetnanet.org di S. Laporta 7 dicembre 2008

"Perché ho aperto il canale solo ora"?Non è tanto semplice avere il tempo per progettare un canale, visto il tanto lavoro.In questi 6 mesi sono stata molto impegnata a mettere in atto una serie di provvedimenti urgenti per la Scuola e per le Università.Sono favorevole al dialogo, mi sono sempre confrontata con i giovani, con il forum degli studenti, ma ritengo che poi il governo debba prendersi la responsabilità di decidere.Non sono qui per scaldare la sedia, è mia intenzione lavorare per migliorare la scuola, l'Università e la ricerca, e sono convinta che grazie a questo strumento sarà più facile tenerci in contatto e confrontarci sulle iniziative future."I commenti sono censurati"?Mi spiace che alcune persone stiano dicendo che pratico la censura sul mio canale.Non è così. Gli unici commenti che mancano sono quelli offensivi e volgari, che non hanno molto senso ai fini di un dibattito sereno.Per il resto, come potete vedere, ci sono tutti, favorevoli e contrari. "Fuga di cervelli"Uno dei miei obiettivi principali è mettere un freno alla fuga dei cervelli all'estero per far sì che gli scienziati italiani più brillanti restino a lavorare in Italia.Con il nuovo Decreto per le Università ci saranno 4000 nuovi ricercatori grazie al blocco del turn over elevato al 50% negli Atenei (questo non vale per i concorsi già banditi).Anche gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni. Inoltre, delle possibili assunzioni presso le Università, almeno il 60% dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori.In particolare con un emendamento approvato al Senato ci saranno sgravi fiscali e aiuti economici per ricercatori di valore che sono all'estero e che vogliono tornare in Italia."Tagli scuola"Forse non tutti sanno che il 97% del bilancio del Ministero è destinato a pagare stipendi e non ci sono soldi per l'edilizia scolastica, per la messa in sicurezza degli edifici, per l'innovazione, per la formazione degli insegnanti, per il merito, per aumentare gli stipendi, per le nuove tecnologie. Una scuola che investe per questi settori solo il 3% del suo bilancio non ha futuro.In Italia il personale amministrativo e i professori sono 1 milione e 300.000. Secondo me sono troppi e mal pagati. Quello che vorrei è avere un numero di insegnanti adeguati al numero di studenti ma con stipendi più alti e più valorizzati come in Europa."Tagli Università"Molti rettori hanno detto che nel 2010 le università si troveranno in difficoltà. E' vero che ci sarà una riduzione del budget, ma io chiedo a tutti voi e ad alcuni rettori: come sono stati usati i finanziamenti pubblici in questi anni? Spesso per aumentare il numero dei corsi di laurea inutili, delle sedi distaccate e per una proliferazione di cattedre che non ha eguali nel mondo.E' necessario partire da una profonda autocritica per individuare ed eliminare sprechi e privilegi.Comunque con il decreto le Università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno effettuare nuove assunzioni. Inoltre ci saranno più finanziamenti per le Università con offerta formativa migliore, con progetti di ricerca di qualità e con le didattiche più adeguate.

venerdì 5 dicembre 2008

Chiediamo ai vescovi di insorgere anche contro i tagli per l'edilizia scolastica pubblica

E' di oggi la notizia che i tagli previsti alle scuole private, verranno ripristinati con un emendamento del governo. Bene, questo significa che la chiesa ha molto più potere di chi si batte per salvare l'istruzione pubblica e avere una maggiore sicurezza nelle scuole. Due giorni fa, a Striscia la Notizia si è parlato della scuola elementare di Ciampino che, oltre ad essere fatiscente, è piena di amianto. Ho fatto una piccola ricerca, e ho scoperto che in tutta Italia le scuole in cui è tuttora presente l'amianto sono moltissime. In alcuni comuni le bonifiche sono state fatte, ma in altri l'amianto è vivo e vegeto. A Ciampino, si sbriciola addirittura sulla testa. Fra tutte le urgenze del governo, non sembra che i fondi per l'edilizia scolastica siano una priorità, visto che sono stati tagliati quelli previsti dal governo Prodi. E allora? S pero che la Chiesa, alla quale basta una parola per ottenere tutto, spenda una parola anche per l'edilizia scolastica pubblica.
Di seguito un articolo sulla scuola di Ciampino, uno sul primo professore morto di amianto, e un articolo del 2005 in cui si dice che sono 10.000 i cittadini a rischio nelle scuole.

