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martedì 15 novembre 2011

Crisi, Max Otte:«L'euro crolla, l'Italia no. Salva in due anni»

 

Nel 2006 Max Otte annunciò la crisi. «Salvi in due anni».

di Barbara Ciolli
Silvio Berlusconi si è dimesso, ma le Borse europee hanno continuato a crollare e lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi si è di nuovo impennato. Settimane convulse, nelle quali la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno inziato a studiare un piano per regolare l'uscita dei Paesi dalla moneta unica.
Anche L'Italia andrà fuori? Per Max Otte, l'economista tedesco che nel 2006 profetizzò la crisi internazionale in anticipo nel suo bestseller Arriva il crash, no. Il Belpaese resterà nell'euro, perché economicamente più solido di Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo, Stati che, invece, potrebbero temporaneamente essere esclusi dall'Eurozona.

«STOP ALL'EURO DISASTRO». Eppure questo professore di Economia alle Università di Worms e di Graz, in Austria, è tutt'altro che un difensore a oltranza della valuta comune. Gestore del fondo d’investimento PI Global Value Fund, nel suo ultimo libro Fermate l’euro disastro, fresco di stampa in Germania e in via di traduzione in Europa, ha bollato il salvataggio dell'euro a ogni costo come una «politica demagogica». Ma sulla crisi italiana tranquillizza: «Non farete la fine di Grecia, Spagna e Portogallo, perché non siete stati colpiti dalla bolla immobiliare».
L'essenziale, per Otte, sarà arginare gli attacchi speculativi in arrivo dall'America.




DOMANDA. Ha insegnato negli Usa e ha la Green Card. Davvero la responsabilità di questa crisi europea è degli Stati Uniti?
RISPOSTA. L’euro si era troppo apprezzato sul dollaro, gli Usa non avevano alcun interesse a un euro forte. Per questo è in corso una guerra finanziaria delle grandi banche d’investimento americane contro l’Eurozona.
D. Anche la maxi bolla immobiliare, che ha portato al testa coda l’economia occidentale è partita dagli Stati Uniti.
R.
Esattamente. Ed è bene anche precisare che la bolla immobiliare speculativa responsabile della crisi non ha investito l’Italia, al contrario di Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda.
D. L’Italia, dunque, non è a rischio default?
R.
Affatto. Trovo vergognoso l’attacco speculativo che, nelle ultime settimane, è stato sferrato al vostro Paese.
D. Abbiamo un debito pubblico al 120%. Nella giornata di maggiore turbolenza, lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi è schizzato al picco massimo di 575 punti...
R.
Ma la vostra economia reale è ancora solida. Al Nord esiste un polo produttivo industriale consistente, io stesso investo volentieri nelle aziende italiane. In più siete un Paese di grandi risparmiatori.
D. Sì, ma come la mettiamo con i disastrati conti pubblici di Roma?
R. Al cospetto dell’Italia, gli Usa hanno poco di cui vantarsi. Il loro deficit di bilancio, fino al 2010 attorno al 10% sul Pil, è peggiore di quello italiano, un disavanzo attorno al 4%.
D. Quanto occorrerà all'Italia per risollevarsi?