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lunedì 12 dicembre 2011

MANOVRA MONTI: PERCHE' E' SBAGLIATA E COME PEGGIORERA' LA SITUAZIONE ITALIANA


SERGIO CESARATTO – Illusioni e realtà della manovra

scesarattoVorremmo noi per primi illuderci che tutto questo servirà. Siamo ammirati della reazione dignitosa, quasi disciplinata, del popolo italiano: “speriamo che tutto questa serva e finisca il primo possibile”. Purtroppo riteniamo invece che questa manovra peggiorerà le cose. I nostri concittadini lo devono sapere. Se l’analisi è sbagliata, così è quella della maggioranza dei politici italiani ed europei, sbagliate sono le soluzioni. La crisi italiana ha una insopprimibile dimensione europea ed è profondamente falso quanto Monti ci ha detto, presentando la manovra, che la crisi del debito italiano “non è colpa degli europei, è colpa degli italiani”, che siamo “un focolaio di infezione” e rischiamo di “macchiarci della responsabilità” di far fallire l’Europa.

Il debito pubblico italiano non ha causato la crisi europea, era lì già prima. In un contesto di crescita europeo e di bassi tassi di interesse – che com’è noto sono stabiliti dalle banche centrali e non dai mercati – esso non avrebbe costituito un problema, tanto meno un problema urgente.

C’è invece qualcosa di sbagliato, di profondamente sbagliato nella costituzione economica europea che ha creato un sviluppo fittizio nell’Europa periferica fondato su bolle immobiliari allegramente finanziate dalle banche dei paesi forti, fatto da puntello alle tendenze neo-mercantiliste tedesche, minato la competitività dell’Italia, determinando gravi squilibri commerciali infra-europei. Ciò nulla ha che vedere con una presunta indisciplina fiscale dei paesi periferici – tranne, forse, il caso greco di cui i tedeschi sapevano tutto.

giovedì 17 novembre 2011

TRAVAGLIO, GOVERNO MONTI: CONFLITTO DI INTERESSI UNICA COSTITUZIONE RICONOSCIUTA IN ITALIA

 Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca Montezemolo 
Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca Montezemolo

DA PATONZA A PASSERA
di Marco Travaglio per il Fatto

Giulio Terzi di Sant'Agata, Paola Severino di Benedetto, Enzo Moavero Milanesi... Prof, Grand'uff, Cav di G. Croc... Manca soltanto la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, anche per via della scomparsa del ministero della Marina. Chi pensava che bastasse cambiare premier e governo per archiviare il conflitto d'interessi era un povero illuso. Il conflitto d'interessi è ormai l'unica Costituzione riconosciuta in Italia.
Infatti ieri vi si è inchinato persino il capo dello Stato, ringraziando - non si sa bene a che titolo - con peana e ditirambi l'uomo del Similhaun Gianni Letta, in arte Oetzi, che da trent'anni si prodiga per gli interessi del gruppo Fininvest-Mediaset prima in azienda e poi al governo (ammesso e non concesso che vi sia qualche differenza) e che ora, alla tenera età di 76 anni, ha deciso di compiere l'estremo sacrificio del "passo indietro".
E vi hanno giurato alcuni ministri (due a caso: quelli che gestiranno Giustizia e Comunicazioni, Severino e Passera) e sottosegretari (tipo il viceletta Catricalà, uomo dal leggendario torcicollo visto che ha passato la vita a voltarsi dall'altra parte appena incontrava un conflitto d'interessi).


La Guardasigilli Severino è un'avvocatessa, più che di grandi intese, di grandi imprese, essendo riuscita a difendere Eni, Enel, Sparkle, Telecom, Rai, Total, Federconsorzi, Caltagirone padre e figlia, Geronzi padre e figlia. E poi Acampora, l'avvocato delle mazzette Fininvest. E poi democristi di ogni èra geologica: Gifuni, Prodi, Rutelli, Cesa, Formigoni, col contorno di Caliendo e Augusta Iannini (del cui marito è spesso ospite a Porta a Porta).
Ma, più che i clienti, della Severino preoccupano le idee: attacchi ai pentiti di mafia e alle intercettazioni, e una bizzarra esternazione sulla condanna di Geronzi per il crac Cirio ("mina il rischio d'impresa del sistema bancario").

Poi c'è Passera. Già l'idea di affidare ai banchieri la soluzione di una crisi provocata in gran parte dalle banche, non è niente male. Ma quella di mettere allo Sviluppo il capo di banca Intesa è davvero geniale. C'è stato un equivoco: si era detto larghe intese, non larga Intesa.

FONTE:  http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-travaglissimo-gi-lidea-di-affidare-ai-banchieri-la-soluzione-di-una-crisi-provocata-32218.htm