Amianto in una scuola elementare di Ciampino: arriva Striscia la Notizia
04/12/2008 : 08:58
Silvia Rubeo
CIAMPINO - Ancora una volta il Comune di Ciampino balza agli onori della cronaca, anzi sotto le luci della ribalta, finendo anche nel mirino di una nota trasmissione televisiva Striscia la Notizia,per alcuni fatti inerenti le sue competenze amministrative.

Si aggiunge infatti al ben noto problema di viabilità del nostro territorio anche il dissesto delle scuole elementari e del conseguente pericolo per i piccoli studenti che le frequentano e che hanno dai sei ai dieci anni di età. Proprio due sere fa è andato in onda un servizio su Striscia la Notizia sulla scuola elementare Volpicelli di Via Palermo, i cui operatori sono intervenuti a seguito alle ripetute denunce inoltrate dai genitori dei ragazzini che dopo avere inutilmente richiesto al Comune di Ciampino la rimozione del pericolossimo amianto,non hanno potuto far altro che rendere pubblica la situazione per denunciare la presenza di questo materiale che come risaputo è altamente cancerogeno. Non solo, è stata scoperta l’inagibilità di alcune aule e il trasferimento di un numero congruo di ragazzini in aule di dimensioni ridotte e non adatte al numero di piccoli studenti.

Nel cortile è stata rilevata la presenza di un tombino scoperto, grande pericolo per un bambino che gioca a palla durante l’ora di ricreazione.

Nel corso della mattina, forse a causa di una soffiata alla nostra amministrazione, come di consueto si sono presentati degli operai a transennare alcune aree inagibili. La stessa dirigente scolastica dell'istituto, nel corso della trasmissione, ha dichiarato di aver fatto presente all'amministrazione la situazione ma non ha avuto risposta.

Non è stato l’unico episodio di mal gestione che riguarda la scuola, infatti questa mattina il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini ha emesso, un’ordinanza di chiusura dei locali della scuola materna ed elementari di Via Carlo Pirzio Biroli e la conseguente sospensione dell’attività didattica da domani con riapertura il 9 dicembre. La causa del provvedimento sarebbe dovuta ad una perdita di gas avvenuta in data odierna ed all’impossibilità quindi di garantire il funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Sembra che la ditta incaricata possa risolvere il problema in quattro giorni lavorativi.

A questo punto è chiaro che la situazione che si è creata nel nostro territorio non può continuare in questo modo. Si tratta di un dissesto ancora più grave visto che la presenza di amianto nella Volpicelli era stato già denunciato dai genitori e dalla dirigente scolastica. sorda”. L'episodio è ancora più pesante visto che sono la salute e l'incolumità dei nostri piccoli cittadini che vengono messe a repentaglio in un ambiente, quello scolastico, che dovrebbe essere per loro un'oasi di sicurezza.

Tuscia web 4 dicembre 2008

Amianto nelle aule, muore un maestro
Repubblica — 06 luglio 2008 pagina 2 sezione: TORINO
Di essere condannato ne era consapevole da tempo. Lo aveva confidato proprio ai magistrati che stavano indagando sulle cause della sua malattia letale. E durante quell' incontro aveva aggiunto: «Avevo fatto io stesso un esposto per denunciare la presenza di amianto nella scuola». Pochi giorni fa il maestro, Domenico Mele, 76 anni, se n' è andato, ucciso da un mesotelioma peritoneale, un tumore riconducibile al prolungato contatto con l' amianto. Ora il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha aperto un' inchiesta sulla morte dell' insegnante e spiega: «E' il primo caso di mesotelioma contratto in un istituto scolastico». L' ipotesi di accusa formulata dal magistrato è quella di omicidio colposo. «Per il momento contro ignoti», sottolinea Guariniello. L' insegnante deceduto pochi giorni fa ha lavorato alla Don Milani, scuola elementare di via San Marino dipendente dal plesso scolastico Casalegno, sino al 1996. La presenza dell' amianto nell' istituto era stata denunciata già negli anni '90. «Era stata anche bonificata - ha spiegato il maestro al magistrato che lo aveva voluto ascoltare - purtroppo però i lavori di bonifica erano stati fatti quando la scuola era in piena attività con insegnanti e scolari presenti». Nella scuola elementare in questione l' amianto era stato utilizzato per l' impermeabilizzazione del tetto e la coibentazione dei muri. Guariniello è stato tra i primi in Italia a rendersi conto del pericolo rappresentato dalla presenza di amianto negli edifici. Famoso è il caso del palazzo della Rinascente di via Lagrange dove ne era stato riscontrata una percentuale ad altissimi livelli e che, su ordine del magistrato, fu chiuso e bonificato. E ancor più importante è stata l' inchiesta sui quattro stabilimenti della multinazionale elvetica Eternit: allora furono contati 2.969 casi di tumore, quasi tutti mortali. Stando dai dati raccolti dalle organizzazioni internazionali del lavoro ogni anno muoiono 120mila persone per tumori riconducibili al contatto con l' amianto. In Italia il fenomeno conterebbe oltre tremila decessi all' anno. «Con un' incidenza di un morto per amianto nel mondo ogni cinque minuti - sottolineano alla Procura della Repubblica di Torino - e le morti per malattie originate dal contatto con l' amianto e che possono avere un periodo di latenza anche di trent' anni sono purtroppo destinate ad aumentare». L' Osservatorio sui tumori professionali, fortissimamente voluto da Guariniello nel '92 ha in questi anni esaminato oltre 26mila casi. Tra questi anche quello del maestro. E in procura spiegano: «Riceviamo numerose chiamate da genitori preoccupati dall' eventuale presenza di amianto nelle scuole». Luigi Saragnese, l' assessore alle risorse educative del comune di Torino, però sottolinea: «Per quanto riguarda le scuole elementari e medie di nostra competenza la bonifica dell' amianto è quasi completata. Ciò spiega anche perché ogni anno gli stanziamenti per questi lavori vengono ridotti. E stiamo anche terminando i lavori per ottenere la certificazione della protezione incendi. Negli anni '60 purtroppo l' amianto è stato usato in modo massiccio nell' edilizia. Molte costruzioni sono state fatte con pannelli prefabbricati di questo materiale pericoloso. A Torino però abbiamo iniziato le opere di bonifica già nella metà degli anni '80. E nei casi più disperati abbiamo addirittura chiuso le scuole». - MEO PONTE La repubblica

Amianto: è ancora allarme nelle aule.
da Tuttoscuola, 3 gennaio 2007

L'ultimo rapporto sull'Ecosistema scuole è stato presentato quest'anno ed ha certificato l'esistenza di un 10.28% delle strutture a rischio. I casi sospetti sono invece pari al 5.34 mentre 8,64 sono i casi di bonifica effettuati nel frattempo. Il tutto a seguito delle ripetute denunce mosse tra gli altri da Legambiente. Negli ultimi giorni è peraltro riesploso il caso Lazio dove gli interventi sull'amianto sarebbero in stallo e la diminuzione delle certificazioni andrebbe di pari passo con l'aumento dei casi sospetti, il che farebbe pensare ad un pericoloso calo di attenzione da parte della Pubblica Amministrazione, come si legge appunto nel raporto. Ultimo caso limite è quello della scuola Ferrini di Roma - quartiere Trieste - dove in un buon numero di aule è stata accertata la presenza di amianto. Oltre 200 i bambini tra i 3 ed i 6 anni interessati agli effetti del materiale tossico, benchè l'amministrazione continui a sostenere che "pur nella necessità di mantenere alto il livello dei controlli, anche nella scuola romana romana siamo ancora nei limiti consentiti dalla normativa".

Il 24 novembre una manifestazione per sensibilizzare studenti, genitori e insegnanti con prove pratiche di pronto soccorso e di evacuazione

Scuole fatiscenti e trascurate 10 milioni di cittadini a rischio

di CINZIA SGHERI

La locandina dell'iniziativa Barriere architettoniche, uscite di emergenza assenti o ostruite, l'intonaco che si sbriciola. Una scuola su quattro è insicura, secondo l'ultimo rapporto Impararesicuri di Cittadinanzattiva che ha preso in esame 382 edifici scolastici di 117 città, per una popolazione di oltre 125 mila studenti.
È una vera emergenza nazionale, che Cittadinanza Onlus, da anni in prima linea sul tema della sicurezza, si propone di combattere non soltanto contribuendo alla sistemazione degli edifici scolastici, ma anche diffondendo e radicando nei giovani la cultura della sicurezza. "Lo scorso anno avevamo avuto la sensazione che qualcosa si stesse muovendo, sebbene sotto forma di stanziamenti inadeguati - spiega Adriana Bizzarri, responsabile della Campagna Impararesicuri e del settore scuola di Cittadinanzattiva - ma adesso sembra di essere in un momento di stasi. Gli enti locali sono in difficoltà e solo in rari casi, più spesso nei piccoli centri, riescono a fare scelte coraggiose, rinunciando ad esempio agli stanziamenti per l'arredo urbano per impiegare i fondi a disposizione nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici".

Sono circa 10 milioni, tra studenti, insegnanti e operatori del settore, gli "inquilini" di queste scuole fatiscenti e trascurate, un quinto della popolazione italiana. Così, il prossimo 24 novembre, Cittadinanzattiva coinvolgerà direttamente gli studenti nella Terza Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, che gli anni passati ha raccolto circa 2000 adesioni e quest'anno viaggia già oltre le 4000 richieste di partecipazione..........
(L aRepubblica 21 ottobre 2005)

giovedì 4 dicembre 2008

Veneto, un natale d'oro per i consiglieri regionali: 110 mila euro a quelli di maggioranza, 50 mila agli altri



110 mila euro a quelli di maggioranza, 50 mila agli altri
I consiglieri regionali si ridanno il bonus di Natale


di Tommaso Cerno

UDINE. Il governatore Tondo non ne vuole nemmeno sentire parlare. La Cdl, invece, lo considera già cosa fatta. Da decidere resta il “nome”, che non dovrà dare adito al dubbio che si tratti di soldi buttati. E le cifre. Che se tutto andrà bene confermeranno l’ipotesi di 110-120 mila euro a testa in maggioranza e 50 mila all’opposizione. Se invece prevarrà il refrain dei “costi della politica” sarà ridotto del 10% come gli stipendi dei dirigenti. Tutto è pronto, insomma, in Regione, per il ritorno del bonus natalizio da 4,9 milioni: ogni consigliere deciderà a chi concederlo, associazioni, bande o fanfare, amici, amici degli amici.

In maggioranza sono tutti abbottonatissimi.Ufficialmente attendono che il governatore Renzo Tondo torni dal suo viaggio in Cina, domani, dopo il passaggio a Roma. All’opposizione, invece, ripetono che «è una questione di maggioranza». E di parlarne con loro. Fatto sta che l’aula di piazza Oberdan non ci pensa nemmeno a perdere il plafond - chiamatelo pure privilegio - di poter distribuire a pioggia quasi 5 milioni di euro nella Finanziaria che sarà approvata poco prima delle festività natalizie.

Un Babbo Natale in anticipo di qualche giorno, dunque, che la Cdl ripete essere «un segnale di democrazia – dicono rigorosamente fuori microfono i consiglieri regionali – visto che quei soldi, se non li spendiamo noi, comunque li spende la giunta. E non è – avvertono – che un assessore, quando fa un riparto, sia neutro come può sembrare. È anche peggio di un consigliere».

E così, per convincere il carnico Tondo, uno che è pronto a dimettersi pur di non avallare un ritorno così impetuoso alla Prima repubblica, è già partita la caccia al “nome” ufficiale da affibbiare al vecchio bonus – che c’era dai tempi della ex Dc – e che dovrà assumere in tempi di vacche magre una denominazione più consona. Una delle proposte che circolavano ieri pomeriggio nei Passi perduti del consiglio regionale era quella di “vincolarne una parte”. Vale a dire conferire al plafond una mission legata al welfare.

L’idea è quella di indirizzare – con una mozione o un patto fra “ gentiluomini” – una parte del plafond che spetta a ogni consigliere a questioni sociali, di scuola o di istruzione. Un modo per far passare più inosservato il provvedimento e per consentire al governatore di venderlo come un ulteriore aiuto in stato di crisi acuta e non come un benefit della politica.

E se qualcuno azzarda l’ipotesi che la maggioranza dopo avere annunciato tagli alle indennità, prezzi bloccati per gli skipass, aiuti ai poveri, voglia invece rinverdire una delle tradizioni più partitocratiche della politica, ovvero la distribuzione dei pani e dei pesci ope legis, altri ripetono che anche il governo Illy, pur annunciando la fine dell’era delle poste puntuali, in qualche modo le aveva mantenute.
Stop agli emendamenti nominativi, decretò infatti il re del caffè, e nella manovra 2008 il bonus tremò ma non cadde.

Cambiò nome, forma e vestito, finì per riempire lunghi elenchi riservati di assessori e uffici che si assunsero l’impegno, sulla parola, di ripartirli ai beneficiari «segnalati» dai consiglieri regionali, che tutti – sesstanta su sessanta – segnalarono le proprie priorità. Per cui, di fatto, restò vivo e vegeto. Stavvolta torna a splendere di luce propria. Senza, cioè, bisogno di trasferire alla giunta consigli e indicazioni. «È giusto che il consiglio possa esprimersi – ripetono nella Cdl – perché questo è un segnale di democrazia». O di spreco? Tondo è su questo che da giorni sta riflettendo.
(03 dicembre 2008)

martedì 2 dicembre 2008

Iva Sky, Tremonti:"Ce lo chiede l'Europa". E il caso Retequattro, no?

Berlusconi: «Se la sinistra insiste, cambiamo la norma. Ma perderanno la faccia»Tassa su Sky, Tremonti: «Inevitabile, Prodi si era impegnato con l'Ue»

Il ministro dell'Economia: «L'aumento dell'Iva al 20% è in linea con le richieste di Bruxelles»

di Roberta Lerici
Sono contenta che il ministro Tremonti abbia chiarito come mai si vuole aumentare l'IVA di Sky, così almeno ci sarà una cosa negativa in più da imputare a Romano Prodi. Il problema è che non si capisce tutto questo zelo nell'adeguarsi alle direttive dell'Unione Europea, quando il fatto di non essersi adeguati per il caso Retequattro, costerà ai contribuenti italiani 128 milioni di euro di multa all'anno. In pratica, fino ad oggi, Retequattro ci è già costata quanto l'ultimo prestito Alitalia. Sembra quasi che ci siano delle spese irrinunciabili, a prescindere dalla crisi economica e dei tagli o degli incassi irrinunciabili, a prescindere dall'importanza che rivestono. Mi riferisco, ad esempio, al taglio dei fondi per l'edilizia scolastica ( 23 milioni di euro) e alla spesa di 7 milioni e mezzo di euro solo per la tessera di plastica della social card. In pratica, se si fossero accreditati direttamente i 40 euro, con quei sette milioni e mezzo, si sarebbe potuto fare qualcosa in più per la sicurezza dei bambini. Questo, naturalmente, è solo un esempio, visto che non conosciamo tutte le voci di spesa, nè la scala di valori che porta questo governo a prendere una decisione piuttosto che un'altra. Il fatto di non aver risolto il conflitto di interessi di Berlusconi, rende l'intera questione ancor più sospetta. Infatti, anche il digitale terrestre di Mediaset ha il calcio e, certamente, un aumento del canone Sky, porterebbe nuovi clienti a Mediaset. E poi, parlando di risparmi, come mai sono state eliminate le limitazioni introdotte da Prodi sui voli di Stato? E come mai è stato elimnato il tetto per gli stipendi dei manager pubblici? E come mai si sono moltiplicate le spese per le consulenze del governo? Insomma, se serve al governo, la crisi economica e la necessità di risparmiare, spariscono; mentre, se serve ai cittadini e alla collettività, i soldi non esistono più, il paese è povero, la crisi peggiorerà, non si poteva fare altrimenti, o ce lo chiede la UE. Dov'è la verità? Vi consiglio la lettura di questo articolo dell'Espresso:Berlu-Sky: la vera storia di Peter Gomez- L'espresso

Il ministro dell'Economia: «L'aumento dell'Iva al 20% è in linea con le richieste di Bruxelles»

(Ansa) BRUXELLES - L'Iva al 20% per Sky? Non ci sono alternative, lo prevede l'Ue. Giulio Tremonti, dopo le polemiche per la decisione del governo di eliminare le agevolazioni per le televisioni satellitari a pagamento, spiega che il provvedimento è in linea con quanto richiesto dall'Unione europea. «Esiste un blocco di documenti che hanno origine a Bruxelles - afferma il ministro dell'Economia - da cui risulta che il sistema italiano, stratificato su più anni, era fuori dalla giurisprudenza europea per la quale dato un medesimo servizio non puoi avere aliquote segmentate in funzione delle tecniche di trasmissione utilizzate». Su questo, ha aggiunto Tremonti, «è stata avviata una procedura di infrazione comunitaria e la soluzione poteva essere solo quella dell'allineamento delle aliquote. C'è un carteggio tra la commissione Ue e il governo Prodi che prevede l'impegno del governo ad allineare le aliquote. L'impegno scadeva in questi giorni». Il ministro, che ha distribuito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa del dopo Ecofin proprio il carteggio tra il precedente esecutivo e Bruxelles, ha però spiegato che per la Commissione europea «la scelta era di portare tutti al 10% o tutti al 20%. Noi abbiamo scelto di portare tutti al 20%. Toglietemi tutto tranne Sky, per me è fondamentale, però non c'era alternativa. Senza l'Europa il provvedimento non l'avrei fatto, essendoci l'Europa l'ho dovuto fare e sono convinto che era la cosa giusta». Tremonti ha infine aggiunto che sul pacchetto anti-crisi - all'interno del quale è stata inserita la norma su Sky - il governo potrebbe porre la fiducia: «Vedremo» ha risposto a una domanda.

BERLUSCONI - In mattinata, dall'Albania, era intervenuto sulla questione anche Silvio Berlusconi. «Se la sinistra insiste perché si cambi la norma (su Sky, ndr) - aveva detto il premier - la prendo in parola. Sono assolutamente d'accordo, purché si rispettino le norme europee». Il Cavaliere aveva ribadito le sue condizioni su questo tema: «Se la sinistra dovesse insistere affinché l'Iva sulle televisioni ritorni al 10%, io personalmente non ho nulla in contrario. Bisogna sentire poi il ministro Tremonti. La mia - aveva detto il premier - è un'apertura totale alle richieste dell'opposizione». Poi Berlusconi aveva precisato il suo pensiero: «La sinistra difende i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi», ma quando Tremonti spiegherà le ragioni che hanno portato il governo a decidere la norma sull'Iva per Sky - aveva anticipato - «perderà completamente la faccia di fronte agli italiani e si vergognerà fino alla fine». Il presidente del Consiglio aveva rivendicato il fatto che il governo con la norma su Sky «non ha aumentato le tasse, ma tolto un privilegio. C'è un'Iva del 20% per tutti, Sky aveva il 10%. Se la sinistra chiede, difendendo i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi, allora da parte mia sono d'accordo». «Però, visto come la sinistra ha reagito - aveva attaccato ancora il premier - io aspetto di vedere cosa farà quando Tremonti avrà chiarito le cause del suo agire e ancora una volta, secondo me, la sinistra perderà completamente la faccia di fronte agli italiani. Si vergogneranno fino alla fine, vedrete...».

BOSSI- La strada di una possibile mediazione rimane insomma irta di difficoltà. Infatti nella maggioranza anche la Lega Nord non sembra pronta a battersi allo stremo per una modifica del provvedimento. Come spiega il ministro per le Riforme e leader della Lega, Umberto Bossi: «Se andiamo a comprare una cravatta o qualsiasi altra cosa, paghiamo l'Iva al 20%. Tutti pagano quell'Iva lì: è difficile però mantenere quel vantaggio fiscale. Comunque - ha aggiunto scherzando - la Lega Nord una tv a pagamento non ce l'ha». Bossi ha poi liquidato con un'alzata di spalle la voce che gli gira un cronista su una possibile opa ostile di Murdoch sul gruppo Mediaset. «Non esiste. Ieri sera sono stato a cena ad Arcore - ha risposto Bossi - e Berlusconi me lo avrebbe detto». Tuttavia all'interno della maggioranza e nel governo si starebbe valutando l'ipotesi di scaglionare in tre anni l'aumento dell'aliquota Iva. Secondo questa ipotesi, la conversione in legge del decreto anti-crisi dovrebbe prevedere il passaggio dell'Iva dal 10% al 13% nel 2009, quindi al 17% nel 2010 per raggiungere il 20% solo nel 2011. Sarebbe questo il senso della gradualità degli aumenti cui ha fatto riferimento in un'intervista a Sky il vicepresidente del Senato ed esponente del Pdl Domenico Nania.

Corriere della Sera 02 dicembre 2008

Messina, Strage sfiorata in una elementare: Nella notte crolla il soffitto di due aule



Messina, dopo il nubifragio dei giorni scorsi l'acqua si era accumulata sul tetto provocando il crollo dei controsoffitti in cartongesso di due terze. L'istituto era stato ristrutturato un anno fa

Messina, 29 novembre 2008 - Sfiorata una tragedia analoga a quella di Rivoli (nella foto i soccorsi)presso la scuola elementare "Tommaseo" di Messina, nei pressi del centralissimo viale Europa. Il nubifragio che fino alla scorsa notte ha imperversato sullo Stretto ha provocato, a causa dell’accumulo di acqua sul tetto, il crollo dei controsoffitti in cartongesso in due aule, la terza A e la terza B e nei bagni del primo piano, invasi dai pesanti calcinacci.


Per fortuna il cedimento si è verificato durante la notte, quando la scuola era vuota. Il primo piano del plesso è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco.
Le lezioni riprenderanno martedì prossimo, ma in un’altra struttura, con i doppi turni. Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha effettuato un sopralluogo e annunciato un’indagine interna.


L’istituto era stato ristrutturato dal Comune appena un anno fa, ma solo all’interno, mentre erano stati rimandati il rifacimento della facciata e il sistema di raccolta e scolo delle acque piovane, che secondo il preside Placido Vitale, che ha più volte sollecitato i lavori, risalirebbe agli anni 30.

fonte: agi
29 novembre 2008